Ersilia Caetani Lovatelli

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Ersilia Caetani Lovatelli

Ersilia Caetani Lovatelli (Roma, 12 ottobre 1840Roma, 22 dicembre 1925) è stata un'archeologa e accademica italiana, la prima donna a entrare nell'Accademia dei Lincei nel maggio 1879.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Ersilia Caetani nacque da una famiglia di nobili origini e di idee moderatamente progressiste: sua madre, Callista Rzewuska (1810-1842), apparteneva a una nobile famiglia polacca, mentre il padre, Michelangelo Caetani (1804-1882), che godeva del titolo di principe di Teano e duca di Sermoneta, era stato per pochi mesi ministro pontificio nel 1848.

La memoria della madre, morta quando ella aveva solo due anni, infuse a Ersilia la passione per la cultura cosmopolita, mentre il padre, appassionato di pittura, di scultura e di oreficeria, e autore di saggi danteschi, le trasmise l'amore per il bello e per l'antichità. Ersilia venne educata in casa ed ebbe come istitutore un amico paterno, Ignazio Guidi. Sotto la sua guida Ersilia Caetani alimentò il suo interesse per la storia antica, imparando la lingua latina, il greco antico e il sanscrito.

A diciannove anni, Ersilia sposò nel 1859 Giacomo Lovatelli, discendente di una famiglie patrizia del Ravennate. In quegli stessi anni iniziò attivamente a interessarsi a studi di carattere archeologico, entrando in contatto con le figure più eminenti della ricerca archeologica romana, come Giovanni Battista de Rossi, Rodolfo Lanciani e Carlo Ludovico Visconti. Nel 1864, per iniziativa di Theodor Mommsen, Wilhelm Henzen ed Eduard Gerhard, fu nominata membro onorario dell'Istituto di corrispondenza archeologica di Roma, e nel 1878 pubblicò il suo primo saggio dal titolo La iscrizione di Crescente, auriga circense sul «Bullettino Archeologico Comunale», relativo all'illustrazione di un'ara funeraria scoperta a Roma, in via della Pace.

Dopo la presa di Roma, nel salotto di palazzo Lovatelli convennero anche esponenti del nuovo mondo politico e fu Quintino Sella a decidere che il 15 maggio 1879 la Caetani divenisse, malgrado il suo relativo dilettantismo, membro dell'Accademia dei Lincei, prima donna a varcare la soglia di quella storica istituzione. Ottenne numerosi altri titoli accademici: nel 1879 fu eletta membro dell'Accademia Pontaniana di Napoli, nel 1880 entrò nell'Accademia di San Luca, nel 1882 nella Reale accademia di scienze, lettere e arti di Modena, nel 1891 nella Società reale di Napoli, nel 1893 nella Societé nationale des antiquaires de France e nell'Accademia della Crusca, nel 1894 fu insignita della laurea honoris causa dall'Università di Halle, e divenne socia dell'Alterthums Gesellschaft di Königsberg, nel 1902 dell'Ateneo di scienze, lettere a arti di Bergamo, nel 1908 dell'Österreichisches Archäologisches Institut di Vienna e nel 1910 della Reale accademia di Palermo.

Il marito Giacomo Lovatelli morì il 20 agosto 1879. La Caetani si mantenne in contatto con il filologo Domenico Comparetti, che il padre Michelangelo aveva fatto nominare nel 1859 professore di greco nell'Università di Pisa, e con lo storico e archeologo Franz Cumont, amico di suo marito. Nel tempo, frequentarono la sua casa diversi letterati e studiosi, tra i quali Gabriele D'Annunzio e Giosuè Carducci.

Scrittimodifica | modifica sorgente

  • Thánatos, Roma, Tipografia dei Lincei, 1888
  • Antichi monumenti illustrati, Roma, Tipografia dei Lincei, 1889
  • Scritti vari, Roma, Tipografia dei Lincei, 1898
  • Attraverso il mondo antico, Roma, Loescher, 1901
  • Ricerche archeologiche, Roma, Loescher, 1903
  • Varia, Roma, Loescher, 1905
  • Passeggiate nella Roma antica, Roma, Loescher, 1909
  • Aurea Roma, Roma, Loescher, 1915

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • G. Marchetti Ferrante, Ersilia Caetani Lovatelli e il suo tempo, in « Nuova Antologia », CCCXXIII, 1926, pp. 220-231.
  • F. P. Giordani, Nel ricordo di E. Lovatelli, « Strenna dei romanisti », vol. XIII, 1952, pp. 167-170.
  • G. Pasquali, Storia dello spirito tedesco nella memoria d'un contemporaneo, Firenze, 1953, pp. 120-137.
  • D. Farini, Diario di fine secolo, Roma 1962, p. 937.
  • G. Levi Della Vida, Fantasmi ritrovati, Venezia 1966.
  • Armando Petrucci, Caetani Ersilia, « Dizionario Biografico degli Italiani », vol. 16, Roma, Istituto dell'Enciclopedia italiana, 1973
  • AA. VV., Salotti e ruolo femminile in Italia, Padova, 2004.
  • AA. VV., Archeologia al femminile. Il cammino delle donne nella disciplina archeologica attraverso le figure di otto archeologhe classiche vissute dalla metà dell’Ottocento ad oggi, Roma, L'Erma di Bretschneider, 2004.
  • P. Ghione, Il salotto di Ersilia Caetani Lovatelli a Roma, Venezia, 2004, pp. 487-508.
  • Allegra Alacevich, Ersilia Caetani Lovatelli, archeologa bonne vivante alla scoperta dei misteri di Roma, in « La Civetta », anno X, n. 4, agosto-settembre 2005, p. 2.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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