Diego Cammarata

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Diego Cammarata

Sindaco di Palermo
Durata mandato 25 settembre 2001 –
19 gennaio 2012[1]
Predecessore Guglielmo Serio (commissario)
Successore Luisa Latella (commissario)

Dati generali
Partito politico Il Popolo della Libertà
(dal 2009)
Precedenti:
FI (fino al 2009)
on. Diego Cammarata
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Partito Forza Italia
Legislatura XIV
Gruppo Forza Italia
Coalizione Casa delle Libertà
Pagina istituzionale

Diego Cammarata (Palermo, 27 marzo 1951) è un politico italiano, è stato sindaco di Palermo dal 2002 al 2012.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Laureato in giurisprudenza, è avvocato cassazionista. È stato docente di diritto dell'informazione e della comunicazione e di teoria e tecnica della promozione di immagine all'Università degli Studi di Palermo. Dal 1996 al 2001 è stato coordinatore provinciale di Forza Italia. Alle elezioni politiche del 2001 viene alla Camera dei deputati, dove ha fatto parte fino al 2006 della Commissione politiche dell'UE.

Il 25 novembre 2001 è stato eletto Sindaco di Palermo al primo turno, con il 56,1% dei voti: all'inizio la sua candidatura aveva creato malumori nel centro-destra e Francesco Musotto, anch'egli esponente di Forza Italia, si candidò senza successo alla carica di primo cittadino contro Cammarata. Successivamente, dopo che Musotto divenne presidente della provincia di Palermo, i dissapori tra i due si stemperarono.

Eletto Sindaco, Cammarata non rinunciò all'indennità da parlamentare, infrangendo una prassi di incompatibilità intesa, tra l'altro, nell'art.122 della Costituzione. In riferimento al caso, nel 2002 la Giunta delle elezioni della Camera dei deputati affermò per la prima volta che non sussistevano motivi che ostassero al cumulo degli incarichi di sindaco di grande città e di parlamentare (cosiddetta "giurisprudenza Cammarata")[2]. Da allora altri sedici parlamentari ricevono una doppia indennità pubblica: una da deputato nazionale e una da amministratore locale[3].

Nelle consultazioni del 2007 è stato rieletto sindaco di Palermo, con il 53,5% dei voti, nonostante la forte opposizione rappresentata da Leoluca Orlando che ha denunciato la presenza di forti brogli elettorali.[4] Il 28 marzo 2008 sono stati arrestati due presidenti di seggio che, nelle elezioni del 2007, avrebbero falsificato 580 schede favorendo una lista che appoggiava Cammarata.[5] Nell'ottobre 2008 vengono arrestati altre tre persone appartenenti alla lista Azzurri per Palermo, che sosteneva il sindaco Cammarata, per aver falsificato 450 schede elettorali[6]

Il 22 luglio 2008 è stato eletto presidente dell'ANCI in Sicilia.[7]. Nel frattempo, il TAR Sicilia bocciava il piano che istituiva la zona a traffico limitato (ZTL) a Palermo, dando luogo ad una indagine dell'Authority di vigilanza sui contratti pubblici e all'interessamento della Corte dei Conti per accertare i derivanti danni all'erario e gli eventuali reati[8]. Nel 2009, l'Amministrazione comunale guidata da Cammarata è stata investita dagli scandali relativi alla precedente gestione dell'Amia, azienda ex municipalizzata per la raccolta dei rifiuti cittadini passata in breve tempo da un bilancio in attivo ad un buco di centinaia di milioni di euro, e da quello rivelato da Striscia la notizia relativo ad una barca di proprietà del sindaco, che sarebbe stata "custodita" da un dipendente della Gesip, un'altra ex società comunale, ed affittata in nero a terzi.[9] Sulle due vicende la magistratura ha aperto altrettante inchieste.

Nel 2010, Cammarata viene indagato per la terza volta in seguito a una inchiesta sulla discarica palermitana di Bellolampo, in base alla quale è stato accusato di truffa, abuso d'ufficio, disastro colposo, inquinamento delle acque e del sottosuolo, gestione abusiva di discarica, gestione non autorizzata di rifiuti speciali e traffico di rifiuti[10]. Spesso fatto oggetto di duri rilievi durante il suo secondo mandato al Comune di Palermo, ha inoltre destato particolare scalpore la notizia del suo viaggio ai Campionati del Mondo di Calcio in Sudafrica, criticata anche da esponenti della sua maggioranza[11] e colleghi di partito come Stefania Prestigiacomo[12].

Nel febbraio 2011 è indagato per abuso d'ufficio, dopo che degli operai del Comune di Palermo furono impegnati nella pulizia di una strada privata, che conduceva nel posto in cui si sarebbe tenuto il battesimo della figlia del Sindaco[13]. Nel marzo 2011 viene disposta l'imputazione coatta di Diego Cammarata per violenza privata, in merito ad una denuncia dell'estate precedente di Mario Emanuele Alvano, ex segretario dell'ANCI Sicilia[14]. Nel maggio 2011 viene rinviato a giudizio per la vicenda dell'utilizzato a fini personali dell'operaio comunale Franco Alioto, anch'egli mandato sotto processo[15].

Il 16 gennaio 2012 annuncia l'intenzione di dimettersi da sindaco di Palermo[16], una decisione formalizzata tre giorni dopo[1]. Lo stesso giorno un sondaggio per Il Sole 24 ORE riguardo al consenso degli amministratori locali posiziona Cammarata al 104 posto su 104 con un gradimento del 38% rispetto al 53.5% del giorno dell'elezione con un saldo di -15.5%.

Nell'aprile 2013 viene condannato in primo grado a 3 anni di reclusione dai giudici del Tribunale di Palermo, in merito alle accuse di abuso d'ufficio e falso, per avere utilizzato un dipendente di una società comunale come proprio skipper personale[17].

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Ufficiale: Cammarata non è più sindaco in LiveSicilia.it. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  2. ^ «Ago e filo», n. 2 del marzo 2010, intervista del senatore Francesco Sanna
  3. ^ "Palermo tra i rifiuti, il sindaco in Sudafrica", 17 giugno 2010
  4. ^ Orlando: «Brogli enormi, annullare il voto». URL consultato il 28-03-2008.
  5. ^ Palermo, brogli in elezioni del 2007. URL consultato il 28-03-2008.
  6. ^ Brogli elettorali a Palermo tre candidati "azzurri" arrestati, 8 ottobre 2008
  7. ^ Anci Sicilia, Cammarata nuovo presidente, da I love Sicilia, 22 luglio 2008
  8. ^ "Palermo: indagine dell'authority su appalto per ZTL in AdnKronos. URL consultato il 2 luglio 2008.
  9. ^ Bufera 'Striscia la notizia' sul sindaco di Palermo. URL consultato il 10 novembre 2009.
  10. ^ 'Bellolampo inquina quattro pozzi. URL consultato il 21 giugno 2010.
  11. ^ Sindaco e vice ai Mondiali, è bagarre. Critiche anche dal Pdl: "Inopportuno" , 16 giugno 2010
  12. ^ La Prestigiacomo bacchetta Cammarata: "Andando in Sudafrica ha fatto una sciocchezza. URL consultato il 17 giugno 2010.
  13. ^ Salvo Palazzolo, Operai comunali per la festa del sindaco Cammarata indagato per abuso d'ufficio in la Repubblica, 16 febbraio 2011. URL consultato il 16 febbraio 2011.
  14. ^ Sindaco a giudizio per violenza privata in la Repubblica, 23 marzo 2011. URL consultato il 23 marzo 2011.
  15. ^ Cammarata rinviato a giudizio per lo skipper assenteista in la Repubblica, 24 maggio 2011. URL consultato il 24 maggio 2011.
  16. ^ Si è dimesso Cammarata in LiveSicilia.it. URL consultato il 21 gennaio 2012.
  17. ^ Caso skipper, Cammarata condannato a tre anni in la Repubblica, 18 aprile 2013. URL consultato il 18 aprile 2013.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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Guglielmo Serio (commissario) dal 25 novembre 2001 Luisa Latella (commissario)







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