Emilio Pucci

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on. Emilio Pucci di Barsento
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Napoli
Data nascita 20 novembre 1914
Luogo morte Firenze
Data morte 29 novembre 1992
Legislatura IV, V
Gruppo Partito Liberale
Collegio Firenze
[www.emiliopucci.com Pagina istituzionale]
Una modella di Emilio Pucci posa al Piazzale Michelangelo a Firenze (1966)

Il marchese Emilio Pucci di Barsento (Napoli, 20 novembre 1914Firenze, 29 novembre 1992) è stato uno stilista e politico italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Emilio Pucci, marchese di Barsento, nacque a Napoli, fu l'erede della nobile famiglia fiorentina dei Pucci.

In gioventù si dedicò allo sci e venne selezionato nel 1934 dalla squadra nazionale italiana di sci. Vinse una borsa di studio per allenarsi nello sci al Reed College nell'Oregon, dove ebbe modo di realizzare i suoi primi abiti, da appassionato di pittura qual era, disegnando l'uniforme della squadra di sci della scuola, da dove nel 1937 concluse il suo master in scienze sociali. Fu richiamato in Italia nel 1938 alla vigilia della guerra, e si arruolò come ufficiale dell'Aviazione, trascorrendovi il periodo bellico.

La sua attività di disegnatore di moda decollò per caso: nel 1948, nel numero di dicembre di Harper's Bazaar viene pubblicata la fotografia di Toni Frissel, un'importante rivista di moda statunitense, nella quale fotografia appare un "dashing gentleman" in un moderno completo da sci. Quando fu pubblicata sul magazine illustrato nell'ambito di un articolo sulla moda invernale in Europa fu un successo immediato.

L'episodio lo incoraggiò a creare e vendere vestiti da donna, aprendo la sua prima boutique a Capri nel 1950. Subito la sua produzione si contraddistinse per l'uso di colori brillanti e motivi vistosi e marcati, che tanto influenzarono la moda di quei decenni.

Emilio Pucci fu quindi un pioniere della moda italiana, partecipando per esempio alla prima sfilata di moda tenutasi in Italia, che fu organizzata per il 12 febbraio 1951 da Giovanni Battista Giorgini a Firenze, presso Villa Torrigiani in Via dei Serragli. Tra i suoi primi successi vanno ricordati la linea di vestiti di seta stampata senza pieghe. "The Prince of Prints" così viene riconosciuto per circa trent' anni dalla stampa del mondo anglosassone, inoltre nel 1954 gli viene assegnato il più prestigioso dei trofei, "Neiman-Marcus Award", per il distinto servizio reso nel campo della moda. [1]

Emilio Pucci ebbe un rapporto speciale con la città dei suoi antenati, Firenze, e nel Palazzo Pucci stabilì il quartier generale della sua casa di moda, dove infatti si trova tuttora. L'indirizzo stesso della maison, come pochi al mondo potevano vantare, era di per sé un vanto e rifletteva la sua origine nobile: "Marchese Emilio Pucci, Palazzo Pucci, Via de' Pucci 6, Firenze".

Nel corso della sua vita ha applicato le sue creazioni ai campi più disparati, ricevendo sempre ammirazione e riconoscimenti, grazie al suo stile fresco ed elegante. Molto popolare negli Stati Uniti, disegnò per esempio lo stemma per la tuta degli astronauti della Nasa per la missione dell'Apollo 15; oppure disegnò le divise per le hostess, i piloti e il personale della compagnia Braniff International Airways tra il 1965 and 1977, colorate e assolutamente innovative rispetto al panorama di allora; in Italia disegnò le divise classiche dei Vigili urbani, con i lunghi guanti bianchi e gli elmetti ovali sulla divisa blu.

Nel frattempo le attività di stilista si allargarono alla moda maschile, ai profumi, alla produzione di ceramica per la casa.

Nella sua vita si è occupato anche di politica, venendo eletto deputato tra il 1963 e il 1972. Legato alla destra (il padre Roberto era stato senatore e presidente del Partito Fascista a Firenze negli anni trenta), in gioventù aveva simpatizzato per Mussolini, scrivendo anche dei volumetti a supporto delle idee fasciste. Pucci era un intimo amico di Edda Ciano. Nel 1944, dopo l'esecuzione di Galeazzo Ciano, aiutò insieme con Frau Beetz la famiglia a fuggire in Svizzera.[2]

Suo figlio Alessandro, 11º Marchese di Barsento, morì in un incidente stradale nel 1998. Sua figlia Laudomia ha ereditato la direzione del marchio Emilio Pucci.

Il marchio Emilio Puccimodifica | modifica sorgente

Il marchio Emilio Pucci

Dopo la sua scomparsa nel 1992, il design degli abiti passò alla figlia Laudomia Pucci. Nel 2000 il gruppo francese LVMH (Louis Vuitton), acquistò i diritti sul logo Emilio Pucci e sulle creazioni storiche rilanciando la griffe nel mercato internazionale. Il legame con il passato si manifesta con la valorizzazione del catalogo storico e la rivisitazione di modelli e motivi. Tra gli stilisti che vi hanno operato vi sono Stephan Janson, Julio Espada e Christian Lacroix, mentre nel 2006 a Lacroix è subentrato il designer inglese Matthew Williamson e a partire da novembre 2008 il direttore creativo della maison è Peter Dundas. Laudomia oggi si occupa dell'immagine complessiva della maison, che conta circa 50 boutique in località esclusive nel mondo e il cui fatturato viene realizzato al 60% tra Italia, Stati Uniti e Giappone.

Attivitàmodifica | modifica sorgente

Nel 1947, momento in cui prevale l' "Haute Couture" e il mondo guarda in particolare a Christian Dior e alla sua linea "Corolle", Emilio Pucci elabora una nuova concezione di abbigliamento identificabile come "Sportswear" volto alla libertà del corpo tramite drappeggio del tessuto, forme semplici ed essenziali. L'idea di libertà è una costante per Pucci che rielabora il tema fino ad oggi. Quest'idea viene ripresa nei suoi tessuti: seta, organza, gabardina di cotone e mussolina.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 4 giugno 1982[3]

la rivista "Aeronautica" in un articolo di Andrea Zani pubblicato sul n.4/2012 dice che come ufficiale pilota dell'A.M. durante la seconda guerra mondiale fu insignito delle seguenti onorificenze: tre medaglie d'argento, sette medaglie di bronzo, una croce di guerra tedesca ed una promozione sul campo

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ 1Il Tempo e la Moda, Biennale di Firenze, 1996
  2. ^ vedi anche Edda Ciano: La mia testimonianza., Milano 1975
  3. ^ Sito Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 812579 LCCN: n90697978








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