Domenico Penzo

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Domenico Penzo
Domenico Penzo.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 180 cm
Peso 75 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Attaccante
Ritirato 1988
Carriera
Giovanili
1970-1972 Varese Varese
Squadre di club1
1972-1973 Borgosesia Borgosesia 33 (8)
1973-1974 Romulea Romulea 30 (13)
1974-1975 Roma Roma 19 (1)
1975 Piacenza Piacenza 2 (0)
1975-1976 Benevento Benevento 27 (12)
1976-1978 Bari Bari 70 (22)
1978-1979 Monza Monza 37 (11)
1979-1981 Brescia Brescia 62 (16)
1981-1983 Verona Verona 60 (29)
1983-1984 Juventus Juventus 25 (5)
1984-1987 Napoli Napoli 21 (2)
1987-1988 Trento Trento 12 (2)
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Domenico Penzo (Chioggia, 17 ottobre 1953) è un ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecnichemodifica | modifica sorgente

Centravanti alto e forte fisicamente[1], era abile nel gioco aereo e nelle percussioni palla al piede[2], pur lamentando carenze tecniche[3]. Si completava bene con attaccanti rapidi ed opportunisti, come Mauro Gibellini a Verona[2] e Paolo Rossi nella Juventus[4].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Cresciuto calcisticamente nel Varese[2], iniziò a giocare con il Borgosesia per poi trasferirsi alla Romulea[2], entrambe in Serie D, dove si segnalò come un promettente cannoniere[2]. Nel 1974 fu acquistato dalla Roma, per affiancarlo a Pierino Prati[2][3]: per lui 19 presenze e una sola rete (in occasione della vittoria interna contro la Fiorentina). In occasione di questo gol per la prima volta venne proposto l'inno ufficiale della Roma: Roma (non si discute si ama)[5].

Nel 1975 la Roma lo cedette in comproprietà[6] al Piacenza[7], neopromosso in Serie B. Penzo, tuttavia, non si integrò negli schemi di Giovan Battista Fabbri[8], e dopo 2 presenze venne ceduto al Benevento[7], dove totalizzò 12 reti in 27 gare nel campionato di Serie C 1975-1976.

Nel 1976 passò al Bari, con cui ottenne la promozione in Serie B e si confermò centravanti prolifico. Dopo una stagione a Monza fu ceduto al Brescia, con cui conquistò la promozione in Serie A contribuendo con 12 reti; il ritorno nella massima serie, però, segnò un netto calo nelle marcature (4 in 28 partite), e le rondinelle ritornarono in Serie B.

Nella stagione successiva si trasferì all'Hellas Verona, a cui legò le proprie migliori stagioni consacrandosi anche a livello nazionale. Con 14 gol in 31 gare riportò il Verona in Serie A[2], e nella stagione 1982-1983 con 15 gol è vice-caponnoniere, secondo solo a Michel Platini, nel ruolo di unica punta della formazione di Osvaldo Bagnoli[2]

Nella Coppa Italia 1982-1983, con i suoi gol, trascinò il Verona sino alla finale contro la Juventus[2].

Proprio la società bianconera lo acquistò nel 1983 come spalla di Paolo Rossi al posto di Roberto Bettega[9], in cambio delle comproprietà di Giuseppe Galderisi e Massimo Storgato[10]. In bianconero si rese protagonista di un exploit in Coppa delle Coppe, segnando 4 reti nella partita contro il Lechia Danzica[11], e contribuì con 5 reti in 25 partite alla conquista del 21º scudetto e della Coppa delle Coppe.

Ceduto l’anno dopo al Napoli[12], giocò al fianco di Diego Armando Maradona fino al 1986[2], relegato al ruolo di riserva dopo l'acquisto di Bruno Giordano[13]. Dopo una stagione fuori rosa ancora nel Napoli[14], chiuse la carriera nel Trento, in Serie C1[15].

Ha complessivamente totalizzato 94 presenze e 23 reti in Serie A, 164 presenze e 48 reti in Serie B.

Oggimodifica | modifica sorgente

Dopo il ritiro si stabilisce a Verona, dove è rappresentante di articoli sportivi[15]. Inoltre viene chiamato come commentatore e opinionista sportivo nelle reti televisive locali[2].

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Competizioni nazionalimodifica | modifica sorgente

Juventus: 1983–1984

Competizioni internazionalimodifica | modifica sorgente

Juventus: 1983-1984

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ M.Sappino, Dizionario biografico enciclopedico di un secolo del calcio italiano, ed.Baldini&Castoldi, vol.1, pag.412
  2. ^ a b c d e f g h i j k Profilo e statistiche su Hellasstory.net
  3. ^ a b Profilo e statistiche su Enciclopediagiallorossa.com
  4. ^ «Sarò la spalla giusta per Rossi», La Stampa, 8 luglio 1983, pag.22
  5. ^ Inno As Roma Sonoromanista.it
  6. ^ Liedholm smentisce "Non lascio la Roma", L'Unità, 25 novembre 1975, pag.10
  7. ^ a b Rosa 1975-1976 Storiapiacenza1919.it
  8. ^ Meteore in biancorosso: Penzo Storiapiacenza1919.it
  9. ^ Domenico Penzo Ilpalloneracconta.blogspot.com
  10. ^ Penzo alla Juve, Dirceu a Napoli, Jordan a Verona, La Stampa, 3 luglio 1983, pag.20
  11. ^ 14 settembre 1983: la Juve cala il settebello polacco Tuttosport.com
  12. ^ In sette per uno scudetto, La Repubblica, 7 luglio 1984, pag.25
  13. ^ Penzo che un bomber così non ritorni mai più… Amonapoli.it
  14. ^ Anche ad Empoli passa lo straniero, La Repubblica, 11 settembre 1986, pag.28
  15. ^ a b Thöni, promozione o rimozione? Questo è il dilemma, Alto Adige, 19 marzo 2005

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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