Eugenio Fernandi

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Eugenio Fernandi (Pisa, 1924Rochester, 8 agosto 1991) è stato un tenore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Cresciuto a Valperga (Torino), compì gli studi di canto con Aureliano Pertile e completò la preparazione alla scuola del Teatro alla Scala, guadagnandosi l'apprezzamento di Victor de Sabata.

Proprio alla Scala fece la prima apparizione da protagonista nel 1954 ne La figlia del diavolo di Virgilio Mortari, seguita da Rigoletto al Teatro Nacional de São Carlos di Lisbona e da presenze alla Fenice di Venezia, al Maggio Musicale Fiorentino e al San Carlo di Napoli.

Nel 1957 fece l'importante debutto alla Staatsoper di Vienna come Cavaradossi, seguito l'anno successivo dal Don Carlo al Festival di Salisburgo in una celebre edizione diretta da Herbert von Karajan. L'affermazione definitiva avvenne nello stesso anno, di nuovo al Teatro alla Scala, in Madama Butterfly.

Sempre nel 1958 esordì al Metropolitan Opera di New York, ancora nel ruolo di Pinkerton. Cantò al Met in otto stagioni fino al 1971, affrontando tredici ruoli, tra i quali Cavaradossi, Edgardo, Enzo, Alfredo, Radames, Don Carlo, Arrigo.

Si trasferì poi a West Orange (New Jersey), dove cantò con la "New Jersey State Opera Company".

Vocalità e personalità interpretativamodifica | modifica sorgente

La voce era calda e piena, sorretta da una buona preparazione tecnica, pur con l'apertura di alcune vocali. La dizione era chiara, ma con un'ostica pronuncia della s e dei dittonghi dovuta all'accento piemontese. Possedeva presenza scenica e buone doti recitative.senza fonte

Repertoriomodifica | modifica sorgente

Giuseppe Verdi

Giacomo Puccini

Arrigo Boito

Gaetano Donizetti

Lorenzo Perosi

Virgilio Mortari

Discografiamodifica | modifica sorgente

Incisioni in studiomodifica | modifica sorgente

Registrazioni dal vivomodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Operissimo.com
  • Eugenio Fernandi, un canavesano al Metropolitan, a cura di Piero Vacca Cavallotto con la collaborazione di Guido Fonsatti

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