Elio Augusto Di Carlo

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Elio Augusto Di Carlo (Amatrice, 2 settembre 1918Cantalupo in Sabina, 27 luglio 1998) è stato un medico, ornitologo, storico e naturalista italiano. Fondatore, nel 1976, della rivista scientifica di ornitologia Gli Uccelli d'Italia della quale conservò la carica di direttore fino alla sua scomparsa.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nacque a Retrosi, frazione di Amatrice, un piccolo villaggio posto a 1000 metri s.l.m. alle pendici dei Monti della Laga.

« Retrosi: qui vissero gli avi miei, qui vidi la luce io stesso, mi sia consentito di parlarne, anche se non ha gloria né avvenimenti importanti. »
(da Alle pendici della Laga, E.A. Di Carlo[1])

Laureato in medicina e chirurgia, presso l'Università di Roma "La Sapienza", esercitò per oltre quarant'anni la professione di medico, dei quali, trentacinque nel piccolo centro di Cantalupo in Sabina (dove prese servizio il 10 giugno 1954), in provincia di Rieti. Specialista in pediatria, diresse per oltre trent'anni i Consultori dell'Opera Nazionale Maternità e Infanzia in vari comuni della provincia. Dopo la Riforma Sanitaria fu Caposervizio del Materno Infantile dell'USL/RI/02 di Poggio Mirteto[2]. Nel 1998 morì a Cantalupo in Sabina e fu sepolto a Rivodutri, il paese della moglie Barbara, ai piedi del monte Rosato[3].

Ornitologia e incontro con la figura di Edgardo Moltonimodifica | modifica sorgente

Da sinistra, Elio Augusto Di Carlo con Edgardo Moltoni e il conte Tornielli, Milano 1979.

Si dedicò già da giovane alle scienze naturali e in particolar modo all'ornitologia. Le zone dell'Appennino centrale furono i luoghi delle sue prime ricerche.

Fu uno dei pochi ornitologi della scuola di Edgardo Moltoni[4].

« Lessi un nome: Edgardo Moltoni, l'uomo che tutto sapeva o doveva sapere sugli uccelli, quell'uomo senza anni che con la sua passione per gli studi ornitologici è da sempre animatore instancabile. »
(E.A. Di Carlo riferendosi al suo primo "incontro" cartaceo con quello che sarà il suo maestro (ndr))

Moltoni, direttore del museo Civico di Storia Naturale di Milano, fu l'ornitologo di indiscussa fama che nel 1931 riprese la pubblicazione di quella Rivista Italiana di Ornitologia (comunemente abbreviata RIO), già fondata da Alessandro Ghigi, Ettore Arrigoni degli Oddi, Filippo Cavazza, Francesco Ghigi, Giacinto Martorelli, Tommaso Salvadori e stampata per la prima volta a Bologna nel 1911, che Moltoni dirigerà per circa cinquant'anni (1922-1951)[5][6]. Il primo incontro tra i due si ebbe in occasione di un congresso a Genova nel 1950, da lì scaturì una collaborazione di circa quarant'anni, di stima ed amicizia reciproca e di intensi scambi epistolari[4]. Gli incontri nei molteplici congressi si alternarono talora a ricerche sul campo costituite da lunghe escursioni effettuate anche con passeggiate dopo cena, riservate agli uccelli notturni.

Di Carlo, al centro, in un'escursione al monte Pollino nel 1960 con il prof.Moltoni, l'avv.Sevesi e il dott.Incoronato (sullo sfondo un pino loricato).
« Questa era una delle cose che non doveva mai mancare nel quadro delle nostre escursioni. Non abbiamo mai tralasciato nel cuore della notte persino la visita ai vari cimiteri dei paesi compresi nel nostro itinerario: in tal modo gufi e civette, barbagianni e allocchi e talora il gufo reale, dalla voce stentorea e (perché no) paurosa, entravano nel nostro taccuino. »
(E.A. Di Carlo[6])

Le due personalità erano diverse, autonome: per Di Carlo, il direttore del Museo di Milano sarà sempre "il professore", il maestro di indiscussa autorità scientifica, l'ornitologo per antonomasia ed egli si considererà sempre un suo allievo[7][8]. Nel 1971, dopo Toschi, venne chiamato da Moltoni nella redazione della Rivista insieme ad Antonino Trischitta e Sergio Frugis[5]. Con Moltoni, Di Carlo fu uno dei decani dell'ornitologia moderna italiana, quella che dal primo dopoguerra ha iniziato il suo cammino su basi scientifiche, ecologiche e che affrancandosi dal mondo venatorio ha posto le basi in Italia per crescere come branca autonoma della zoologia[6].

Nel 1976, quale autorevole rappresentante della tradizione ornitologica italiana, verrà chiamato a dirigere Gli Uccelli d'Italia (comunemente abbreviata UDI), rivista e organo ufficiale della Società Ornitologica Italiana (S.O.I.)[9][10][11]:

« ... sento la responsabilità e direi il peso del compito affidatomi, ma sono certo che la collaborazione di tutti gli Ornitologi di buona volontà... mi renderanno meno gravoso e deludente il lavoro. La necessità di una nuova Rivista Ornitologica e la validità di essa è ampiamente stata illustrata, negli intendimenti e nelle finalità... essa è aperta a tutti coloro che in un modo o nell’altro si sentono attratti dall’amore e dalla conoscenza del mondo degli uccelli... mi sia pertanto consentito di elevare un saluto al nostro Maestro di ornitologia, il Prof. Edgardo Moltoni... che ha tenuto in piedi, tra mille difficoltà... la gloriosa Rivista Italiana di Ornitologia. Mi sia consentito ancora rendere omaggio ad essa come ad una sorella maggiore che continueremo a venerare come cosa nostra e a coltivare con il contributo del nostro lavoro, paghi solo di affiancarci ad essa e di tentare di raggiungerne le mete, certi di poter contare ormai nel futuro non più su una sola ma su due Riviste che in Italia trattino con impegno la nostra passione ornitologica... ai Membri presenti e futuri della Nostra Associazione auguriamo Buon Lavoro! »
(Elio Augusto Di Carlo, I° numero degli Uccelli d’Italia, lettera indirizzata ai lettori, luglio 1976[12])

La rivista avrà sede presso il Museo Naturalistico di Ravenna, nello storico palazzo della Loggetta Lombardesca. Manterrà la carica di direttore fino all'anno della sua scomparsa nel 1998, quando gli succederà Giancarlo Moschetti[13][14].

Tra le singole specie maggiormente studiate ricordiamo l'Aquila[15][16], il Capovaccaio, il Piviere tortolino[17][18][19][20][21], il Fringuello alpino[22], il Venturone[23], il Canapino pallido[24], la Monachella, il Picchio dalmatino[25], il Picchio muratore[25][26], il Picchio nero[25][27], il Picchio di Lilford[25][27], il Cuculo dal ciuffo[28][29], la Casarca[30], la Cannaiola di Blyth[31], il Frosone[32], ecc.[33][34][35][36]

Data la moltitudine delle specie trattate, ad oggi, è difficile trovare un testo di ornitologia che, trattando di distribuzione avifaunistica, non citi il nome di Di Carlo o che non riporti in bibliografia uno dei suoi innumerevoli lavori[6][37].

La sua formazione professionale di medico lo portò ad interessarsi, nei suoi lavori di ricerca, anche di veterinaria e di patologia ornitica[38][39]. Fu sua abitudine raccogliere e riportare anche i nomi dialettali (principalmente del centro Italia) degli uccelli, come preziosa testimonianza della tradizione contadina italiana[8].

Il naturalista e l'impegno per la salvaguardia dell'ambientemodifica | modifica sorgente

I suoi interessi nei vari campi delle scienze naturali sono testimoniati dall'appartenenza a numerose accademie e società scientifiche, tra le principali ricordiamo l'Accademia dei lincei, la Società Italiana di Biogeografia e l'Unione Zoologica Italiana.

Panorama della Riserva regionale naturale di Nazzano Tevere-Farfa. Il lago di Nazzano si originò dall'ampliamento dell'alveo del Tevere in seguito alla costruzione da parte dell'Enel di una diga tra il 1953 e il 1955.

Già dagli anni '60 si trova impegnato concretamente nella protezione della natura: nel 1970, insieme ad altri naturalisti fa parte della Commissione Protezione Natura della Regione Lazio per l'individuazione dei primi biotipi di interesse naturalistico.

Si impegnò per la protezione dei laghi Reatini (lago Lungo e di Ripasottile) e del bacino idrografico della piana reatina dal progetto dell'ENEL di creare un unico bacino per la produzione di energia idroelettrica[6]. Nel 1985 verrà istituita la Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile nella conca reatina.[40]

Con i suoi studi portò all'attenzione della comunità scientifica romana l'ambiente fluviale della zona Tevere-Farfa[41], quella che poi sarebbe diventata la prima Riserva Regionale del Lazio[42].

Negli interessi specifici in campo naturalistico è bene ricordare l'attenzione che riservava nei suoi studi agli alberi secolari e alla loro conservazione; così scrive riguardo l'abbattimento del famoso cerro della Cona di Retrosi (sito presso il Santuario dell'Icona Passatora), Amatrice:

« Come età passava i cinquecento anni ed aveva una circonferenza ad altezza uomo di metri 8.50, con le grosse radici affioranti contorte e serpeggianti dominava il sentiero "Retrosi-La Cona". L'albero è ricordato da Tassi e Pratesi in una guida della natura del Lazio su mia indicazione. Abbattuto solo pochi anni fa (1960) dalla mano scellerata (dal latino scelus, delitto sacro) di un ignoto compratore immemore, forse inconscio, del valore rituale di quella quercia che la pietà dei fedeli pagani, poi continuata e riversata nella vicina chiesa campestre dai fedeli cristiani, aveva lasciato in vita. »
(da Alle pendici della Laga, E.A. Di Carlo[43])

Nei suoi articoli ornitologici non mancò mai di riportare la descrizione botanica dell'habitat degli uccelli oggetto dello studio specifico.

Della flora erbacea destarono la sua attenzione le orchidee selvatiche e si deve a lui l'iniziativa della documentazione sulle orchidee della Sabina e più in generale della provincia di Rieti; frutto di questo lavoro di ricerca sul campo e di documentazione fu una mostra fotografica (1993).

Cantalupo in Sabina, Palazzo Camuccini con a destra la chiesa di Maria Santissima Assunta in Cielo.

Lo storicomodifica | modifica sorgente

Dalle scienze naturali alla storia locale. Amatrice, Retrosi, Cantalupo e tutta la Sabina[44] sono i principali terreni di studio.

L'interesse per questa disciplina gli venne trasmesso dallo zio paterno Don Augusto Di Carlo[3][45][46], curato di Retrosi e appassionato storico.

Tra il 1989 e il 1998, completa la pubblicazione della trilogia de "I Castelli": collana di libri costituita da Il Castello di Cantalupo in Sabina, edito nel 1989; I Castelli di Forano e di Gavignano, del 1995 e per finire I Castelli della Sabina del 1998.

Nel 1992, pubblica Alle pendici della Laga rivolto alle terre che gli furono natie.

« Dall'uomo qui cecidit ex arbore cerasae o perito sotto la caduta di un masso nel fosso di S.Martino; dal pastore di Retrosi in transumanza verso l'Agro romano, ucciso da un colpo di archibugio nelle gole del Velino presso Antrodoco, al prete di ritorno dalla Cona a Capricchia, assalito dai briganti ai piedi del Castellone; dalla vedova inconsolabile quae decipit post mortem viri sui, alla nubile quae peperit a quodam deflorata.

Poi le procelle, gli uragani e i colpiti dal fulmine, le carestie con uomini e bambini morti ob ingentem famem, i terremoti ricordati con un triste tempore magni terremoti (1703). »

(da Alle pendici della Laga, E.A. Di Carlo[47])

Questo piccolo estratto, dall'introduzione al suo libro del 1992, ci mostra in maniera sintetica ma efficace il suo modo di raccontare la storia: non solo un freddo elenco di eventi cronologici ma piuttosto un intreccio di vite vissute.

Fu presidente della locale sezione di Cantalupo in Sabina dell'Archeoclub Sabino e dell'AICS[48] (Associazione Italiana Cultura e Sport). A partire dal 1985, promosse uno studio preliminare condotto dall'archeologo Eugenio M. Beranger, che porterà alla stesura di una relazione finale consegnata all'Archeoclub locale. Il lavoro riguarderà, nel comune di Cantalupo in Sabina, le località di S.Adamo, S.Vito, Collicchi-S.Stefano e Tulliano (o Villa di Cicerone)[8][49].

Nel 1995, collaborò per la realizzazione della mostra intitolata "l'Opera pittorica di Vincenzo Camuccini" (in occasione del 150º anniversario dalla morte dell'artista), tenutasi presso il Palazzo Camuccini in Cantalupo[50].

Premi e Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

Riportati in ordine cronologico:

  • Nel 1965, sotto la presidenza Saragat, quale riconoscimento per la sua dedizione nella professione di medico gli viene conferito il titolo di Cavaliere del Lavoro[6][8].
  • Il 9 agosto 2002, a Retrosi, suo paese natale, si è svolta una conferenza-tributo in suo onore per ricordare la sua opera[52].
  • Nel settembre 2004, a Cantalupo in Sabina, è stato organizzato un convegno per ricordare la sua figura[53].
  • Nel 2008, il paese di Cantalupo in Sabina ha dedicato al suo nome una piazza[54][55] e già dal 2002 il locale Circolo Culturale Sabino AICS (del quale rivestì per lungo tempo la carica di presidente) è intitolato alla sua memoria[56].

Operemodifica | modifica sorgente

Opere a carattere storicomodifica | modifica sorgente

Libri di storia locale (Sabina, comprensorio Monti della Laga e Centro Italia)modifica | modifica sorgente

  • Elio Augusto Di Carlo, Il Castello di Cantalupo in Sabina, 1989.
  • Elio Augusto Di Carlo, Alle pendici della Laga, tra sec. VI e sec. XVII, 1992.
  • Elio Augusto Di Carlo e Fabio Settimi, I Castelli di Forano e di Gavignano, 1995.
  • Elio Augusto Di Carlo, I Castelli della Sabina: dalla caduta dell'Impero Romano all'unità d'Italia; memorie storiche, vita sociale, economica ed amministrativa tratte dagli archivi locali ed in particolare dall'archivio del castello di Cantalupo in Sabina, 1998.

Altre pubblicazioni a carattere storicomodifica | modifica sorgente

  • Elio Augusto Di Carlo, Un ritratto di S.Giuseppe da Leonessa nella chiesa dei Cappuccini di Montefiolo (Casperia), Leonessa e il suo santo, 1971, a.VIII, n.43, pp58–60.
  • Elio Augusto Di Carlo, I Cappuccini e la Congregazione "De Propaganda Fide", Leonessa e il suo santo, 142, 4, 1989.
  • Elio Augusto Di Carlo, La battaglia di Cantalupo, 1989[57][58].
  • Elio Augusto Di Carlo, In margine ad una commemorazione: Edward Lear's, Leonessa e il suo santo, 148, 6-9, 1990.
  • Elio Augusto Di Carlo, Chiesa di S.Adamo in Cantalupo, 1993.
  • Elio Augusto Di Carlo, Vincenzo Camuccini pittore neoclassico (1771-1844), mostra della sua opera pittorica in occasione del 150 anniversario della sua morte, Palazzo Camuccini, Cantalupo in Sabina, 12-27 agosto 1995[50].

Opere a carattere ornitologico e naturalisticomodifica | modifica sorgente

Oltre centoventi lavori ornitologici furono pubblicati principalmente sulle riviste Rivista Italiana di Ornitologia e Gli Uccelli d'Italia[59][60].

Pubblicò inoltre:

  • "Avifauna del comprensorio tolfetano, cerite, manziate (Lazio settentrionale)", nel quaderno n. 227 del 1971 dell'Accademia dei Lincei.
  • "Ricerche ornitologiche sul litorale tirrenico del Lazio e Toscana", nel quaderno n. 254 del 1981 dell'Accademia dei Lincei.

Monografiemodifica | modifica sorgente

  • Risultati di ricerche ornitologiche su Montagne d'Abruzzo (Monti della Laga), D. Rossi e E.A. Di Carlo, 1948.
  • Gruppo del monte Terminillo, E.A. Di Carlo, 1958.
  • Ricerche ornitologiche attraverso la Calabria e viaggi a scopo ornitologico nelle Puglie, E.A. Di Carlo, 1960.
  • Gli uccelli dell'isola d'Elba, 1970 (con Edgardo Moltoni).
  • Gli uccelli del Parco nazionale d'Abruzzo, E.A. Di Carlo, 1972.
  • Avifauna delle isole dell'Arcipelago Toscano. Le forme ornitiche insulari. Saggio faunistico-ecoetologico-biogeografico E. A. Di Carlo, Lavori della Società italiana di Biogeografia, Nuova Serie, 1974, 5: 845-878.
  • Gli uccelli della Majella, J. Heinze e E.A. Di Carlo, 1976.
  • Indagine preliminare sulla presenza passata ed attuale dell'Aquila reale Aquila chrysaetos sugli Appennini, E.A. Di Carlo, Gli Uccelli d'Italia, 1980, 5 (6): 263-283.
  • Appunti sul bacino lacustre di Leonessa, E.A. Di Carlo, Leonessa e il suo Santo, 1989/145/12-13.
  • Check list degli uccelli del Lazio, Sitta, 5: 35 47, E.A. Di Carlo, 1991.
  • Gli uccelli dei Monti Sabini, Cantalupo in Sabina, 1995 (Inedito)[8].

Altri lavori riguardarono l'avifauna della Corsica, della Sardegna e delle Isole Tremiti.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Elio Augusto Di Carlo, Alle pendici della Laga, tra sec. VI e sec. XVII, 1992. Introduzione dell'autore al libro, pagina 6.
  2. ^ E.A. Di Carlo, Il Castello di Cantalupo, 1989, pag.221.
  3. ^ a b Mario Ciaralli e Anna Agostini, Camminado a Retrosi, sulle rive del Tronto, SMS Pro Retrosi e Associazione Culturale "Cola dell'Amatrice", 2006. A pagina 125 è riportata anche una breve biografia di E.A. Di Carlo; mentre a pag. 142 c'è una sua foto da bambino insieme ai fratelli Enzo, Domenica e Gabriella Di Carlo. Nell'opera viene citato diverse volte Don Augusto Di Carlo, curato e appassionato storico di Retrosi.
  4. ^ a b redazione "Gli Uccelli d'Italia", Corrispondenza scelta intercorsa dal 1948 al 1980 tra il Dott. Edgardo Moltoni e il Dott. Elio Augusto Di Carlo, Gli Uccelli d'Italia, anno XXIII, n.1-2, 1998, ISSN 0393-1218.
  5. ^ a b Come già accennato, la prima edizione della Rivista Italiana di Ornitologia (RIO) venne pubblicata dal 1911 al 1925 e poi riproposta come seconda edizione nel 1931. Dal 1933 fu diretta da Edgardo Moltoni che ne divenne proprietario ed editore fino alla morte, avvenuta nel 1980. Nel 1981 la rivista passò in carico alla S.I.S.N. (Società Italiana di Scienze Naturali) ed edita in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Milano.
  6. ^ a b c d e f Giuliano Castiglia, Elio Augusto Di Carlo, medico, storico, naturalista, Fidelis Amatrix, II, n.7/2004, 38:43.
  7. ^ Nell'ultima lettera che Moltoni inviò a Di Carlo, quest'ultimo appuntò in calce alla stessa:
    «  Ultima lettera (ricevuta 14-1-1980) due giorni dopo la morte del Moltoni
    Quando muore un uomo è una vita che si spegne.
    Quando muore un "vecchio" (annoso avrebbe detto Edgardo) è come una biblioteca che va in fiamme.
    Quando muore un Maestro è una guida è un uomo che si perde. »
    (Elio Augusto Di Carlo, Cantalupo in Sabina)

    Per una raccolta incompleta ma selezionata delle lettere, tra il Di Carlo e Moltoni, si consulti l'articolo ad opera della redazione "Gli Uccelli d'Italia", Corrispondenza intercorsa dal 1948 al 1980 tra il dott. Edgardo Moltoni e il dott. Elio Augusto Di Carlo, Gli Uccelli d'Italia, anno XXIII, n.1-2, 1998, ISSN 0393-1218.

  8. ^ a b c d e f g Archivio Di Carlo, Cantalupo in Sabina.
  9. ^ Atti fondativi della rivista Gli Uccelli d'Italia.
  10. ^ Sito ufficiale della Società Ornitologica Italiana e della Rivista Gli Uccelli d'Italia.
  11. ^ La S.O.I. è stata fondata nel 1975 con atto notarile a Bologna ad opera di Ferrante Foschi di Forlì, un avvocato che da tempo si dedicava all'ornitologia. Venne scelta come sede il Museo Ornitologico e di Scienze Naturali di Ravenna (Loggetta Lombardesca). Gli scopi della Società erano quelli di promuovere gli studi dell'ornitologia, sia quella di ricerca sistematica e comportamentale che quella su campo e di osservazione diretta. La S.O.I. pubblica la Rivista Gli Uccelli d’Italia dal 1976 che ospita articoli sia di alto livello che più divulgativi per i nuovi appassionati. Rappresentanti regionali la SOI annoverava firme prestigiose del mondo ornitologico nazionale quali: Stefano Allavena, Pierandrea Brichetti, Antonio Caterini, Carlo Cova, Aldo Pazzucconi, Piero Meda, Azelio Ortali, Mario Spagnesi, Domenico Travaglini, Sandro Bruna, Ugo Foscolo Foschi, Mario Rota, Gino Fantin, Silvio Spanò, Nicola Norante ed Aurelio Burgio.
  12. ^ Sito ufficiale della S.O.I.
  13. ^ Riportiamo il messaggio di G.Moschetti a seguito della nomina a direttore, apparso nelle pagine della rivista (Gli Uccelli d'Italia, dic.-gen. 1998, a.XXIII, n.1-2):

    Cari lettori,
    il vuoto scientifico, culturale ed umano lasciato dall'amico Dr. Elio Augusto Di Carlo è incolmabile.
    Il Consiglio direttivo della SOI a lungo ha discusso sull'opportunità di abbandonare questa gravosa, ma nello stesso tempo entusiasmante avventura che rappresenta la direzione della rivista ornitologica "Gli Uccelli d'Italia".
    Ha senso continuare l'opera portata avanti dal Di Carlo e dai suoi collaboratori? Il presidente Dr.Azelio Ortali ne è convinto. Egli ha visto in me il continuatore di quest'opera, un'opera ardua e faticosa, ma di notevole spessore scientifico e didattico. Lo scrivente ne è lusingato ed ha accettato con umiltà questa direzione.
    Sta a voi, cari Lettori, giudicare il mio operato nei prossimi anni. Confido comunque nell'aiuto della redazione, dei referee e degli stessi autori che contribuiranno a rendere interessante la rivista con l'impegno e la scientificità di sempre.
    Giancarlo Moschetti
  14. ^ Ricordo di Elio Augusto Di Carlo (1918-1998), M. Grussu, GOS (Gruppo Ornitologico Sardo).
  15. ^ E.A. Di Carlo, Indagine preliminare sulla presenza passata ed attuale dell'Aquila reale Aquila chrysaetos sugli Appennini Gli Uccelli d'Italia, 1980, 5 (6): 263-283.
  16. ^ Giuliano Castiglia, "Gli Aquilari" - aspetti storici della predazione umana sull'Aquila Reale nell'Appennino Centrale (Monti della Laga, Monti Reatini, Valnerina), Fidelis Amatrix, n.5, 2004
  17. ^ E.A. Di Carlo e J. Heinze, Il Piviere tortolino (Eudromius morinellus) nidifica ancora sulla Majella (Abruzzo), Gli Uccelli d'Italia, 1975, II-45, 1, 72.
  18. ^ E.A. Di Carlo e J. Heinze, Ancora sul Piviere tortolino (Eudromius morinellus) sulla Majella (Abruzzo), Gli Uccelli d'Italia, 1975, II-45, 3, 290.
  19. ^ E.A. Di Carlo e J. Heinze, La nidificazione del Piviere tortolino (Eudromias morinellus) sugli Appennini, Gli Uccelli d'Italia, 1978, II-48, 2, 149.
  20. ^ E.A. Di Carlo e J. Heinze, La nidificazione del Piviere tortolino in Italia, Gli Uccelli d’Italia, 1979, Parte Prima, 4: 47-67.
  21. ^ E.A. Di Carlo e J. Heinze, La nidificazione del Piviere tortolino in Italia, Gli Uccelli d’Italia, 1979, Parte Seconda, 4: 159-174.
  22. ^ E.A. Di Carlo, Il fringuello alpino (Montifringilla n. nivalis (Linneo)) forma propria anche degli Appennini, Gli Uccelli d'Italia, 1956, II-26, 2, 55.
  23. ^ E.A. Di Carlo, Il Venturone nell'Italia Centrale, Gli Uccelli d'Italia, 1976.
  24. ^ E.A. Di Carlo, Il Canapino pallido (Hippolais pallida) è estivo e nidificante in Sardegna?, Gli Uccelli d'Italia, 1980, II-50, 1, 50.
  25. ^ a b c d Scricciolo, Italian Ornithological Web Site, lo indica tra gli ornitologi "di riferimento" per le ricerche sui taxa dei Picidi (vedi anche la sez. Collegamenti esterni).
  26. ^ E.A. Di Carlo, La scoperta di una nuova specie dell'avifauna paleartica: il Picchio muratore magrebino - Sitta ledanti Vielliard, Gli Uccelli d'Italia, 1976, II-46, 4, 243.
  27. ^ a b G. Castiglia, E.A. Di Carlo, G. Tabarrini, Il picchio nero (Dryocopus martius) e il picchio di Lilford (Dendrocopus leucotus lilfordi) nell'Appennino centrale, Rivista Italiana di Ornitologia, 1976, a.XLVI/II, Milano.
  28. ^ E.A. Di Carlo, Appunti sulla biologia del Cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius), Gli Uccelli d'Italia, 1971, II-41, 2, 86.
  29. ^ E.A. Di Carlo, A proposito del Cuculo dal ciuffo (Clamator glandarius): divagazioni varie sull'età, gli abiti, la muta, la prenidificazione e la migrazione,Gli Uccelli d'Italia, 1977, II-47, 1, 1.
  30. ^ E.A. Di Carlo, La Casarca in Italia: la sua presenza nella Penisola, note eco-etologiche e considerazioni biogeografiche, Gli Uccelli d'Italia, 1977.
  31. ^ E.A. Di Carlo, La Cannaiola di Blyth (Acrocephalus dumetorum Blyth): un nuovo uccello dell'avifauna italiana, Gli Uccelli d'Italia, 1969, II-39, 4, 402.
  32. ^ E.A. Di Carlo, Nidificazione di Frosone - Coccothraustes c. coccothraustes (Linneo) - nell'Altopiano di Amatrice-Appennino Abruzzese, Gli Uccelli d'Italia, 1947, II-17, 2, 77.
  33. ^ Risultati di ricerche ornitologiche sulle montagne d'Abruzzo. Parte II. Monti della Laga - Altopiano di Campotosto - Conca di Amatrice. Anni 1940-1947, E.A.Di Carlo e D.Rossi, Rivista Italiana di Ornitologia, 1948, A.XVIII, serie II, Milano.
  34. ^ Risultati di ricerche ornitologiche sulle montagne d'Abruzzo. Parte III. Gruppo del monte Terminillo - Altopiano di Leonessa. Anni 1948-1957, E.A.Di Carlo, Rivista Italiana di Ornitologia, 1958, A.XXVIII, serie II, Milano.
  35. ^ Elenco online di alcune pubblicazioni di E.A. Di Carlo presenti sul sito di riferimento per il Gruppo Molisano Studi Ornitologici, GMSO, Nicola Norante.
  36. ^ Elenco online di alcune pubblicazioni di E.A. Di Carlo presenti sul sito della Società Italiana di Scienze Naturali.
  37. ^ Un esempio su tutti: il Piviere tortolino, Schede avifaunistiche del Parco del Monte Barro (Lago di Como), Lavoro di ricerca Distribution of Dotterels (Charadrius Morinellus) breeding in central and southern European massifs: a review of the current knowledge, Roberto Valle e Francesco Scarton del 1999 e l'articolo Dotterel in Bulgaria and routes of its migration in Eurasia, D.N. Nankinov, Berkut. Vol. 5. Is. 2. 1996. P. 141-146.
  38. ^ E.A. Di Carlo, Osservazioni su di un caso di consolidamento spontaneo di fratture ossee in un Beccaccino (Capella g. gallinago), Gli Uccelli d'Italia, 1957, II-27, 1, 55.
  39. ^ E.A. Di Carlo, Come ammalano e come muoiono gli uccelli: Appunti di patologia ornitica, Gli Uccelli d'Italia, 1960, II-30, 3, 147.
  40. ^ Sito istituzionale della Riserva parziale naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile.
  41. ^ E.A. Di Carlo, L'oasi di protezione faunistica detta "La Meanella" o "Lago di Nazzano" sul fiume Tevere, a Nord di Roma, Supplemento alle ricerche di biologia della selvaggina, 1976, vol.VII, Laboratorio di Zoologia Applicata alla Caccia. Bologna.
  42. ^ Sito istituzionale della Riserva Naturale Tevere-Farfa.
  43. ^ Elio Augusto Di Carlo, Alle pendici della Laga, tra sec. VI e sec. XVII, 1992. Del Cerro della Cona si parla nelle pagine 242-243-244 (quarto capitolo), con materiale fotografico di D. Rossi e G. Castiglia.
  44. ^ Sito web dove sono raccolte informazioni sulle chiese e luoghi sacri nel territorio del paese di Casperia.
  45. ^ Il merito di aver scoperto il vero autore di almeno gran parte dei dipinti presenti nella chiesa campestre della Icona Passatora di Retrosi (Amatrice) spetta al curato Don Augusto Di Carlo (che fu parroco della stessa dal 1900 al 1953), il quale per ripulire l'arco del presbiterio affumicato ed annerito da un grosso cero che da decenni ardeva proprio in corrispondenza dell'arco stesso, scoprì l'epigrafe, posta al lato sinistro dell'adorazione dei Magi, che dice: "HOC DIONISIUS FRANCISCI CAPPELLIS DE AMATRICE ME PITIT 1508". Precedentemente gli affreschi erano stati erroneamente attribuiti a Nicola Filotesio, detto Cola dell'Amatrice. La documentazione completa di questa scoperta è riportata a pagina 208 del libro Alle pendici della Laga di E.A. Di Carlo e Monografia storica del Santuario di Maria SS. delle Grazie detta "Icona Passatora" in Ferrazza (Amatrice) di Di Carlo don Augusto, 1908.
  46. ^ Amatrice tesori d'arte, Don Luigi Aquilini. Opera consultabile integralmente online.
  47. ^ Elio Augusto Di Carlo, Alle pendici della Laga, tra sec. VI e sec. XVII, 1992. Introduzione al libro dell'autore pagina 6.
  48. ^ Associazione Circolo Culturale Sabino "Elio Augusto Di Carlo" Cantalupo in Sabina, via L. Chierici, 68. Responsabile: Fabrizi Luciano.
  49. ^ E.A. Di Carlo, I Castelli della Sabina, dalla caduta dell'Impero romano all'unità d'Italia, 1988.
  50. ^ a b Vincenzo Camuccini - pittore neoclassico - mostra pittorica svoltasi presso Cantalupo in Sabina per il 150º anniversario della sua morte. In queste pagine è presente anche la foto del Palazzo Camuccini.
  51. ^ Sito ufficiale dell'Accademia Tiberina.
  52. ^ Tributo a Elio Augusto Di Carlo (Storico-Ornitologo-Naturalista), relatori: Sirio Giannone, Giuliano Castiglia, Stefano Laurenti e Leopoldo Corsi, presso Retrosi (RI), 9 agosto 2002.
  53. ^ Tra gli intervenuti ricordiamo Luciano Fabrizi (presidente del circolo culturale sabino «Elio Augusto Di Carlo - Aics»), Anna Agostini (redattore), Mario Ciaralli (fondatore della rivista «Fidelis Amatrix»), Marzio Mozzetti (giornalista e direttore responsabile della rivista), Giuliano Castiglia (naturalista e collaboratore storico di Di Carlo), Sirio Giannone (storico), Mario Verdone (docente universitario), Sofia Corradi (docente universitario).
  54. ^ Giuliano Castiglia, Piazzale Elio Augusto Di Carlo, Fidelis Amatrix, VI, n.32/2008.
  55. ^ Alla presenza del sindaco Giorgio Tenerini e del vescovo Lino Fumagalli.
  56. ^ Atti intitolazione del locale Circolo Culturale Sabino AICS al dr.Elio Augusto Di Carlo, Cantalupo in Sabina.
  57. ^ Volume edito dalla Pro Loco di Cantalupo in Sabina in occasione del quarantacinquesimo anniversario dei giorni 4-11 del giugno 1944 che videro il paese teatro degli scontri (battaglia aereo-terrestre) tra le forze alleate e quelle tedesche in ritirata.
  58. ^ Opera ripresa da Mario Verdone ne "Pagine di storia in Sabina", Strenna dei Romanisti, 21 aprile 2003. L'articolo è consultabile online sul sito web Strenna dei Romanisti.
  59. ^ Barbagli Fausto e Brichetti Pierandrea, Bibliografia di Elio Augusto Di Carlo, Rivista Italiana di Ornitologia 70:5-11, 2000.
  60. ^ Estratto online della bibliografia di E.A. Di Carlo apparsa sulle pagine della Rivista Italiana di Ornitologia nel 2000.

Bibliografia e Fontimodifica | modifica sorgente

  • Grussu Marcello, Ricordo di Elio Augusto Di Carlo (1918-1998), Aves Ichnusae (I), 1998.
  • Redazione "Gli Uccelli d'Italia", Corrispondenza scelta intercorsa dal 1948 al 1980 tra il Dott. Edgardo Moltoni e il Dott. Elio Augusto Di Carlo, Gli Uccelli d'Italia, anno XXIII, n.1-2, 1998, ISSN 0393-1218.
  • Barbagli Fausto e Brichetti Pierandrea, Bibliografia di Elio Augusto Di Carlo, Rivista Italiana di Ornitologia 70: 5-11, 2000.
  • Don Luigi Aquilini, Amatrice, tesori d'arte, 2002. Il testo completo è disponibile online.
  • Mario Verdone, Pagine di storia in Sabina, da La Strenna dei Romanisti, 21 aprile 2003. Il testo completo è disponibile online.
  • Giuliano Castiglia, Elio Augusto Di Carlo, medico, storico, naturalista, Fidelis Amatrix, II, n.7/2004, 38:43.
  • Monica Onofri, Un convegno in memoria di Elio Augusto Di Carlo in Il Tempo, 21 aprile 2003. URL consultato il 9-8-2011.
  • Mario Ciaralli e Anna Agostini, Camminando a Retrosi, sulle rive del Tronto, 2006.
  • Giuliano Castiglia, Piazzale Elio Augusto Di Carlo, Fidelis Amatrix, VI, n.32/2008.

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