Diocesi di Orvieto-Todi

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Diocesi di Orvieto-Todi
Dioecesis Urbevetana-Tudertina
Chiesa latina
Duomo di Orvieto facciata 16 09 06.jpg
Regione ecclesiastica Umbria
  OrvietoTodi diocesi.png
Vescovo Benedetto Tuzia
Vescovi emeriti Giovanni Scanavino, O.S.A.
Sacerdoti 135 di cui 101 secolari e 34 regolari
662 battezzati per sacerdote
Religiosi 37 uomini, 236 donne
Diaconi 18 permanenti
Abitanti 90.800
Battezzati 89.500 (98,6% del totale)
Superficie 1.200 km² in Italia
Parrocchie 95
Erezione VI secolo (Orvieto)
II secolo (Todi)
in plena unione dal 30 settembre 1986
Rito romano
Cattedrale Assunzione di Maria Vergine
Concattedrali Santissima Annunziata
Santi patroni San Giuseppe
San Fortunato
Indirizzo Piazza Duomo 19, 05018 Orvieto [Terni], Italia
Sito web www.diocesiorvietotodi.it
Dati dall'Annuario Pontificio 2005 * *
Chiesa cattolica in Italia

La diocesi di Orvieto-Todi (in latino: Dioecesis Urbevetana-Tudertina) è una sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede e appartenente alla regione ecclesiastica Umbria. Nel 2004 contava 89.500 battezzati su 90.800 abitanti. È attualmente retta dal vescovo Benedetto Tuzia.

Territoriomodifica | modifica sorgente

La diocesi comprende i seguenti comuni della provincia di Terni: Orvieto, Acquasparta, Allerona, Avigliano Umbro, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Montecastrilli, Montecchio, Montegabbione, Parrano, Porano e San Venanzo, nonché i seguenti comuni della provincia di Perugia: Todi, Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Gualdo Cattaneo, Marsciano, Massa Martana e Monte Castello di Vibio. Inoltre comprende il comune di Bolsena nella provincia di Viterbo.

Sede vescovile è la città di Orvieto, dove si trova la cattedrale dell'Assunzione di Maria Vergine. A Todi sorge la concattedrale della Santissima Annunziata.

Il territorio è suddiviso in 95 parrocchie.

Storiamodifica | modifica sorgente

Diocesi di Orvietomodifica | modifica sorgente

Centro della federazione etrusca (come attestano i numerosi templi e sepolcri ritrovati), alla fine del III secolo ospitò Sant'Ansano che vi era giunto a predicare; però, secondo la tradizione, sembra che la sede episcopale di Bolsena sia stata trasferita in Orvieto a causa dell'invasione del barbaro Alarico. La notizia sul primo vescovo è del 590. Un'iscrizione mutila del VI o VII secolo rinvenuta presso Orvieto comincia con: in nomine Dni nostri Iesu C(hristi), e pare ricordi un vescovo che visse ante episcopatum 40 anni e come vescovo 11 anni[1].

Nel 538 Belisario conquistò la città. Procopio la descrive e la chiama alla greca (Ourbibentos). Nel 605 arrivarono i longobardi, secondo Paolo Diacono. Il conte longobardo Farolfo (VIII secolo) ebbe dei nipoti devoti di San Romualdo, loro ospite. Feudatari non longobardi furono: Ugo di Toscana (993) e Gerardo (1004). Nel 975 forse vi fu il primo riconoscimento delle libertates mercantili per intervento del vescovo. Nel 1137 si accenna a precedenti attività comunali. Nel 1157 Orvieto giurò ligium dominium al Papa, e questi ottenne il beneficium d'essere ospitato e difeso personalmente o nei suoi successori e nelle persone di Curia. La città fu fedele al patto e sostenne vittoriosamente l'assedio di Enrico VI (1189), che voleva punire gli Orvietani di aver sottoscritto con Pepo Farnese la pace di Venezia (1177). Nel XIII secolo lo Stato d'Orvieto sottomise il contado Guiniccesco (1168) e IIdibrandesco (1203) e si estese sino al mare (Orbetello: significa piccola Orvieto; Isola del Giglio), confinando con Siena, Perugia, Todi e il Patrimonio di San Pietro.

Quest'ultima vicinanza creò liti territoriali, che favorirono moti ereticali e tra questi quello dei patarini concorezzesi (seconda metà del XII secolo). Innocenzo III, a domanda dei cittadini, inviò Pietro Parenti come rettore, ma questi fu ucciso (1199). Da allora cominciarono le persecuzioni contro gli eretici. Nel 1249 funzionava l'Inquisizione domenicana, poi (1260) francescana, in rapporto alla politica antighibellina.

San Francesco forse predicò ai margini di Orvieto (1216; ma il francescanesimo prese piede e nel 1260 apparvero i Laudesi che ebbero una loro mistica, la beata Angiolina Montemarte. I domenicani eressero a Orvieto la prima chiesa dedicata a san Domenico (1233, ebbero una cattedra di teologia anche con San Tommaso (1261-1264 circa), diressero una scuola e un Terz'ordine di cui fu nota la beata Vanna. Giunsero a Orvieto (1259-1260) anche i Servi di Maria e gli eremitani, fra i quali fu il teologo Ugolino d'Orvieto (morto nel 1371).

Nel 1263 o nel 1264 avvenne nella diocesi di Orvieto il celebre miracolo eucaristico di Bolsena: fu il vescovo Giacomo Maltraga che attestò l'autenticità del miracolo. Nel 1264, con la bolla Transiturus de hoc mundo, Urbano IV istituì la solennità del Corpus Domini stabilendo che questa venisse celebrata il giovedì dopo l'ottava di Pentecoste.

A Orvieto fu innalzato un tempio sul luogo più alto (1290), al quale si aggiungeranno la cappella del Corporale (1350) e la Cappella Nuova (1408). Il Duomo venne disegnato da Arnolfo di Cambio in forme tardo romaniche. I lavori proseguirono in stile gotico sotto la guida di Lorenzo Maitani.

Intanto la città, che aveva circa 30.000 abitanti, si dedicava ai commerci anche d'oltremare (per esempio i missionari domenicani a Samarcanda, secoli XIII-XIV). Speciali rapporti con paesi europei furono dovuti ai soggiorni della Curia con i contatti con gli ambasciatori e i sovrani (Inghilterra, Francia, Germania, ecc.).

Nella seconda metà del XII secolo ai consoli si aggiunse il rettore o podestà; nel 1250 il Popolo prese il potere, contemporaneamente a Firenze; dal 1256 al 1292 si imposero le Arti, favorite dai papi. Nel 1292 fu imposto anche il catasto, uno dei primi in Europa. Bonifacio VIII predilesse Orvieto: qui gli furono erette statue ed accettò l'ufficio di capitano del popolo (1297-1298) e di podestà (1299). Con i primi del XIV secolo Orvieto perse potere sul litorale e sul retroterra tirrenico. L'economia regredì. Vi furono vari tentativi di signorie (1334-1353); con Egidio Albornoz, che aveva a capo delle truppe l'orvietano Conte di Montemarte, iniziò (1354) la terza fase politica con la signoria personale del papa, restando esclusa la città dal Patrimonio di San Pietro (1368). Nella generale confusione non mancarono ritorni a regime quasi comunale (pace di Benano, 1389), né tentativi di signorie locali appoggiate a interessi stranieri (Napoli, Roma, Perugia, antipapa, ecc.); fino a che nel 1448 Orvieto fu retta da Niccolò V pressoché nella forma del 1368. Alla pace interna, benedetta da Pio II (1460), segui il riordinamento costituzionale (1461) e il potere fu diviso fra le varie classi sociali con l'appoggio del Papa contro gli abusi feudali nel contado. Orvieto resistette due volte a Carlo VIII (1494-1495), e ospitò Alessandro VI, il cui governo fu esercitato dal Valentino, e Clemente VII (1527-1528), sfuggito al sacco di Roma. Forse dono di tale periodo alcuni privilegi di onore del vescovo a cui seguirono distinzioni notevoli per il capitolo della cattedrale.

Al tempo della Riforma cattolica nel 1566 sorse il Seminario; nel 1588 i Dottrinari e nel 1621 i Gesuiti aprirono scuole e collegi. Nel 1564 fu più equamente diviso il governo fra nobili e popolani e in tale stato fu riconfermato nel 1755, di modo che l'invasione giacobina non aveva niente da insegnare. Nel 1794 arrivarono i Carissimi che resistettero alla bufera napoleonica. Nel 1798 il popolo si sollevò contro i giacobini. Ultimi episodi della lotta fra Chiesa e Stato in Orvieto fu la persecuzione di Napoleone contro il vescovo Giovanni Battista Lambruschini (1809), e l'incarceramento del vescovo Giuseppe Vespignani durante la Repubblica Romana (1849).

Nel 1860 Orvieto entrò a far parte dell'Umbria e divenne il punto delicato della Convenzione di settembre, vinto dall'orvietano Filippo Antonio Gualterio su Napoleone III.

Il 12 luglio 1972 il vescovo Virginio Dondeo fu nominato anche vescovo di Todi, sede vacante da alcuni anni: le due diocesi furono così unite in persona episcopi.

Diocesi di Todimodifica | modifica sorgente

In epoca romana il territorio diocesano coincise con quello dell'antica Tuder, Colonia Fida Julia, già municipio. Il cristianesimo vi si diffuse presto da Roma a motivo della via Flaminia, della via Amerina, e degli altri antichi itinerari per Orvieto, Baschi e Spoleto. Oltre ad importanti ricordi etruschi e romani, sulla via Flaminia si trova un piccolo cimitero sotterraneo e nel territorio un gruppo di chiese cimiteriali dedicate ai santi Terenziano, Antimo, Illuminata, Fidenzio e Terenzio, Felice, Faustino, Arnaldo. Nel IV secolo un possedimento detto Angulas, donato secondo il Liber Pontificalis dall'imperatore Costantino, pagava un tributo alla basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Il papa martire San Martino I (649-656) nacque in un villaggio della diocesi sulla destra del Tevere, oggi detto Piano di San Martino; a lui furono dedicate anche varie antiche cappelle. Nel 757 è documentata una confinazione della diocesi con quelle di Perugia, Assisi, Bevagna e Spoleto. Dopo il 726 Todi si sottomise alla Chiesa romana; nell'817 Ludovico il Pio, e nel 962 Ottone ne riconfermarono il possesso al Papa. Nel XIII secolo le Decime o Collettorie dell'Archivio Vaticano vi ricordano numerose chiese.

Nel 1001 papa Silvestro II tenne un concilio a Todi. Nel 1133 vi sorse il primo convento premostratense italiano in quello antico benedettino di San Leucio. Innocenzo III ne riprese il dominio dopo l'occupazione di Federico I ed Enrico II e nel 1198 spedì da qui dei documenti. Morì ed è sepolto a Todi san Filippo Benizi, uno dei fondatori dei Servi di Maria (1285). Nel periodo avignonese la città fu indipendente. L'antipapa Niccolò V nel 1328 vi si rifugiò insieme a Ludovico il Bavaro. Bonifacio IX - nato circa nel 1356 - visse a Todi la giovinezza presso lo zio vescovo e, tra vari privilegi, concesse ai francescani del luogo lo Studio minore. Nel 1392 concesse la città prima in prefettura a Malatesta di Rimini e poi in vicariato ad Andrea e Pandolfo. Nel 1433 Todi passò sotto Francesco Sforza. Papa Niccolò V vi dimorò vari giorni (1449), Pio II un mese (1459) e Paolo II vi si fermò nel viaggio da Perugia a Roma (1535).

In epoche successive il vescovo Angelo Cesi (1566-1606) lavorò per la riforma cattolica e lasciò importanti monumenti e il cardinale Marcello Lante fondò il Seminario (1608).

Il 24 luglio 1796 la Madonna del Campione, che da secoli si venerava presso il palazzo comunale di Todi, dove si conservavano i campioni di pesi e misure, fu vista aprire e chiudere gli occhi. Seguì un regolare processo canonico che confermò il fatto miracoloso.

Il 12 luglio 1972 Virginio Dondeo, già vescovo di Orvieto, fu nominato anche vescovo anche di Todi, sede vacante da alcuni anni: le due diocesi furono così unite in persona episcopi.

Diocesi di Orvieto-Todimodifica | modifica sorgente

Il 30 settembre 1986, con il decreto Instantibus votis della Congregazione per i Vescovi, fu stabilita la plena unione delle diocesi di Todi e Orvieto e la nuova circoscrizione ecclesiastica ha assunto il nome attuale.

Cronotassi dei vescovimodifica | modifica sorgente

Vescovi di Orvietomodifica | modifica sorgente

  • Giovanni I † (menzionato nel 590)
  • Candido † (591 - dopo il 596)
  • Amanzio ? † (menzionato nel 743)
  • Aliperto † (menzionato nell'826)
  • Pietro I † (menzionato nell'853)
  • Leone I † (menzionato nell'861)
  • Pietro II † (menzionato nell'877)
  • Rodolfo † (menzionato nel 975)
  • Andrea † (menzionato nel 995 o 1000 circa)
  • Nicolò I † (menzionato nel 1007)
  • Ilderico † (menzionato nel 1017)
  • Paolo † (menzionato nel 1022)
  • Sigifredo † (prima del 1028 - dopo il 1029)
  • Leone II † (menzionato nel 1037)
  • Nicolò II † (menzionato nel 1040)
  • Luca † (menzionato nel 1051)
  • Teuzone † (prima del 1054 - dopo il 1059)
  • Albertino † (menzionato nel 1060 circa)
  • Giovanni II † (menzionato nel 1066)
  • Filippo † (menzionato nel 1078)
  • Angelo † (menzionato nel 1092)
  • Guglielmo I † (prima del 1103 - dopo il 1119)
  • Giovanni III † (menzionato nel 1121)
  • Guglielmo II † (prima del 1125 - dopo il 1126)
  • Antonio † (menzionato nel 1137 o 1139)
  • Ildebrando † (prima dell'8 marzo 1140 - dopo il 1149)
  • Gualfredo † (menzionato nel 1155)
  • Guiscardo † (menzionato nel 1157)
  • Milone † (menzionato nel 1159)
  • Rustico † (1168 - 1175)
  • Riccardo † (1177 - 1201)
  • Matteo † (1201 - 1210 deceduto)
  • Giovanni IV † (1211 - 1212)
  • Capitaneo † (23 febbraio 1213 - dopo il 1217)
  • Ranieri † (8 aprile 1228 - dopo il 5 maggio 1246)
  • Costantino Medici, O.P. † (circa 1250 - 1257 deceduto)
  • Giacomo Maltraga † (prima del 26 gennaio 1258 - 1269 deceduto)

Vescovi di Todimodifica | modifica sorgente

  • San Terenziano † (? - circa 138 deceduto)[4]
  • Sant'Esuperanzio † (II secolo)
  • San Ponziano † (? - 9 luglio 302 deceduto)
  • San Cassiano † (? - 15 agosto 304 deceduto)
  • Agatone I † (431)
  • Cresconio † (prima del 487 - dopo il 502)
  • San Callisto † (? - 14 agosto 528 deceduto)
  • San Fortunato † (528 - 541 o 542 deceduto)
  • Sabiniano † (menzionato nel 593)[5]
  • Lorenzo I † (menzionato nel 649)
  • Bonifacio I † (menzionato nel 680)
  • Nicolò I † (menzionato nel 743)
  • Teofilatto † (prima del 787 - dopo il 794)
  • Giovanni I † (menzionato nell'826)
  • Agatone II † (menzionato nell'853)
  • Ilderico † (prima dell'861 - dopo l'871)
  • Uberto o Alberto † (menzionato nell'886)
  • Ambrogio † (menzionato nel 931)
  • Gregorio I † (963 - ?)
  • Azzo † (menzionato nel 970)
  • Giovanni II † (prima del 1000 - dopo il 1015)
  • Teudaldo † (menzionato nel 1027)
  • Gregorio II † (menzionato nel 1037)
  • Arduino † (prima del 1049 - dopo il 1059)
  • Rodolfo † (prima del 1068 - 1074)
  • Gotifredo † (1074 o 1075 - ?)
  • Guitardo † (1093 - ?)
  • Oddo † (prima del 1109 - 26 giugno 1115 deceduto)
  • Lorenzo II † (1115 - 5 gennaio 1118 deceduto)
  • Ottone † (gennaio 1118 - 11 ottobre 1144 deceduto)
  • Graziano † (ottobre 1144 - 14 agosto 1179 deceduto)
  • Rustico † (1º settembre 1179 - 1218 deceduto)
  • Bonifacio II † (1218 o 1219 - dopo agosto 1238 deceduto)
  • Giacomo Ghezzi † (1238 - dopo il 1249)
  • Giacomo degli Atti † (circa 1250 - 1252)
  • Pietro Gaetani † (28 maggio 1252 - 1276 nominato vescovo di Anagni)
Bentivenga dei Bentivenghi

Vescovi di Orvieto-Todimodifica | modifica sorgente

  • Decio Lucio Grandoni † (30 settembre 1986 - 8 novembre 2003 ritirato)
  • Giovanni Scanavino, O.S.A. (8 novembre 2003 - 5 marzo 2011 dimesso)
  • Benedetto Tuzia, dal 31 maggio 2012

Statistichemodifica | modifica sorgente

La diocesi al termine dell'anno 2004 su una popolazione di 90.800 persone contava 89.500 battezzati, corrispondenti al 98,6% del totale.

anno popolazione sacerdoti diaconi religiosi parrocchie
battezzati totale % numero secolari regolari battezzati per sacerdote uomini donne
diocesi di Orvieto
1950 58.000 58.000 100,0 76 56 20 763 5 215 57
1970 53.000 53.000 100,0 59 43 16 898 20 200 57
1980 44.200 45.200 97,8 56 40 16 789 1 26 174 57
diocesi di Todi
1950 63.000 63.720 98,9 113 77 36 557 42 116 98
1970 53.000 53.000 100,0 116 71 45 456 50 225 101
1980 53.600 54.000 99,3 106 60 46 505 51 191 102
diocesi di Orvieto-Todi
1990 93.000 93.300 99,7 140 95 45 664 3 50 302 94
1999 89.650 90.600 99,0 139 95 44 644 11 56 210 94
2000 89.650 90.800 98,7 133 94 39 674 11 48 214 94
2001 89.650 90.800 98,7 132 96 36 679 12 43 236 94
2002 89.500 90.800 98,6 137 101 36 653 12 43 236 114
2003 89.500 90.800 98,6 132 98 34 678 12 41 236 95
2004 89.500 90.800 98,6 135 101 34 662 18 37 236 95

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Giovanni Battista De Rossi, Bull. di arch. crist., 6, 1881, P. 117;CIL, XI, 2899
  2. ^ Succede al defunto Pietro Bohier, che nel 1378 ca. aveva aderito all'obbedienza avignonese.
  3. ^ Succede a Pietro Bohier, deposto da papa Urbano VI per aver aderito all’obbedienza avignonese.
  4. ^ Lanzoni lo crede piuttosto del IV secolo.
  5. ^ Vescovo spurio, da un falso diploma di Gregorio Magno.
  6. ^ Assente in Eubel, secondo il quale Nicolò II era ancora sulla cattedra di Todi nel 1290.
  7. ^ Aderisce al partito avignonese e il 10 novembre 1382 è nominato dall'antipapa Clemente VII amministratore della chiesa tudertina.

Fonti

Per la sede di Orvietomodifica | modifica sorgente

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Voci correlatemodifica | modifica sorgente

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