Ernesto Screpanti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Ernesto Screpanti (Roma, 1948) è un docente italiano, professore di Economia Politica all'Università degli Studi di Siena. È stato membro degli Steering Committees dell'EAEPE e dell'AISSEC.[1]

Ha svolto ricerca nell’ambito del programma scientifico “ripensare il marxismo”, lavorando da una parte al tentativo di adeguare l’analisi marxista alla realtà del capitalismo contemporaneo, dall’altra a quello di liberare Marx di ogni residuo di metafisica hegeliana, etica kantiana e determinismo economico.[2]

Il pensieromodifica | modifica sorgente

Screpanti ha elaborato una teoria generale del capitalismo per la quale l’istituzione fondamentale di questo modo di produzione non è la proprietà privata dei mezzi di produzione, bensì il contratto di lavoro, inteso come istituzione che genera il rapporto d’autorità con cui il capitalista sottomette e sfrutta il lavoratore. Il capitalismo può assumere diverse forme, tutte accomunate da quella istituzione fondamentale, ma che si distinguono in relazione ai modi in cui sono combinati diversi regimi di proprietà e diverse strutture di governo dell’accumulazione.[3] Nell’analisi dinamica, Screpanti ha criticato le cosiddette “leggi di movimento dell’economia capitalistica”, sia per le loro implicazioni di filosofia deterministica della storia sia per i limiti analitici di alcune assunzioni su cui sono fondate. Ha proposto una visione dell’accumulazione come di un processo evolutivo di tipo ciclico che accoppia fattori di periodicità lunga e breve, entrambi i quali sono determinati dalla dinamica del conflitto di classe e della distribuzione del reddito.[4]

Nell’analisi più concreta del capitalismo contemporaneo, Screpanti ha elaborato la teoria del “imperialismo globale”, la quale definisce un sistema di governo mondiale dell’accumulazione che non può essere compreso sulla base delle teorie tradizionali dell’imperialismo. Le contraddizioni imperialistiche fondamentali sono quelle tra metropoli e periferie dell’economa globale, non quelle tra stati imperiali. Non esiste un centro imperiale dominante, piuttosto esiste una pluralità di soggetti governativi e non governativi, nazionali e internazionali, pubblici e privati che contribuiscono al governo dell’accumulazione su scala mondiale cooperando competitivamente.[5]

Per la teoria del comunismo Screpanti ha proposto una rilettura del pensiero di Marx ed Engels quali teorici libertari. La libertà è definita come reale capacità di scelta dei soggetti individuali. In un approccio che si richiama a Gramsci, ma che è arricchito con l’apporto della teoria contemporanea della libertà di scelta, questa è vista come determinabile nei termini degli insiemi d’opportunità a disposizione degli individui. Nel capitalismo la libertà di scelta è distribuita in modo fortemente diseguale, essendo pressoché nulla quella di cui godono i lavoratori nel processo produttivo e massima quella di cui godono i capitalisti; bassissima quella di cui godono gli strati sociali poveri nella sfera del consumo e alta quella di cui godono le classi privilegiate. Il comunismo è visto come un processo conflittuale di trasformazione storica in cui le classi oppresse e sfruttate lottano per la redistribuzione della libertà.[6]

Opere principalimodifica | modifica sorgente

Librimodifica | modifica sorgente

  • Distribuzione del reddito, in Dizionario di economia politica, Torino, Boringhieri, 1983
  • Teoria della distribuzione del reddito, Milano, ETAS libri, 1990
  • The Fundamental Institutions of Capitalism, London, Routledge, 2001
  • Profilo di storia del pensiero economico. Dalle origini a Keynes, Roma, Carocci, 2004 (traduzione inglese, Oxford-New York, Oxford University Press, 2005)
  • Il capitalismo: Forme e trasformazioni, Milano, Punto Rosso, 2006
  • Comunismo libertario: Marx Engels e l’economia politica della liberazione, Roma, Manifestolibri, 2007 (traduzione inglese, Basingstoke, Palgrave Macmillan, 2007)

Articoli su periodicimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ scheda d'autorità di SBN
  2. ^ Ernesto Screpanti, "The Postmodern Crisis in Economics and the Revolution against Modernism", “Rethinking Marxism”, 2000.
  3. ^ Ernesto Screpanti, "Capitalist Forms and the Essence of Capitalism", “Review of International Political Economy”, vol. 6, n. 1, 1999; Ernesto Screpanti, The Fundamental Institutions of Capitalism, Routledge, London 2001.
  4. ^ Ernesto Screpanti, "Cicli lunghi del conflitto di classe in alcuni paesi capitalistici, 1800-1980", in "Rivista di storia economica", n. 1, Febbraio 1987;Ernesto Screpanti, "Long Cycles in Strike Activity: an Empirical Investigation", "British Journal of Industrial Relations", XXV, n.1, 1987.
  5. ^ Ernesto Screpanti, "Globalization and the Great Crisis", in "The Global Economic Crisis: New Persepectives on the Critique of Economic Theory and Policy", edited by E. Brancaccio and G. Fontana, London: Routledge, 2011.
  6. ^ Ernesto Screpanti, Comunismo libertario: Marx Engels e l’economia politica della liberazione, Manifestolibri, Roma, 2007.

Controllo di autorità VIAF: 39438689

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie







Creative Commons License