Domenico Cresti

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Domenico Cresti, ritratto
Due uomini bagnanti al San Nicolò, 1600 ca

Domenico Cresti o Crespi detto il Passignano (Tavarnelle Val di Pesa, 1559Firenze, 17 maggio 1638) è stato un pittore italiano del tardo manierismo.

Michelangelo che dà il modellino di San Pietro a Paolo IV, Casa Buonarroti, Firenze

Biografiamodifica | modifica sorgente

Il soprannome Passignano è dovuto alla frazione di Tavarnelle Val di Pesa in cui nacque, chiamata appunto Passignano.

Si formò artisticamente a Firenze con Giovanni Battista Naldini e Girolamo Macchietti. Andò a Roma nel 1580 e poi a Venezia tra il 1582 e il 1588, restando influenzato da alcune opere del Tintoretto. Lavorò anche come assistente di Federico Zuccari dal 1575 al 1579 alla realizzazione degli affreschi della Cupola di Santa Maria del Fiore.

Il suo stile è simile a quello di Bernardino Poccetti, caratterizzato da un disegno netto e un colore vigoroso. Era famoso per la sua rapidità, ma oggi una considerevole parte del suo lavoro è andata perduta, soprattutto per quanto riguarda gli affreschi, proprio a causa della sua tecnica talvolta sbrigativa. Trasferitosi nel 1588 a Firenze realizzò gli affreschi della Traslazione e del Funerale di sant'Antonino Pierozzi per la cappella Salviati in San Marco, in cui sono conservate le spoglie del santo, la Cappella di San Giovanni Gualberto nella chiesa di Santa Trinita o la tela della Predica di San Giovanni Battista nella chiesa di San Michele Visdomini. Nel Duomo di Lucca è conservata una sua Natività, mentre a Pisa troviamo sue opere nella chiesa di San Frediano e nella chiesa di Santa Cristina. A Forlì, nell'Abbazia di San Mercuriale, è conservata una sua Madonna col Bambino tra san Mercuriale e san Girolamo. A Livorno realizzò alcune tele per il Duomo: Assunzione al cielo e, in collaborazione con un suo allievo, Madonna il gloria con alcuni Santi. Sempre a Livorno vi sono la Madonna della Misericordia e Gesù Crocifisso (1601), doni dei granduchi Ferdinando I de' Medici e sua moglie Cristina di Lorena alla Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Livorno, allora da poco fondata.

Altre sue opere sono conservate agli Uffizi e in altri musei. Partecipò alla decorazione della Galleria di Casa Buonarroti a Firenze, dove dipinse quella che forse è la scena più famosa del ciclo dedicato alla memoria di Michelangelo Buonarroti: Michelangelo mostra a Pio IV il modellino di San Pietro.

Fu autore di famosi ritratti di Galileo e di Michelangelo.

Lavorò molto anche a Roma, sebbene il suo stile risulti abbastanza distaccato dalla corrente barocca che dominava allora nella capitale dello Stato Pontificio. Sue opere si trovano per esempio nella Basilica di San Pietro o in quella di Santa Maria Maggiore.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Jane Turner (a cura di), The Dictionary of Art. 24, pp. 239-240. New York, Grove, 1996. ISBN 1884446000

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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