Diritto latino

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Il diritto latino (latino ius Latii o Latinitas o Latium) era uno status civile che in epoca romana si situava a livello intermedio tra la piena cittadinanza romana e lo stato di non cittadino (peregrino).

Con questa locuzione, però, si indicano anche quegli ordinamenti giuridici le cui strutturazione ed articolazione siano derivate dal diritto romano[1].

Effetti dello status di "latino"modifica | modifica sorgente

Lo status permetteva di contrarre legalmente matrimonio con una Romana o un Romano (ius connubii), di commerciare con i Romani con la garanzia di poter ricorrere al magistrato per la tutela dei propri atti negoziali (ius commercii), e, ma solo inizialmente, anche di trasferirsi a Roma (ius migrandi) a condizioni di parità coi cittadini romani, e quindi di votare (ius suffragii) nei comizi elettorali.

Alle città i cui abitanti godevano del ius Latii era riconosciuta l'indipendenza per quanto riguardava la politica interna, quindi eleggevano i loro magistrati e si autogovernavano; però erano vincolate alla politica estera romana ed erano tenute a fornire un contingente di soldati che combattevano a fianco delle legioni, ma in reparti diversi.

Col passare del tempo, e con l'espansione del dominio romano ben oltre i confini del Lazio, il "diritto latino" venne riconosciuto e applicato anche a città non laziali, e che non avevano abitanti di origine latina: il ius Latii passò allora a indicare una condizione giuridica e perse qualunque connotazione etnico-geografica; coloro che ne godevano (e che erano oramai divenuti troppo numerosi) persero però il diritto di votare a Roma.[2]

In che modo si ottiene il ius latiummodifica | modifica sorgente

latium maius e latium minusmodifica | modifica sorgente

Sviluppo del ius latiummodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Ad esempio è diffusa questa accezione della locuzione nel Notariato, settore professionale che ha addirittura una delle sue più importanti associazioni nella Unione Internazionale del Notariato Latino che secondo i notai italiani opera per realizzare la collaborazione ed il coordinamento del notariato nei vari ordinamenti di diritto latino (fonte).
  2. ^ L’adtributio e la tabula clesiana. URL consultato il 19-04-2008.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Livio XLIII. 3-4. cf. Galsterer 1971, 8-9: (G 15); Humbert 1976, 225-34: (H 138).
  • The Cambridge Ancient History Volume XI: The High Empire A.D. 70-192, 2nd Edition. Pp. 139, 364-365
  • The Cambridge Ancient History Volume VII: The Rise of Rome to 220 BC. Pp 269-271
  • Roman Civilization Volume II: The Empire. Lewis and Reinhold

Voci correlatemodifica | modifica sorgente








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