Duomo Connection

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Duomo Connection è il nome attribuito all'inchiesta condotta tra il 1989 e il 1990 dal pubblico ministero milanese Ilda Boccassini sulla penetrazione mafiosa a Milano. Le indagini compiute dai carabinieri del capitano Sergio De Caprio, divenuto poi noto come Ultimo, portarono all'arresto di un folto gruppo di pregiudicati siciliani e del loro presunto boss, il geometra Antonino Carollo detto Toni, figlio incensurato di Gaetano Carollo, esponente della famiglia mafiosa di Resuttana ucciso nel 1987 a Liscate.

Insieme a numerosi episodi di traffico di stupefacenti, le indagini accertarono una intensa attività edilizia del gruppo siciliano, realizzata - secondo l'accusa - con la collaborazione degli imprenditori Sergio Coraglia e Gaetano Nobile. Per agevolare le concessioni edilizie da parte del Comune di Milano i clan siciliani avevano allacciato contatti con importanti esponenti dell'amministrazione. Vennero indagati per corruzione l'assessore all'urbanistica Attilio Schemmari, il sindaco Paolo Pillitteri e tre alti funzionari.

Mentre la posizione di Pillitteri venne archiviata al termine delle indagini preliminari, tutti gli altri indagati furono rinviati a giudizio e condannati al termine di un lungo processo di primo grado, annullato nel 1995 dalla Cassazione. Al termine del nuovo processo gli unici a venire condannati furono gli accusati di traffico di droga.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Piero Colaprico, Luca Fazzo, Riccardo Mannelli, Duomo connection: indagine sulla fine della capitale morale, Siena, Edizioni Sisifo, 1991







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