Enrico Pezzi

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Enrico Pezzi

Enrico Pezzi (Collevecchio, 22 maggio 1897Tscherkowo, 29 dicembre 1942) è stato un aviatore e generale italiano. Generale di brigata aerea della Regia Aeronautica durante la seconda guerra mondiale ed aviatore pluridecorato, prestando servizio come artigliere durante la prima guerra mondiale e come pilota nella riconquista della Libia, nella guerra d'Etiopia, nella guerra di Spagna e durante la seconda guerra mondiale.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Enrico Pezzi nacque a Collevecchio, Rieti, il 22 maggio 1897 da una famiglia di consolidate tradizioni militari: il padre Luigi, generale d'artiglieria, i fratelli Pio, sottotenente di fanteria, deceduto sulle montagne del Carso il 23 ottobre 1915 alla giovane età di 19 anni e Mario, diventato in seguito generale di squadra aerea, detentore del primato di altezza per velivoli con motore a pistoni (17.083 metri), primato ancor oggi imbattuto.

Enrico Pezzi iniziò la sua carriera militare nell'aprile del 1917, quando, come allievo del Collegio Militare di Roma, venne ammesso all'Accademia Militare di Torino per frequentare il corso di allievo ufficiale di complemento del Regio Esercito.

Promosso sottotenente nel febbraio del 1918 ed assegnato all'Artiglieria da Campagna - arma nell'ambito della quale partecipò agli ultimi mesi della Grande Guerra - Pezzi fu attratto ben presto dal fascino del volo e nel luglio del 1923, venne ammesso a frequentare il corso per osservatore d'aeroplano conseguendo il brevetto nel gennaio dell'anno successivo.

Il suo primo impiego fu nella campagna della Tripolitania, dopo che nel luglio del 1924 era transitato, con il grado di tenente, nel ruolo naviganti della nuova Arma aeronautica. Sono di questo periodo la sua prima croce di guerra e la sua prima medaglia d'argento al valor militare.

Promosso capitano nel giugno 1926, Pezzi venne assegnato al comando della XXVIII Squadriglia del 62º Gruppo Ricognizione Aerea (costituito nel 1924), di base all'aeroporto di Pisa San Giusto, conseguendo l'anno successivo il brevetto di pilota d'aeroplano presso la scuola di Cerveteri (Roma) dove era stato temporaneamente distaccato.

Rientrato a Pisa nel maggio del 1928, divenne quindi pilota militare su velivolo Ansaldo A.300/4. Fu quello il periodo in cui strinse rapporti sempre più intensi con la città di Pisa, tanto che nel 1929 si unì in matrimonio con Elena Queirolo, figlia dell'illustre clinico professor Giovan Battista Queirolo, senatore del Regno, stabilendo così la propria dimora nella città toscana.

Trasferitosi nell'ottobre del 1931 a Bresso (MI) per un periodo di comando presso il 23º Gruppo Caccia Terrestre del 3º Stormo e a Ferrara nel luglio del 1932, per un analogo incarico presso il 45º Gruppo del 14º Stormo Bombardamento Diurno, Pezzi fece ritorno a Pisa nell'aprile del 1934 per assumere il comando, con il grado di maggiore del 62º Gruppo Osservazione Aerea nonché dell'aeroporto di San Giusto. Incarico che mantenne fino al settembre del 1936 quando, promosso tenente colonnello, prese parte alle operazioni in Africa Orientale dove, in qualità di comandante della base avanzata di Gura, si meritò una seconda medaglia d'argento.

Rimpatriato nel dicembre del 1936, Pezzi venne assegnato al 20º stormo Osservazione Aerea di Centocelle assumendone il comando nel novembre del 1937, un mese esatto dopo la sua promozione a colonnello per meriti di guerra. L'anno successivo dal mese di dicembre, alla testa dello Stormo "Sparvieri", combatté nella guerra di Spagna, dove meritò una terza medaglia d'argento.

Non appena rimpatriato, nel luglio del 1939 assunse il comando sull'aeroporto di Reggio Emilia del neocostituito 41º Stormo Bombardamento Terrestre, con il quale operò durante la seconda guerra mondiale partecipando alle campagne di Malta e dell'Africa settentrionale.

Nell'aprile del 1941 lasciò il comando per transitare alla 9ª Brigata Aerea "Leone" di cui, nel giugno successivo, assunse il comando. Per le sue brillanti qualità di uomo e di comandante dimostrate in ogni teatro di guerra, Pezzi venne decorato di una quarta medaglia d'argento e nel febbraio del 1942 venne promosso generale di Brigata Aerea a scelta assoluta, divenendo così il più giovane generale della Regia Aeronautica.

Nominato immediatamente comandante dell'Aviazione Italiana in Russia, Pezzi seppe distinguersi anche in questa ultima e tragica campagna, per le sue capacità militari e per le sue qualità umane, meritandosi le insegne di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e la quinta medaglia d'argento al valor militare, questa volta sul campo. Le sue capacità militari vennero riconosciute anche dall'alleato germanico che lo decorò con la croce al merito dell'Ordine dell'aquila germanica di 1º grado con spade, con la croce germanica di 2ª classe (brevetto rilasciato in data 22 luglio 1942) e, successivamente, con la croce germanica di 1ª classe (brevetto rilasciato in data 5 agosto 1942).

L'ultimo volomodifica | modifica sorgente

Il 29 dicembre 1942, appreso che a Čertkovo, nell'ansa del Don, erano rimasti accerchiati circa 12 000 soldati di cui 2 000 circa feriti, il generale Pezzi decise di partire personalmente con il colonnello medico Federico Bocchetti, dalla base di Voroscilovgrad a bordo di un trimotore Savoia-Marchetti S.M.81, per portare organizzare i soccorsi, medicinali e per recuperare i feriti più gravi, imbarcandosi così per il suo ultimo volo. I membri dell'equipaggio del trimotore scomparso furono:

  • generale di brigata aerea Enrico Pezzi
  • colonnello medico del Regio Esercito Federico Bocchetti
  • maggiore osservatore del Regio Esercito Romano Romanò
  • tenente pilota Giovanni Busacchi
  • sottotenente pilota Luigi Tomasi
  • sergente marconista Antonio Arcidiacono
  • 1º aviere armiere Salvatore Caruso
  • Aviere scelto marconista Alcibiade Bonazza

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Onorificenze italianemodifica | modifica sorgente

Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia
Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Veterano di quattro guerre dove ha sempre saputo strappare al cielo lembi di azzurro per ornarsene il petto. In terra di Russia ha scolpito con la sua audacia, l'esempio e la sicurezza di fronte al pericolo, in lettere d'oro la traccia dell'Ala italiana. In sublime rischiosa offerta per salvare soldati italiani chiusi in cerchi di fuoco, immolava la giovane vita salendo col sorriso dei forti nel cielo degli eroi»
— Fronte Russo, 29 dicembre 1942[1]
Medaglia d'argento al Valor Militare (5 volte di cui 2 sul campo) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al Valor Militare (5 volte di cui 2 sul campo)
Croce di guerra al valor militare (sul campo) - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare (sul campo)
Croce al merito di guerra (4 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al merito di guerra (4 volte)
Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni) - nastrino per uniforme ordinaria Croce d'oro per anzianità di servizio (40 anni)
Croce commemorativa del Corpo di Spedizione Italiano in Russia - nastrino per uniforme ordinaria Croce commemorativa del Corpo di Spedizione Italiano in Russia
Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle Campagne di Libia
Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (2 volte) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa delle operazioni militari in Africa orientale (2 volte)
Medaglia ricordo della guerra 1915-1918 (2 anni di campagna) - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia ricordo della guerra 1915-1918 (2 anni di campagna)
medaglia ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918 - nastrino per uniforme ordinaria medaglia ricordo dell'Unità d'Italia 1848-1918

Onorificenze stranieremodifica | modifica sorgente

Croce di Ferro di I classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di I classe
Croce di Ferro di II classe - nastrino per uniforme ordinaria Croce di Ferro di II classe
Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila Tedesca con spade - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di I classe dell'Ordine dell'Aquila Tedesca con spade

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ cfr. pag, 82 Massimo Civoli, S.A.S. - I Servizi Aerei Speciali della Regia Aeronautica 1940-1943, Cavallermaggiore, Gribaudo, 2000.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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