Ettore Marchiafava

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
sen. Ettore Marchiafava
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Ettore Marchiafava
Ettore Marchiafava
Luogo nascita Roma
Data nascita 3 gennaio 1847
Luogo morte Roma
Data morte 23 ottobre 1935
Data 24 novembre 1913
Pagina istituzionale

Ettore Marchiafava (Roma, 3 gennaio 1847Roma, 23 ottobre 1935) è stato un medico e senatore italiano. Fu medico di tre papi e della casa reale Savoia, professore di anatomia patologica all'Università di Roma, "La Sapienza".

Biografiamodifica | modifica sorgente

Formazione e primi studimodifica | modifica sorgente

Marchiafava nacque da Francesco e Maria Anna Vercelli a Roma[1]. Concluso il primo ciclo di studi filosofici si iscrisse alla facoltà di medicina e chirurgia presso "La Sapienza" laureandosi a pieni voti nel 1869 ed ottenendo anche una menzione per aver discusso in latino la sua tesi[2].Dopo una breve esperienza come assistente medico presso l'ospedale di S. Spirito, nel 1871 entrò con la qualifica di settore nell'istituto universitario di anatomia patologica diretto da Corrado Tommasi Crudeli[1]. In queste circostanze il giovane Marchiafava realizzò le sue prime osservazioni e una volta ottenuto il posto come responsabile delle esercitazioni pratiche di anatomia patologia (nell'anno accademico 1873-74) si avviò di fatto alla carriera accademica [1]. Nel 1875 si recò a Strasburgo per un viaggio di studio presso l'Istituto anatomopatologico in cui completò la propria preparazione con gli insegnamenti teorici e tecnici nel campo della scienza batteriologica e in quello dell'istologia patologica[1]. Dopo essere tornato a Roma per conseguire l'attestato per la libera docenza Marchiafava ripartì per la Germania nel 1881 alla volta di Berlino con l'intento di seguire gli studi di Robert Koch sulla tubercolosi [2].

Carriera Accademica e prime pubblicazionimodifica | modifica sorgente

Nominato professore straordinario di istologia patologica nel 1881-82 e di anatomia patologica nel 1882-83 cominciò ad impartire le sue lezioni nella nuova sede in via delle Quattro Fontane a Roma pur continuando ad insegnare anatomia patologica dimostrativa presso il vecchio edificio del S. Spirito (cosa che farà fino al 1905)[1]. Nel frattempo, a seguito del suo ritorno da Strasburgo, egli cominciò le pubblicazioni dei lavori intrapresi in quegli anni, tra i più significativi:la descrizione delle alterazioni prodotte dalla sifilide nelle arterie durante gli studi sull'arterite tubercolare e sull'arterite sifilica del neonato e gli studi sulla glomerulonefrite in relazione alla scarlattina[2]. Dal 1885 Marchiafava diventò professore ordinario e l'anno successivo fu nominato professore per l'insegnamento dell'igiene sperimentale. Fondò un nuovo metodo di insegnamento appositamente per questa disciplina da lui definito come "osservazione anatomica": di ogni caso presentato egli accompagnava la descrizione dei reperti acquisiti con l'esposizione della storia clinica, così che sintomi e segni delle forme morbose studiate potessero essere messe in relazione con le anomalie fisiopatologiche conseguenti alle lesioni anatomiche[1]. Nasceva la scuola anatomopatologica romana.

La collaborazione con Celli e gli studi sulla malariamodifica | modifica sorgente

L'igientista Angelo Celli

Si occupò intensivamente per undici anni, dal 1880 al 1891, allo studio della malaria. Con Angelo Celli studiò il nuovo protozoo scoperto da Alphonse Laveran nel 1881, ritrovandolo nel sangue di molti pazienti affetti da febbre malarica, riconoscendone i vari stadi di sviluppo (dalle forme ameboidi apigmentate alla fase di scissione) e la sede endoglobulare[1]. Battezzò il nuovo microorganismo "Plasmodium", agente eziologico della malaria. Nello stesso periodo Camillo Golgi ultimò gli studi sui differenti tipi di malaria dividendola tra la terzana benigna e la quartana identificandone i due agenti eziologici. Celli e Marchiafava confrontarono i loro reperti con le tesi di Golgi e identificarono una terza forma di infezione malarica che chiamarono terzana maligna o febbre estive-autunnali[1]. Questo ceppo, incidente soprattutto in Roma,presentava una natura più violenta con frequente esito in forma perniciosa comatosa ed una certa tendenza ad accumularsi nei vasi cerebrali[1].I due medici dopo ulteriori conferme ed approfondimenti pubblicarono le loro scoperte nella monografia "Über die Parasiten des rothen Blutkörperchens "nel 1891 ,Sulle febbri malariche estivo-autunnali (1892), e La infezione malarica (1902). Nel 1884, con Angelo Celli, identificò Neisseria meningitidis (detta anche Meningococco) come agente eziologico di meningite batterica. Marchiafava descrisse per primo il reperto istopatologico di arterite cerebrale sifilitica Nel 1897 osservò la demielinizzazione del corpo calloso nel cervello di un paziente alcolista, e nel 1903, con Amico Bignami, pubblicò una descrizione completa della demenza degli alcolisti, oggi nota come morbo di Marchiafava o di Marchiafava-Bignami. Fu il primo a evidenziare l'importanza della sclerosi delle arterie coronarie nella patogenesi dell'infarto del miocardio.Nel 1926 inoltre descrisse una forma di ittero emolitico cronico acquisito chiamandola anemia emolitica con emosiderinuria perpetua[2].

Impegni civilimodifica | modifica sorgente

Durante la prima guerra mondiale Marchiafava esercitò il ruolo di consulente presso l'esercito mobilitato per organizzare i servizi antimalarici nelle zone di guerra[1].Fu senatore del regno nel 1913 e assessore all'igiene del comune di Roma nel 1918-19. Nel 1925, organizzò il primo congresso internazionale sulla malaria, fu anche vicepresidente della Croce Rossa Italiana e promotore di numerose iniziative per la salvaguardia dell'igiene e la cura dei malati di tubercolosi[1]. Nel 1922 lasciò l'insegnamento per limiti di età ma venne nominato professore emerito di anatomia patologica nell'anno successivo rimanendo sempre legato alla vita scientifica dell'università.

Ultimi Scritti e la mortemodifica | modifica sorgente

. Nel 1931, descrisse in modo completo l'emoglobinuria parossistica notturna, detta anche sindrome di Strübing-Marchiafava-Micheli, un raro tipo di anemia emolitica.Si dedicò inoltre ai vecchi interessi umanistici pubblicando "Il vino e le poesie di Orazio" (1934) e"Orazio e Dante" (1935)[1]. Ettore Marchiafava morì a Roma il 23 ottobre 1935[1].

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia
Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine Civile di Savoia
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Ettore Marchiafava in Dizionario Biografico – Treccani
  2. ^ a b c d Claudio Pogliano, Marchiafava,Tomo II, op.cit.p.94

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • M. Crespi, MARCHIAFAVA, Ettore. In Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXIX, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
  • Conci, C, Repertorio delle biografie e bibliografie degli scrittori e cultori italiani di entomologia, Mem. Soc. Ent. Ital. 48 1969(4) 817-1069, 1975.
  • Conci, C. e Poggi, R. Iconography of Italian Entomologists, with essential biographical data, Mem. Soc. Ent. Ital. 75 159-382, 418, 1996.
  • Hackett, L. W., Marchiafava, E, J. Parasitol. 22 219-220, 1936.
  • Missiroli, A., Marchiafava, E, Riv. Malariol. 15 185-189, 1936.
  • Roncalli, Amici R., The history of Italian parasitology, Vet. Parasitol. 98(1-3):3-30, 2001.
  • Claudio Pogliano, "Ettore Marchiafava", in Dizionario Biografico della Storia della Medicina e delle Scienze Naturali (Liber Amicorum),Franco Maria Ricci, Milano 1988, vol.III, p.94

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 84826920 LCCN: no2005015705

medicina Portale Medicina: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di medicina







Creative Commons License