Elasticità della domanda

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La domanda è elastica se il prezzo diminuisce e la domanda aumenta o se il prezzo aumenta e la domanda diminuisce. La definizione di elasticità della domanda rispetto al prezzo fu elaborata dall'economista Léon Walras, indica l'attesa variazione percentuale della domanda di un dato prodotto/servizio (quantità venduta Q) rispetto ad una variazione percentuale del prezzo dello stesso prodotto o di altri prodotti (elasticità incrociata):

 e_p = \frac {\frac {\Delta Q} {Q} } { \frac {\Delta p} {p}}

Gli incrementi possono essere fatti tendere a zero, considerando variazioni infinitesime anziché variazioni finite, per usare le derivate e i relativi strumenti di calcolo:

 e_p = \frac {\frac {\partial Q} {Q} } { \frac {\partial p} {p}}

Ogni bene differisce dall'altro per quanto riguarda l'elasticità, ossia la sensibilità alle variazioni del prezzo. L'elasticità della domanda dipende da numerosi fattori economici, anche se tende ad essere più elevata per i beni di lusso, per i quali sono disponibili dei beni sostitutivi. Ci sono diverse categorie di elasticità:

  • Quando una variazione del prezzo dell'1% genera una variazione della quantità domandata superiore all'1% si ha una domanda elastica rispetto al prezzo.
  • Quando una variazione del prezzo dell'1% genera una variazione della quantità domandata inferiore all'1% si ha una domanda rigida rispetto al prezzo.
  • Quando una variazione del prezzo dell'1% genera una variazione della domanda del 1% si ha una domanda a elasticità unitaria.

Se tale valore è negativo, la funzione di domanda è inclinata negativamente del tipo P = a -b \cdot Q, vale che la pendenza (o coefficiente angolare) di una retta è b = \frac {\partial P} {\partial Q} (oppure b = \frac {\partial Q} {\partial P}, se si considera la funzione inversa Q = a - b \cdot P).

Per quanto riguarda il rapporto elasticità-ricavo, dove il ricavo è dato dal prodotto fra quantità e prezzo, sappiamo che:

  • se la domanda è rigida rispetto al prezzo, una diminuzione del prezzo riduce il ricavo totale.
  • se la domanda è elastica rispetto al prezzo, una diminuzione del prezzo aumenta il ricavo totale.
  • se la domanda è a elasticità unitaria, una diminuzione del prezzo non modifica il ricavo totale.

Lo stato è incentivato a tassare beni con curva di domanda anelastica.

È evidente che l'elasticità è strettamente legata alla funzione di domanda. Solitamente si usa per misurare la reattività del mercato rispetto al prezzo (Q è la variabile dipendente e P la leva sulla quale il produttore può agire).

L'elasticità può però essere usata anche in senso opposto, per misurare la variazione del prezzo in seguito ad un aumento dell'offerta: in questo caso si sostituisce a Q la funzione domanda Q = a - b \cdot P. Tale calcolo può per esempio essere utile quando una nuova azienda entra in un settore e quelle già presenti, per favorire una rapida espulsione dal mercato del nuovo concorrente, aumentano l'offerta in modo da abbassare i prezzi, proprio mentre l'altro sostiene dei debiti e un forte costo fisso per l'ingresso.

L'elasticità incrociata ha una grande importanza in quanto misura la sostituibilità di beni succedanei o alternativi alla funzione prezzo (per esempio burro vs margarina, oppure Mercedes classe E vs BMW serie 5)

L'elasticità parte dal presupposto che nessun soggetto economico ha un tale potere sul mercato da poter determinare contemporaneamente sia la quantità che il prezzo. Se è dato l'uno, l'altro è determinato dal mercato e non è noto a priori, ma è una grandezza da misurare.

La funzione di domanda è in generale una curva che viene semplificata in una retta (la cui equazione è un caso particolare di quella della curva). Se la domanda è approssimata con una retta, essendo una funzione lineare, è anche invertibile, e come detto si può anche esprimere la quantità in funzione del prezzo.

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