Emilio Salgari
Emilio Carlo Giuseppe Maria Salgari [1] (Verona, 21 agosto 1862 – Torino, 25 aprile 1911) è stato uno scrittore italiano di romanzi d'avventura molto popolari.
Autore straordinariamente prolifico, è ricordato soprattutto per essere il "padre" di Sandokan, del ciclo dei pirati della Malesia e I corsari delle Antille. Scrisse anche romanzi storici, come Cartagine in fiamme e diverse storie fantastiche, come Le meraviglie del Duemila in cui prefigura la società attuale a distanza di un secolo, ed è considerato uno dei precursori della fantascienza in Italia e in particolare membro del filone del romanzo scientifico[2]. Molte sue opere hanno avuto trasposizioni cinematografiche e televisive.
Indice
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I primi anni modifica
Nacque a Verona[3][4][5][6] in una famiglia di piccoli commercianti nel 1862, da madre veneziana, Luigia Gradara e padre veronese, Luigi Salgari, commerciante di tessuti presso Porta Borsari, a Verona[3]. Crebbe poi in Valpolicella, nel comune di Negrar, in frazione Tomenighe di Sotto, poi abbandonata per trasferirsi nell'attuale "Ca' Salgàri".
A partire dal 1878 studiò al Regio Istituto Tecnico e Nautico "Paolo Sarpi" di Venezia, ma non arrivò mai ad essere capitano di marina, come avrebbe voluto. Abbandonati gli studi al secondo corso del 1881 tornò a Verona per intraprendere una attività giornalistica.
Vita modifica
I primi anni da giornalista veronese furono costellati da immagini di animali esotici importati nella città veneta, all'epoca ricca di stranieri, circhi e spettacoli per le strade della città, che lo affascinarono e gli diedero lo spunto per i futuri romanzi.
Il suo primo lavoro scritto fu un racconto in quattro puntate, I selvaggi della Papuasia, scritto all'età di vent'anni e pubblicato su un settimanale milanese. A partire dal 1883, riscosse un notevole successo con il romanzo Le tigri di Mompracem, pubblicato a puntate sul giornale veronese La nuova Arena, ma non ne ebbe nessun ritorno economico significativo. Tuttavia, nello stesso anno divenne redattore del giornale stesso. Svolse un'intensa attività con gli pseudonimi Ammiragliador ed Emilius, pubblicando romanzi d'appendice ormai famosi, tra cui La Tigre della Malesia. Due anni dopo diventò anche redattore de L'Arena e, il 25 settembre, sfidò a duello un collega rivale del quotidiano veronese L'Adige.
Nel 1884 pubblicò, a puntate, il suo primo romanzo, La favorita del Mahdi, scritto otto anni prima. Nel 1883, tra il 15 settembre e il 12 ottobre, aveva già pubblicato a puntate Tay-See, ripubblicata poi in volume col titolo La Rosa del Dong-Giang nel 1897.
Nel 1887 morì la madre, mentre il 27 novembre 1889 vi fu il suicidio del padre: credendosi malato di una malattia incurabile, Luigi Salgari si gettò dalla finestra della casa di alcuni parenti. Qualche anno dopo, il 30 gennaio 1892, Emilio sposò Ida Peruzzi, una attrice di teatro. Nata la figlia primogenita Fatima, insieme decisero di trasferirsi in Piemonte, sotto contratto con Speirani Editore. Inizialmente a Ivrea nel 1894, poi vissero nella quiete canavesana delle case di Piazza Pinelli a Cuorgnè e della vicina Alpette.[3][6].
Dal 1898 si trasferì definitivamente in Corso Casale, 205 a Torino. I suoi unici viaggi "esotici" furono tra la sua abitazione e le precise mappe ed i libri dedicati ai paesi lontani da lui descritti, presenti nella Biblioteca Civica Centrale di Via della Cittadella, che egli raggiungeva ogni mattina in tram.
Dal 1892 al 1898 pubblicò circa una trentina di opere. Nel solo triennio 1894-1896, sempre con Speirani, pubblicò ben 5 titoli: Il tesoro del Presidente del Paraguay, Le novelle marinaresche di Mastro Catrame, Il Re della montagna, Attraverso l'Atlantico in pallone, I naufragatori dell'Oregon. Con l'editore Donath di Genova iniziò il contratto nel 1896 con I pirati della Malesia, poi, nuovamente a Torino, nel 1906 si legò contrattualmente con Bemporad Edizioni, pubblicando La Stella dell'Araucania.
Il 3 aprile 1897, su proposta della regina d'Italia Margherita di Savoia, venne insignito dalla Real Casa a "Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia"[7][8]. Fu questa l'unica soddisfazione della sua vita, quindi iniziò il declino. Molti suoi romanzi ebbero grande successo ma, a causa della sua ingenuità, furono soprattutto gli editori a beneficiarne, mentre per Salgari le difficoltà economiche furono una costante, fino alla fine. In particolare a partire dal 1903, quando la moglie iniziò a dare segni di follia[9], si moltiplicarono i debiti che fu costretto a contrarre per poter pagare le cure. Nel 1910 la salute mentale della donna peggiorò, e nel 1911 fu costretta a entrare in manicomio.
Il declino modifica
| « A voi che vi siete arricchiti con la mia pelle, mantenendo me e la mia famiglia in una continua semi-miseria od anche di più, chiedo solo che per compenso dei guadagni che vi ho dati pensiate ai miei funerali. Vi saluto spezzando la penna. » |
| (Emilio Salgàri) |
I contratti obbligarono Salgàri a scrivere tre libri l'anno, e per mantenere quei ritmi fu costretto a scrivere tre pagine al giorno. Se una domenica voleva riposare, o se era preso dalla febbre, all'indomani le pagine da scrivere erano sei. Scriveva fumando un centinaio di sigarette al giorno e bevendo vino marsala. Inoltre, dirigeva contemporaneamente un periodico di viaggi. Più che un problema di sottocompensi in proporzione alla mole di lavoro il suo esaurimento nervoso fu dovuto, più che altro, alla fatica e la stanchezza. Non solo non guadagnava, ma non era nemmeno considerato dai circoli letterari dell'epoca, ultimo smacco alla sua dignità. All'amico pittore Gamba scriveva nel 1909:
| « La professione dello scrittore dovrebbe essere piena di soddisfazioni morali e materiali. Io invece sono inchiodato al mio tavolo per molte ore al giorno ed alcune delle notte, e quando riposo sono in biblioteca per documentarmi. Debbo scrivere a tutto vapore cartelle su cartelle, e subito spedire agli editori, senza aver avuto il tempo di rileggere e correggere. » |
Finché i suoi nervi non cedettero. A ciò si aggiunse la nostalgia della moglie, ricoverata da mesi in manicomio. Stressato e umiliato, rimase da solo e con i figli da accudire. Sempre più depresso, nel 1909 tentò per la prima volta il suicidio, gettandosi sopra una spada, ma venne salvato in tempo [10]. Poi, l'ultima intervista, quella di un giornalista, tal Antonio Casulli, inviato del «Mattino» di Napoli, che incontrò Salgari nel dicembre 1910, e che anni più tardi dichiarerà di aver respirato nella loro casa un'atmosfera come minimo triste e malinconica.
Infine, la tragedia: la mattina di martedì 25 aprile del 1911 Salgàri lasciò sul tavolo tre lettere e uscì dalla sua casa prendendo il suo solito tram con in tasca un rasoio. Le lettere erano indirizzate ai figli, ai direttori di giornali, ai suoi editori.
Ai figli Omar, Nadir, Romero e Fatima scrisse:
| « Sono un vinto: non vi lascio che 150 lire, più un credito di altre 600 che incasserete dalla signora... » |
Li avverte poi dove potranno trovare il suo corpo in uno dei burroncelli del bosco di Val San Martino, sopra la chiesetta della Madonna del Pilone, la zona collinare che sovrasta il corso Casale di Torino dove con la famiglia andava solitamente a fare i pic-nic; la zona esatta è quella del parco di Villa Rey, dove attualmente si trova l'omonimo campeggio. Ma a trovarlo, per caso, fu invece una lavandaia ventiseienne, andata nel bosco per fare legna, tal Luigia Quirico. Il corpo di Salgàri aveva la gola e il ventre squarciati in modo atroce. In mano stringeva ancora il rasoio. Si uccise come avrebbe potuto uccidersi uno dei suoi personaggi, facendo harakiri, con gli occhi rivolti al sole che si leva.[11] I suoi funerali avvennero al Parco del Valentino, ma passarono inosservati perché in quei giorni Torino era impegnata con l'imminente festa del 50° Anniversario dell'Unità d'Italia. La sua tomba, con dedica, fu traslata nel famedio del Cimitero Monumentale di Verona.
Altre tragedie colpirono successivamente anche la moglie e i figli dello scrittore: nel 1914 Fatima, giovanissima, rimase vittima della tubercolosi, mentre nel 1922 la moglie Ida si spense in manicomio.
Nel 1931 fu di nuovo il suicidio la causa della morte dell'altro figlio, Romero; nel 1936, per le ferite di un tragico incidente in moto, perse poi la vita Nadir, tenente di complemento del Regio Esercito. Un'intervista, conservata alle teche di Rai Storia del 1957, ritrae l'ultimogenito figlio vivo Omar, che racconta alle telecamere della vita di suo padre. Tuttavia, anche Omar, in seguito, si suiciderà, buttandosi dal secondo piano del suo alloggio nel 1963.[12]
Produzione romanzesca modifica
Salgari deve la sua popolarità ad una impressionante produzione romanzesca, con ottanta opere (più di 200 considerando anche i racconti) distinte in vari cicli avventurosi, con l'invenzione di personaggi di grande successo come Sandokan, Yanez de Gomera e il Corsaro Nero. Tali personaggi risultano inseriti in un accurato contesto storico; la ricostruzione delle informazioni riguardanti le vicende istituzionali dei paesi da lui descritti non si limita, ad esempio, alla figura di James Brooke, il raja bianco di Sarawak.
Seri studi condotti dalla storica olandese Bianca Maria Gerlich (i cui lavori sono stati pubblicati da autorevoli riviste scientifiche quali Archipel nei Paesi Bassi e, in Italia, Oriente Moderno[13]) hanno infatti permesso di ricostruire le fonti storiche e geografiche lette e utilizzate nelle biblioteche di Verona dal grande scrittore di romanzi d'avventura.
La popolarità degli eroi salgariani è provata anche dalla grande diffusione di apocrifi: più di un centinaio, che editori privi di scrupoli gli attribuivano; i più famosi furono i cinque romanzi a firma congiunta Luigi Motta-Emilio Salgari e quelli commissionati dagli eredi Nadir e Omar ad alcuni ghostwriter come Giovanni Bertinetti e Americo Greco[14].
Egli stesso pubblicò con vari pseudonimi numerose opere, spinto da motivazioni diverse la più nota delle quali fu l'urgenza di aggirare la clausola contrattuale di esclusiva che lo teneva legato all'editore Donath. Tuttavia per lo stesso Donath pubblicò con lo pseudonimo di Enrico Bertolini tre romanzi, nonché diversi racconti e testi di vario genere; in questo caso si sarebbe trattato di una precauzione utilizzata quando, incalzato da contratti e scadenze, lo scrittore usava più del dovuto elementi tratti da opere altrui (come nel caso di Le caverne dei diamanti, una libera versione del romanzo Le miniere di re Salomone di Henry Rider Haggard[15]).
Opere modifica
Cronologia delle opere, suddivise per cicli narrativi.
Ciclo dei pirati della Malesia modifica
- Le tigri di Mompracem (pubblicato a puntate nel 1883-1884 come La tigre della Malesia, raccolto in volume nel 1900)
- I misteri della jungla nera (pubblicato a puntate nel 1887 come Gli strangolatori del Gange, raccolto in volume nel 1895)
- I pirati della Malesia (1896)
- Le due tigri (1904)
- Il Re del Mare (1906)
- Alla conquista di un impero (1907)
- Sandokan alla riscossa (1907)
- La riconquista di Mompracem (1908)
- Il bramino dell'Assam (1911)
- La caduta di un impero (1911)
- La rivincita di Yanez (1913)
Ciclo dei corsari delle Antille modifica
- Il Corsaro Nero (1898)
- La regina dei Caraibi (1901)
- Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (1905)
- Il figlio del Corsaro Rosso (1908)
- Gli ultimi filibustieri (1908)
Ciclo dei corsari delle Bermude modifica
- I corsari delle Bermude (1909)
- La crociera della Tuonante (1910)
- Straordinarie avventure di Testa di Pietra (1915)
Ciclo del Far West modifica
Cicli minori modifica
I due marinai modifica
Il Fiore delle Perle modifica
I figli dell'aria modifica
Capitan Tempesta modifica
Avventure in India modifica
Un giovane ufficiale inglese di servizio in India, mentre va a caccia sulle coste del golfo del Bengala, nel raccogliere un'oca migratrice da lui uccisa, trova, legato sotto un'ala, uno strano e sconcertante documento: il diario di un capitano della marina mercantile, che racconta come il suo equipaggio, sobillato da due furfanti, gli si sia ribellato, lo abbia derubato di un carico prezioso e se ne sia andato abbandonandolo, solo col suo cane, sulla sua nave, la Djumna, naufragata sulle coste di un'isola dell'arcipelago delle Andamane. Profondamente commosso e turbato, il giovane ufficiale noleggia una nave e organizza una spedizione di soccorso per ritrovare e salvare il disgraziato capitano, nella speranza che sia ancora vivo. E rintracciato il principale autore del tradimento, che nel frattempo ha eliminato tutti i complici per godersi da solo le ricchezze rubate, lo imbarca come prigioniero per farsi condurre da lui sul luogo del naufragio. Ma il furfante, per salvare la pelle, trama la rovina della spedizione…
La "Montagna di Luce" è un enorme diamante, il più grande che sia mai stato estratto da una miniera e, proprio per il suo incredibile valore, fa gola a molti. È proprietà del Rajah di Pannah. Il suo valore aumenta quando questo diamante diventa il mezzo per il bramino Indri di salvare la sua vita e la sua posizione sociale dal tradimento di alcuni ministri, gelosi della sua carica. Indri deve sottrarre il gioiello al rajah e farne dono al tempio del dio Brahma, per porlo sulla fronte del dio. Ardua impresa! In cui sarà però aiutato dall'amico Toby Randal.
La pesca delle perle nelle acque del Malabar o sulle coste dell'isola di Ceylon, è oltremodo pericolosa, perché, oltre il possedere un buon allenamento, per resistere sott'acqua il tempo sufficiente a far raccolta delle ostriche che possono contenere le perle, i palombari devono anche guardarsi dai pescecani, che sono numerosi in quelle acque. La "Perla Sanguinosa" è stata trovata con queste tecniche, una perla dall'incredibile colore rosso, che la rende ancora più preziosa.
Avventure africane modifica
- La favorita del Mahdi (1887)
- La Costa d'Avorio (1898)
- I predoni del Sahara (1903)
- Le pantere di Algeri (1903)
- Sull'Atlante (1907)
- I briganti del Riff (1911)
Avventure in Russia modifica
Altri romanzi e racconti modifica
- Duemila leghe sotto l'America (1888) (noto anche come: Il tesoro misterioso)
- La scimitarra di Budda (1892)
- I pescatori di balene (1894)
- Le novelle marinaresche di Mastro Catrame (1894) (noto anche come: Il vascello maledetto) (volume di racconti)
- Un dramma nell'Oceano Pacifico (1895)
- Il re della montagna (1895)
- I naufraghi del Poplador (1895)
- Al Polo Australe in velocipede (1895)
- Nel paese dei ghiacci (1896) (Comprende due racconti: "I naufraghi dello Spitzberg" e "I cacciatori di foche della Baia di Baffin")
- I drammi della schiavitù (1896)
- Il re della Prateria (1896)
- Attraverso l'Atlantico in pallone (1896)
- I naufragatori dell'Oregon (1896)
- I Robinson italiani (1896)
- I pescatori di Trepang (1896)
- La rosa del Dong-Giang (1897) (noto anche come: Tay-See)
- La città dell'oro (1898)
- Al Polo Nord (1898)
- La capitana del Yucatan (1899)
- Le caverne dei diamanti (1899) (libera riduzione del romanzo "Le miniere di re Salomone" di Henry R. Haggard)
- Le avventure di un marinaio in Africa (1899) (titolo esatto: "Avventure straordinarie di un marinaio in Africa")
- Il figlio del cacciatore d'orsi (1899)
- I minatori dell'Alaska (1900)
- Gli scorridori del mare (1900)
- Avventure fra le pelli rosse (1900)
- La Stella Polare e il suo viaggio avventuroso (1901) (anche come Verso l'Artide con la Stella Polare)
- Le stragi della China (1901) (noto anche come: Il sotterraneo della morte)
- La montagna d'oro (1901) (noto anche come: Il treno volante)
- I naviganti della Meloria (1902)
- La giraffa bianca (1902)
- Sul mare delle perle (1903)
- L'uomo di fuoco (1904)
- I solitari dell'Oceano (1904)
- La città del re lebbroso (1904)
- La gemma del fiume rosso (1904)
- L'eroina di Port Arthur (1904) (noto anche come: La Naufragatrice)
- Le grandi pesche nei mari australi (1904)
- La sovrana del campo d'oro (1905)
- Le figlie dei Faraoni (1905)
- La Stella dell'Araucania (1906)
- Le meraviglie del Duemila (1907)
- Il tesoro della montagna azzurra (1907)
- Cartagine in fiamme (1908)
- Una sfida al Polo (1909)
- La Bohème italiana (1909)
- Storie rosse (1910) (Il volume, una sorta di antologia, contiene 15 capitoli tratti da altrettanti romanzi di Salgàri, pubblicati dall'editore Bemporad di Firenze)
- I predoni del gran deserto (1911)
Filmografia modifica
In ordine alfabetico-cronologico i film tratti dalle opere salgariane (parziale):
- Il corsaro nero (1920) di Vitale De Stefano
- Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (1920) di Vitale De Stefano
- La regina dei Caraibi (1921) di Vitale De Stefano
- Gli ultimi filibustieri (1921) di Vitale De Stefano
- Il Corsaro Rosso (1921) di Vitale De Stefano
- Il figlio del Corsaro Rosso (1921) di Vitale De Stefano
- Il corsaro nero (1928) di Rodolfo Ferro film incompleto
- Il Corsaro Nero (1937) di Amleto Palermi
- I pirati della Malesia (1941) di Enrico Guazzoni
- La figlia del Corsaro Verde (1941) di Enrico Guazzoni
- Le due tigri (1941) di Giorgio Simonelli
- Capitan Tempesta (1942) di Corrado D'Errico terminato poi da Umberto Scarpelli
- Il figlio del corsaro rosso (1943) di Marco Elter
- Il leone di Damasco (1942) di Corrado D'Errico terminato poi da Enrico Guazzoni
- I cavalieri del deserto/Gli ultimi tuareg (1942) di Osvaldo Valenti Film incompiuto a causa degli eventi bellici (gli esterni furono girati in Libia)
- Gli ultimi filibustieri (1943) di Marco Elter
- El Corsaro Negro (1944) di Chano Urueta Film messicano distribuito in Italia nel 1951
- I tre corsari (1952) di Mario Soldati
- Jolanda, la figlia del Corsaro Nero (1952) di Mario Soldati
- Il tesoro del Bengala (1953) di Gianni Vernuccio
- I misteri della giungla nera (1953) di Gian Paolo Callegari, Ralph Murphy
- La vendetta dei Tughs (1954) di Gian Paolo Callegari, Ralph Murphy
- Il figlio del corsaro rosso (1959) di Primo Zeglio
- Cartagine in fiamme (1959) di Carmine Gallone
- Morgan il pirata (1960) di Primo Zeglio
- Sandokan, la tigre di Mompracem (1963) di Umberto Lenzi
- I pirati della Malesia (1964) di Umberto Lenzi
- Sandokan alla riscossa (1964) di Luigi Capuano
- Sandokan contro il leopardo di Sarawak (1964) di Luigi Capuano
- I misteri della giungla nera (1965) di Luigi Capuano
- La montagna di luce (1965) di Umberto Lenzi
- L'avventuriero della Tortuga (1965) di Luigi Capuano
- I predoni del Sahara (1965) di Guido Malatesta
- Le tigri di Mompracem (1970) di Mario Sequi
- Il corsaro nero (1971) di Vincent Thomas (Lorenzo Gicca Palli)
- Il corsaro nero (1976) di Sergio Sollima
- Sandokan (1976) (sceneggiato televisivo in sei puntate) di Sergio Sollima
- La tigre è ancora viva: Sandokan alla riscossa! (1977) di Sergio Sollima
- Il segreto del Sahara, miniserie televisiva (1987) di Alberto Negrin
- I misteri della giungla nera miniserie televisiva (1991) di Kevin Connor
- Il ritorno di Sandokan (1996) di Enzo G. Castellari
- L'elefante bianco (1998) di Gianfranco Albano sceneggiato in due puntate
Influenza culturale modifica
- Che Guevara da giovane lesse ben 62 opere dello scrittore veronese.[16]
- La più celebre trasposizione cinematografica dei suoi romanzi fu la serie televisiva sopracitata su Sandokan, trasmessa dalla Rai a metà degli anni settanta, interpretata dall'affascinante attore indiano Kabir Bedi e con la famosa e orecchiabile sigla degli Oliver Onions.
- Alfredo Castelli ha scritto nel 2010 una storia a fumetti di Martin Mystère ispirata ad un romanzo incompiuto dello scrittore, Il leone del Transvaal[17].
- L'asteroide 1998 UC23 è stato denominato 27094 Salgari.
- Il cantante dialettale comasco Davide Van De Sfroos ha intitolato una sua canzone – e l'album omonimo in cui essa è contenuta – Yanez, come uno dei più famosi personaggi del ciclo indo-malese. Per coincidenza la canzone è stata presentata al Festival della Canzone Italiana di Sanremo nel centesimo anniversario dalla morte di Salgari (2011).
- Nel 2011 Alitalia ha dedicato allo scrittore uno dei suoi Airbus A320-216 (EI-DSF).
- Nel 2011 lo scrittore messicano Paco Ignacio Taibo II ha pubblicato un romanzo dichiaratamente salgariano, dal titolo Ritornano le tigri della Malesia.[18]
Onorificenze modifica
| Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia | |
Note modifica
- ^ Anche se la pronuncia "Sàlgari", con l'accento sdrucciolo, è indubbiamente diffusa, essa è scorretta. Si tratta infatti di un cognome fitonimico, derivante cioè dal nome di una pianta: il salgàro è in veneto il salice. Vedi anche nell'elenco alfabetico in Vademecum sull'accento: quando indicarlo e dove pronunciarlo in Consulenza linguistica – Domande ricorrenti. Accademia della Crusca, 2002. URL consultato in data 15 giugno 2010.
- ^ La Cartagine di Salgari ∂ Fantascienza.com
- ^ a b c Arpino e Antonetto, op. cit.
- ^ Omar Luigi Salgari Mio Padre Emilio Salgari. A. Garzanti, 1940
- ^ La tormentata vita di Emilio Salgari, di Omar Salgari, Stampa Sera, 2 settembre 1937
- ^ a b Luciano Tamburini. Salgari torinese: il quadriennio 1894-1897 in Almanacco Piemontese, novembre 1981
- ^ "[...] a 34 anni cavaliere su proposta di S. M. Margherita", Emilio Salgari a Luigi Motta, cartolina postale manoscritta, Torino, 14 dicembre 1904, Fondo Luigi Motta Milano
- ^ "[...] questo genere di lettura che istruendo con diletto giustamente si è meritato il favore del pubblico "lettera di Margherita di Savoia a Emilio Salgari. Lo scrittore, riconoscente degli elogi della Regina, contraccambiò inviandole la prima copia di ogni sua opera citato in Arpino e Antonetto, op. cit.
- ^ In quell'anno Ida Salgari perse due gemelli dopo una difficile gravidanza e date le condizioni di salute, cambiò "aria", andando ad abitare dal fratello Ugo Peruzzi, a Venaria Reale
- ^ «Mi recai subito nella sua abitazione di corso Casale [...] riscontrai una ferita piuttosto profonda nell'emitorace sinistro, lo strumento era scivolato sotto la pelle senza entrare in cavità». Testimonianza del dottor Herr, medico del Salgari, a Turcato, in Salgari, documenti e testimonianze
- ^ Emilio Salgari si è ucciso a colpi di rasoio, La Stampa, 26 aprile 1911. URL consultato in data 24 luglio 2012.
- ^ Omar, figlio dello scrittore Salgari si è ucciso gettandosi dal balcone, La Stampa, 6 novembre 1963. URL consultato in data 24 luglio 2012.
- ^ "Sandokan personaggio storico", LXXXVI, 1996, pp. 111-126 + 1 cartina.
- ^ Massimo Carloni, Salgari, salgariani e falsi Salgari, in AA.VV., Salgari, salgariani e falsi Salgari. Pirati, Corsari e Uomini del West, Senigallia, Fondazione Rosellini, 2011
- ^ Emilio Salgari, F. Pozzo (a cura di), Storie con la maschera, Mephite, 2003.. Notizia tratta da Andrea Bonazzi, Emilio Salgari: Storie con la maschera, Corriere della fantascienza, 17 dicembre 2003. URL consultato in data 24 luglio 2012 (archiviato in data 24 luglio 2012).
- ^ «Il grande Salgari? Certo non sarebbe piaciuto alla Lega»
- ^ Arriva Mystère: anche il fumetto scopre Torino- LASTAMPA.it
- ^ «Sandokan e Yanez? Di certo non sarebbero piaciuti alla Lega» - Milano
Bibliografia modifica
- Giovanni Arpino e Roberto Antonetto, Emilio Salgari, il padre degli eroi, Mondadori, 1991. ISBN 88-04-34701-5
- Antonio Piromalli, Motivi di narrativa popolare nel ciclo dei «Pirati della Malesia» da Letteratura e cultura popolare, Firenze, Olschki, 1983.
- Bruno Traversetti, Introduzione a Salgari, Roma-Bari, Laterza, 1989.
- Claudio Gallo, La penna e la spada. Il furioso Giannelli e la libera brigata de "La Nuova Arena" (1882-1886), Verona, Gemma Editco, 2000.
- Felice Pozzo, Emilio Salgari e dintorni, premessa di Antonio Palermo, Napoli, Liguori, 2000.
- Gianfranco De Turris. Salgari Duemila, in Liberal 15 (dicembre 2002-gennaio 2003), pp. 158–165.
- Vittorio Sarti, "Bibliografia Salgariana" Libreria Malavasi, Milano 1990
- Vittorio Sarti, "Nuova Bibliografia Salgariana" Sergio Pignatone Editore, Torino 1994
- Ferdinando Cabrini. Salgari: il viaggio e la conoscenza. in Foglio lapis, giugno 2008. URL consultato in data 08 febbraio 2009.
- O. Nalesini, L'Asia Sud-orientale nella cultura italiana. Bibliografia analitica ragionata, 1475-2005. Roma, Istituto Italiano per l'Africa e l'Oriente, 2009, pp. 350–362.
- Un po' prima della fine? Ultimi romanzi di Salgari tra novità e ripetizione (1908-1915), a cura di Luciano Curreri e Fabrizio Foni, Roma, Luca Sossella Editore, 2009.
- Quaderni d'Altri Tempi, Al di fuori l'uragano, e qua io, Salgari!, A. VII, n. 31, 2011
- Fabrizio Foni e Claudio Gallo, Letteratura e immagine nel romance salgariano
- Corinne D'Angelo, L'Italia e gli italiani nelle opere di Emilio Salgari
- Sergio Brancato, L'ambigua epica della giovane Italia
- Vittorio Frigerio, Dall'Aquila Bianca all'Aquila della Notte
- Adolfo Fattori, I Fear The Body Electric: lo spleen, l'elettricità e il "nervosismo sociale"
- Gennaro Fucile, Voucher, totem e bamboo
- Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi, Emilio Salgari, la macchina dei sogni, Presentazione di Mino Milani, Milano, BUR Rizzoli, 2011.
- Massimo Carloni, Salgari, salgariani e falsi Salgari, in AA. VV., Salgari, salgariani e falsi Salgari. Pirati, Corsari e Uomini del West, Senigallia, Fondazione Rosellini, 2011.
- Fabrizio Foni, Fantastico Salgari. Dal 'vampiro' Sandokan al "Giornale illustrato dei viaggi", Cuneo, Nerosubianco, 2011.
Altri progetti modifica
Wikisource contiene opere originali di Emilio Salgari
Commons contiene immagini o altri file su Emilio Salgari
Wikiquote contiene citazioni di o su Emilio Salgari
Collegamenti esterni modifica
- Bibliografia italiana di Emilio Salgari nel Catalogo Vegetti della letteratura fantastica pubblicata in Italia
- Emilio Salgari: dalla Rassegna del Fondo Antonio Piromalli
- Sito del documentario sulla vita di Emilio Salgari di Marco Serrecchia
- Sito di discendenti di Emilio Salgari (Le notizie bibliografiche sono tratte da "Nuova Bibliografia Salgariana" Sergio Pignatone Editore, Torino 1994)
- Sito amatoriale dedicato a Salgari
- Informazioni su Giovanni Carpanetto, illustratore dei romanzi salgariani
- Biografia di Emilio Salgari su Sapere.it
- Scheda dell'autore sul sito di Zandonai
- Il Corsaro Nero di Emilio Salgari in Audiolibri Corsari - Download di audiolibri amatoriali in formato mp3
- "Emilio Salgàri: dalla parola al segno, dall’illustrazione al fumetto" di Claudio Gallo e Giuseppe Bonomi
- "Piccola biografia di Emilio Salgàri" di Claudio Gallo
- Sweet Salgari, una biografia a fumetti, sul portale RAI Letteratura
- Testi
- Testi di e su Emilio Salgari su Liber Liber
- Bibliografia gratuita di Emilio Salgari in versione epub e pdf
- Opere di Emilio Salgari: testo con concordanze e liste di frequenza
- Le opere di Emilio Salgari, consultabili online
- Sweet Salgari, una biografia a fumetti, sul portale RAI Letteratura
Controllo di autorità VIAF: 29540305 LCCN: n79040178











