Ettore De Corti

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Ettore De Corti (Feletto Umberto, 19 novembre 1919Guado di Coccia, 18 ottobre 1943) è stato un militare italiano.Tenente pilota, fedele al giuramento, voleva raggiungere il Corpo italiano di Liberazione. Morì da eroe solitario. Medaglia d'oro al valore militare.

La Storiamodifica | modifica sorgente

Una pietra al valico del Guado di Coccia (Monte Majella) ricorda l’ufficiale dell’aeronautica Ettore De Corti, ucciso il 18 ottobre del ’43. Era un tenente friulano. Se avesse obbedito al “tutti a casa” si sarebbe diretto al nord. Egli, invece, voleva raggiungere il sud per riprendere la lotta per l’onore e la libertà della Patria. Si trovava al Guado di Coccia, insieme ad una ventina di persone scappate dal rastrellamento in atto a Campo di Giove, quando comparvero due tedeschi con le armi puntate. Tutti fuggono.Solo De Corti reagisce sparando con la sua pistola di ordinanza. Ferisce un tedesco che a sua volta lo ferisce non gravemente, sotto il ginocchio. Insieme a lui rimane ferito leggermente un altro componente del gruppo. Nessuno dei fuggiaschi si preoccupa di soccorrere i feriti. A sera una pattuglia tedesca sale al Guado. Recupera il proprio ferito e finisce De Corti. Quest’ episodio dagli aspetti piuttosto oscuri presenta una sola cosa chiara: il coraggio solitario di Ettore De Corti. Gli verrà conferita la medaglia d’oro. Nel dopoguerra, quando il numero dei partigiani si moltiplicò, rubando credibilità alla resistenza vera, il gruppo con cui De Corti ebbe la ventura di trovarsi si autodichiarò banda armata e De Corti post mortem fu acquisito alla banda. Una banda armata che si fa cogliere di sorpresa, che si dilegua senza preoccuparsi di portare in salvo i feriti, che consente con la sua inerzia che i tedeschi tornino dopo circa cinque ore dallo scontro, a notte, per finire il tenente De Corti e recuperare il loro commilitone. La sosta al cippo in ricordo di De Cortis al Guado di Coccia e la visita al sacrario della Brigata Maiella a Taranta Peligna costituiscono i momenti più significativi del "Sentiero della libertà".

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Sottotenente dell'aeronautica

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Subito dopo l'armistizio, scelta senza esitazioni la via dell'onore e del dovere, abbandonava il Friuli e si avviava a Sud per congiungersi con forze fedeli. Giunto nell'Abruzzo si univa temporaneamente a un gruppo di patrioti, decisi in parte a organizzare la resistenza in posto e in parte, come lui, ad attraversare le linee. Il gruppo veniva colto di sorpresa da una pattuglia tedesca e solo la pronta reazione del sottotenente De Corti, che abbatteva con la sua pistola un nemico, consentiva alla quasi totalità dei compagni di porsi in salvo mentre egli, a sua volta gravemente ferito, rimaneva sul terreno e veniva poi barbaramente trucidato. Suggellava, così, col sacrificio della sua giovane vita, il giuramento di fedeltà alla Patria".[1].»
— Guado di Coccia, 18 ottobre 1943

Riconoscimentimodifica | modifica sorgente

La città di Sulmona gli ha dedicato una via e sul luogo dello scontro è stato posto un cippo a memoria a cura dell'Ass.Culturale "IL SENTIERO DELLA LIBERTA'."

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Anpi- scheda - visto 30 gennaio 2009

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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