Dikembe Mutombo

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Dikembe Mutombo
Mutombo.jpg
Mutombo con la maglia degli Houston Rockets
Dati biografici
Nome Dikembe Mutombo Mpolondo Mukamba Jean-Jacques Wamutombo
Nazionalità Zaire Zaire
RD del Congo RD del Congo
Altezza 218 cm
Peso 122 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Centro
Ritirato 2009
Carriera
Giovanili

1988-1991
Institute Boboto
Georgetown Hoyas Georgetown Hoyas
Squadre di club
1991-1996 Denver Nuggets Denver Nuggets 391
1996-2000 Atlanta Hawks Atlanta Hawks 343
2000-2002 Philadelphia 76ers Philadelphia 76ers 106
2002-2003 New Jersey Nets New Jersey Nets 24
2003-2004 New York Knicks New York Knicks 65
2004-2009 Houston Rockets Houston Rockets 267
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Dikembe Mutombo Mpolondo Mukamba Jean-Jacques Wamutombo, noto semplicemente come Dikembe Mutombo (Kinshasa, 25 giugno 1966), è un ex cestista della Repubblica Democratica del Congo, professionista nella NBA. Ritenuto come uno dei centri difensivi più forti di tutti i tempi.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Il college e l'esperienza a Denvermodifica | modifica sorgente

Da giovane emigra negli Stati Uniti dove si iscrive al college di Georgetown, un ateneo con una lunga tradizione di centri (tra i più noti, Patrick Ewing e Alonzo Mourning). Viene scelto nel draft del 1991 come quarta scelta assoluta dai Denver Nuggets. A Denver Mutombo dimostra tutto il suo talento difensivo, vince ripetutamente la classifica di miglior stoppatore, nonostante i suoi limiti in attacco. La stagione migliore nei Nuggets è quella del 1993-94 quando la squadra di Mutombo si qualifica ai play-off come ultima squadra della Western Conference, ma al primo turno elimina i Seattle Supersonics, migliore squadra della Conference. Non era mai accaduto prima, nella storia della NBA, che la testa di serie n.8 eliminasse la n.1. È ormai leggendaria l'immagine in cui Mutombo, al termine di questa serie, si accascia a terra piangendo di gioia.

Gli anni di Atlantamodifica | modifica sorgente

Nell'estate del 1996 però Mutombo diventa free agent, poiché i Nuggets offrono un contratto non adatto allo status di una superstar quale è Mutombo. Il centro africano si accasa agli Atlanta Hawks, squadra formata da un gruppo promettente (Christian Laettner, Steve Smith e Mookie Blaylock) ed allenato da Lenny Wilkens. Mutombo va a dare il contributo difensivo che mancava per fare il salto di qualità. Negli anni successivi, in una Conference affollata da squadre come i Chicago Bulls, gli Indiana Pacers, i New York Knicks e i Miami Heat, gli Hawks riescono ad arrivare massimo al secondo turno dei play-off. Negli ultimi anni agli Hawks non arrivano più neanche la qualificazione ai play-off, il che fa sì che Mutombo chieda il trasferimento.

L'approdo ai 76ersmodifica | modifica sorgente

Nell'All Star Game del 2000 Mutombo è il centro della Eastern Conference allenata dal coach dei Philadelphia 76ers. L'africano gioca una partita eccellente tanto che l'allenatore dei 76ers chiede alla sua dirigenza di portare il centro a Filadelfia, appoggiato nella decisione anche dalla stella della sua squadra, Allen Iverson. Va così in porto uno scambio che dirotta Mutombo alla corte di coach Brown, mandando Theo Ratliff, Toni Kukoč e Nazr Mohammed ad Atlanta. In quello scorcio di regular season che lo vede impegnato a Philadelphia, Mutombo si trova a suo agio, dato che al suo fianco ha un realizzatore come Iverson. I 76ers arrivano in finale dopo aver impiegato 7 partite sia per battere i Toronto Raptors che per battere i Milwaukee Bucks. In finale Mutombo deve vedersela forse con il migliore Shaquille O'Neal della carriera. L'africano combatte con volontà, ma non può niente contro lo strapotere del centro dei Los Angeles Lakers che si portano a casa la finale per 4-1.

Le varie peregrinazionimodifica | modifica sorgente

Mutombo con la maglia dei Philadelphia 76ers

Dopo un anno interlocutorio a Philadelphia, nell'estate 2002 Mutombo viene girato ai New Jersey Nets che, reduci da una finale contro i Lakers, vogliono qualcuno che possa quantomeno arginare O'Neal. Viene così mandato nel New Jersey in cambio di Keith Van Horn e Todd MacCulloch. Con i Nets, Mutombo torna in finale, ma questa volta contro i San Antonio Spurs che hanno in Tim Duncan un lungo troppo dinamico per Mutombo. L'africano gioca alcune buone partite, confrontandosi con un altro veterano come David Robinson, ma i Nets perdono 4-2.

Nell'estate 2003 firma da free agent con i New York Knicks, dove gioca senza lasciare troppo il segno. L'anno dopo va ai Bulls, e quello dopo ancora agli Houston Rockets, dove fa da tutore e maestro dell'astro nascente cinese Yao Ming. Nel 2006-07, grazie all'infortunio della stella cinese, Mutombo parte titolare in 33 partite su 82, facendo registrare cifre record per un quarantenne nei rimbalzi e nelle stoppate; ma quello che sembrava l'anno buono per i Rockets si trasforma in una disfatta nel primo turno dei play-off, da cui escono sconfitti contro gli Utah Jazz.

Mutombo pensa seriamente al ritiro, ma viene reingaggiato al minimo salariale, sempre da Houston, per il suo 17º anno di NBA, dove per la prima parte di stagione scende poche volte in campo; l'ennesimo infortunio del titolare Yao Ming fa risalire in cattedra il "vecchio leone d'Africa". Con l'assenza del cinese i Rockets perdono nuovamente contro gli Utah Jazz nel primo turno di play-off: nonostante ciò, tenendo anche conto delle quasi 42 primavere, Mutombo mette insieme delle buone cifre nelle partite in cui parte in quintetto (25 gare, 5 punti, 7 rimbalzi e più di una stoppata di media a partita).

Nel maggio 2008 dichiara di voler giocare ancora una stagione per il suo 18º anno tra i professionisti. Nel frattempo, voci di mercato lo accostano ai Boston Celtics, dove avrebbe potuto ricoprire il ruolo di cambio d'esperienza dei lunghi e avrebbe avuto la possibilità di vincere magari un titolo: voci che vengono tuttavia smentite il 30 dicembre 2008 con l'ingaggio ufficiale da parte degli Houston Rockets. Con i texani conquista nuovamente la qualificazione ai play-off, disputando la serie del primo turno contro i Portland Trail Blazers: il 21 aprile 2009, durante il primo quarto di gara-2, il centro africano riporta un infortunio al ginocchio a seguito di uno scontro di gioco con Greg Oden. Poche ore più tardi Mutombo annuncia il ritiro dall'attività agonistica e la conclusione della sua lunga carriera[1], complice l'infortunio subito, anche se la decisione era nell'aria già da tempo. Qualche giorno dopo riceve il suo secondo J. Walter Kennedy Citizenship Award.[2]

Tecnica e riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Mutombo è un giocatore prettamente difensivo, con qualche buon movimento in post basso ed un discreto gancio destro. Ha vinto per ben quattro volte il NBA Defensive Player of the Year Award. È stato inoltre inserito per tre volte nel terzo quintetto ideale della lega, e una volta nel secondo. Ha partecipato per 8 volte all'All Star Game. "Not in my house" (frase ripetuta dallo stesso all'avversario stoppato) è secondo di tutti i tempi nell'NBA per stoppate (3.289), dietro a Hakeem Olajuwon, avendo superato nel gennaio 2007 Kareem Abdul-Jabbar.

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

  • Selezionato per l'All-NBA First Rookie Team (1992)
  • Selezionato per l'All-NBA Second Team (2001)
  • Selezionato per l'All-NBA Third Team (1998, 2002)
  • Selezionato 3 volte per l'All-NBA First Defensive Team (1997, 1998, 2001)
  • Selezionato 3 volte per l'All-NBA Second Defensive Team (1995, 1999, 2002)
  • Vincitore del IBM Award (1999)
  • Vincitore 2 volte del J. Walter Kennedy Citizenship Award (2001, 2009)
  • 2 volte vincitore della classifica NBA nei rimbalzi (2000, 2001)
  • 3 volte vincitore della classifica NBA nelle stoppate (1994, 1995, 1996)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ NBA: infortunio per Mutombo, carriera finita
  2. ^ NBA: Mutombo riceve il J. Walter Kennedy Citizenship Award

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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