Ernst Thole

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« La mamma voleva un maschietto, il papà una femminuccia... sono nato io e li ho accontentati tutti e due »
(Ernst Thole)

Ernst Thole (Amsterdam, 1953Sesto San Giovanni, 8 ottobre 1988) è stato un comico, attore e cabarettista olandese naturalizzato italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Ernst nasce ad Amsterdam, nei Paesi Bassi, nel 1953. Figlio del disegnatore ed illustratore olandese Karel Thole, noto copertinista della serie di romanzi di fantascienza Urania, Ernst, il cui nome venne "italianizzato" in Ernest (o anche Ernesto), deve la sua notorietà al Derby Club, fucina di talenti del cabaret italiano, ai quale partecipò con il personaggio che lo rese poi noto anche in ambito televisivo, quello del gay effeminato, autentica novità nell'allora palinsesto televisivo ancora perbenista e censorio.

Negli anni settanta gli venne offerto l'incarico di conduttore di un programma notturno alla neofondata Telealtomilanese, una delle più importanti rete televisive locali lombarde. Ma la consacrazione al grande pubblico avviene con la trasmissione RAI Non stop, programma ideato e diretto da Enzo Trapani, frutto di una riforma che alla fine degli anni settanta voleva "svecchiare" il palinsesto nazionale.

In Non Stop Ernst Thole interpreta un personaggio omosessuale effeminato, i cui sketch sono palesemente spesso una citazione e un omaggio allo stile inconfondibile dell'attrice Franca Valeri. Uno dei più celebri sketch di Ernst Thole di questo periodo rappresenta una telefonata della mamma alla figlia reduce del viaggio di nozze, che utilizza lo stesso stratagemma della "telefonata", già strumento della comicità di Franca Valeri e di Bice Valori durante gli anni sessanta.

Il successo del personaggio fece fondere, nell'immaginario collettivo, l'orientamento sessuale del personaggio con quello dell'attore, la cui omosessualità venne successivamente smentita dalla moglie.[1]. Va però aggiunto che se di equivoco si trattò, fu un equivoco alimentato dalle dichiarazioni alla stampa dello stesso Thole [2]. L'esperienza televisiva apre ad Ernst Thole le porte del cinema, che lo porta a partecipare in qualità di caratterista, nella caricatura che lo rese celebre, ad alcune pellicole tra la fine degli anni settanta e i primi anni ottanta. Nel 1984 partecipa a Drive In[3], dove interpreta piccoli ruoli negli sketch, nei quali sono protagonisti Enrico Beruschi e Margherita Fumero.

Ernst muore nel 1988, all'età di soli 35 anni, a causa di un ictus da aneurisma congenito, in una prima fase scambiato per infarto[4]. La stampa scandalistica dell'epoca sostiene tuttavia che la causa sia da attribuire all'AIDS, anche a causa del personaggio televisivo da lui interpretato. Successivamente sempre la moglie Carla smentì questa tesi.[1] L'attore riposa nel cimitero nuovo di Sesto San Giovanni in Piazza Hiroshima Nagasaki, colombario N, entrando dalla parte centrale del cimitero la sua lapide si trova sulla sinistra all'incirca la diciottesima. Non è marmo scolpito con lettere dorate, ma una modesta e semplice lapide con foto e nome.

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Discografiamodifica | modifica sorgente

  • 1979 - Non Stop (LP)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b Errata corrige su TOM - Il primo gayblog italiano
  2. ^ Alessandra Pieracci, Thole: Non c'è rispetto per l'attore gay (uscire da un uovo è il massimo). Intervista su "La Stampa", 19 aprile 1981, p. 16.
  3. ^ pag.52 del Corriere della Sera del 19/11/1992, vd. Archivio Storico Corriere [1].
  4. ^ E' morto Thole Archiviolastampa.it

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