Encausto

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Muro decorato a encausto da Solunto (I secolo a.C. - Museo archeologico regionale di Palermo)
Pittura ad encausto nel laboratorio romano di Vincenzo Requeno

L'encausto (o incausto) è un'antica tecnica pittorica applicata su muro, marmo, legno, terracotta, avorio e a volte anche sulla tela.

I pigmenti vengono mescolati a cera punica (che ha funzione di legante), mantenuti liquidi dentro un braciere e stesi sul supporto con un pennello o una spatola e poi fissati a caldo con arnesi di metallo chiamati cauteri o cestri: è questo il procedimento che differenzia l'encausto dalla pittura a cera.

Cenni storicimodifica | modifica sorgente

La tecnica era già nota ai Greci, come testimoniano gli scritti di Plinio il Vecchio, ma conobbe grande fortuna presso i Romani. Si dice che l'inventore di questa tecnica sia stato Aristide di Tebe[1]. Restano, però, scarsi reperti: tra i più famosi, i ritratti del Fayum, in Egitto, risalenti al I secolo d.C., le pitture murali a Pompei e le icone del monastero di Santa Caterina al Sinai.

Successivamente, in epoca rinascimentale, Leonardo da Vinci si cimentò con l'encausto per realizzare La battaglia di Anghiari, ma, a causa di problemi tecnici, il dipinto fu in gran parte rovinato.

Tecnicamodifica | modifica sorgente

Sia Plinio che Vitruvio descrivono i metodi di esecuzione dell'encausto.

I pigmenti venivano mescolati con colla di bue, cera punica (ovvero cera vergine fatta bollire in acqua di mare) e calce spenta, per sgrassare la colla: si ottiene una tempera densa, da diluire eventualmente con acqua. Una volta asciutta la tempera, la si spalmava con cera punica sciolta con un po' d'olio. Si scaldava quindi il supporto o con un braciere o con il cauterio, per far penetrare la cera fino al supporto. Infine, si passava alla lucidatura con un panno tiepido.

Encausticazionemodifica | modifica sorgente

Va ricordato inoltre il processo cosiddetto di "encausticazione", comune nella pittura romana antica, che consisteva nello stendere uno strato di cera finale come protettivo del dipinto già realizzato.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Plin. Naturalis historia, XXXV, 122

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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