Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II

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Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II
A-10 Thunderbolt 9875.JPG
Descrizione
Tipo aereo da attacco al suolo
Equipaggio 1 pilota
Costruttore Stati Uniti Fairchild Aircraft
Stati Uniti Republic Aviation
Data primo volo 10 maggio 1972
Data entrata in servizio marzo 1977
Utilizzatore principale Stati Uniti USAF
Esemplari 716
Costo unitario 11,8 milioni US$
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 16,26 m (53 ft 4 in)
Apertura alare 17,53 m (57 ft 6 in)
Altezza 4,47 m (14 ft 8 in)
Superficie alare 47,0 (506 ft²)
Peso a vuoto 11 321 kg (25 000 lb)
Peso carico 13 782 kg (30 384 lb)
Peso max al decollo 23 000 kg (50 000 lb)
Propulsione
Motore 2 turboventola
General Electric
TF34-GE-100A
Spinta 40,3 kN ciascuno
Prestazioni
Velocità max 0,7 Ma
(883 km/h in quota)
Velocità di salita 30 m/s
Autonomia 3 000 km
Raggio di azione 460 km
Tangenza 13 700 m
Armamento
Cannoni un GAU-8 calibro 30 mm a 7 canne rotanti
Bombe caduta libera:
Mk 82 da 500 lb
Mk 83 da 750 lb
Mk 84 da 1000 lb
a grappolo:
CBU-52
CBU-58
CBU-71
CBU-87
CBU-89
CBU-97
Paveway:
1^,2^,3^ generazione
incendiarie:
Mk 77
Missili aria aria:
2 AIM-9 Sidewinder
aria superficie:
8 AGM-65 Maverick
Razzi 76 CRV7 da 70 mm
76 Hydra 70 da 70 mm
24 Zuni da 127 mm
Piloni 8 sub-alari
3 sotto la fusoliera
Note dati relativi alla versione:
A-10A Thunderbolt II

i dati sono tratti da:
The Great Book of Modern Warplanes[1]
Jenkins 1998[2]

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Il Fairchild-Republic A-10 Thunderbolt II è un aereo da attacco al suolo monoposto statunitense, bimotore e ad ala rettilinea. Sviluppato dalla Fairchild-Republic attorno al cannone GAU-8 Avenger nei primi anni settanta, l'A-10 è in dotazione all'USAF che sfrutta la sua pesante blindatura per colpire obiettivi terrestri di vario tipo.

Nel gergo dei piloti è chiamato Warthog (facocero).[3]

Storia del progettomodifica | modifica sorgente

A-10 Thunderbolt II in volo sul Mediterraneo. Si notino i motori in posizione elevata e i timoni verticali molto distanti l'uno dall'altro
Un A-10 Thunderbolt II dell'USAF, impiegato nell'operazione Allied Force (1999), in allontanamento da un'aerocisterna.

L'idea di sviluppare un aereo dedicato specificatamente al supporto aereo ravvicinato venne nel 1966 all'allora capo di stato maggiore dell'USAF John P. McConnell, che intendeva riunire le qualità dimostrate nella guerra del Vietnam (in corso) dell'A-1 Skyraider con quelle dell'A-7 Corsair II. L'aereo che ne risultasse avrebbe dovuto quindi possedere lunga autonomia, maneggevolezza a basse quote, vasta gamma di armamenti e buona velocità, ma sarebbe dovuto essere più resistente ai colpi della contraerea.[4]

Nel 1967 venne dunque varato dall'USAF il programma A-X a cui si interessarono numerose ditte costruttrici, ma nel 1970, dopo le varie selezioni, ne rimasero solo due: la Northrop Grumman Corporation con il suo progetto "A-9", e la Fairchild Aircraft che propose la versione "A-10". Tutte e due le idee prevedevano ali lunghe e dritte e numerosi piloni subalari per l'aggancio delle armi, ma la Fairchild propose il montaggio dei motori (due turboventole) su gondole installate sopra la fusoliera dietro le ali, e due timoni verticali posti alle estremità degli impennaggi orizzontali. L'aereo della Grumman invece aveva una configurazione più classica, con i motori montati in gondole ai lati della fusoliera sotto le ali, e con un unico timone verticale. Ad entrambe le ditte fu commissionata la costruzione di un prototipo per dei test sul campo e verificare quindi quale dei due modelli fosse migliore. Dall'ottobre al dicembre 1972 l'USAF valutò, dietro voli di prova, le due versioni, dimostrando un maggiore interesse per l'A-10, che sembrava più robusto e meglio protetto dai colpi da terra per via del suo disegno.[4]

I costi inferiori dell'A-10 rispetto all'A-9, fecero sì che nel 1973 l'USAF finanziò la costruzione di un primo lotto di dieci di questi velivoli e lo stesso anno fece sapere che avrebbe scelto come armamento primario il GAU-8 Avenger da 30 mm della General Electric. Le buone prove dimostrate dall'accoppiamento dell'A-10 con il GAU-8 portarono alla consegna dei primi aerei nel dicembre 1975 (arrivati alla Davis-Monthan Air Force Base)[3], che diventarono operativi nel 1977.[4]

Dal 1975, data di inizio della produzione, al 1984, data di fine, sono stati costruiti in totale 715 A-10, cifra comprensiva di due prototipi monoposto e un prototipo biposto, quest'ultimo scartato dopo voli di prova non soddisfacenti).[4] Dal 1987 gli aggiornamenti del velivolo sono curati dalla Northrop Grumman Corporation.[3]

I programmi di aggiornamentomodifica | modifica sorgente

Data l'età del Thunderbolt II, l'USAF ritenne di dover aggiornarlo per metterlo al passo coi tempi. Negli anni 90 iniziò il programma A-10/PEP, Precision Engagement Program, per trasformare gli A-10 nella nuova versione A-10C, il primo dei quali è tornato operativo nel settembre 2007.[4][5]

La modernizzazione dovrebbe interessare solo 179 velivoli data la scarsità di risorse finanziarie. Le novità prevedono un nuovo abitacolo con strumentazione digitale, un sistema di navigazione GPS, un sistema integrato di controllo per il volo e il tiro, la compatibilità con pod FLIR e illuminazione laser per l'utilizzo di bombe LGB senza necessità di una fonte di illuminazione esterna, la predisposizione per il casco HMS, sistema di visione notturna NVG, la capacità di utilizzare bombe a guida GPS come le JDAM e le WCMD (a grappolo), un sistema di comunicazione avanzato.[4] Gran parte di questi congegni elettronici è stata commissionata alla Lockheed Martin Systems Integration – Owego.[3]

La struttura e i motori non sono stati trascurati, essendo stati oggetto di rinnovamenti che garantiranno una vita operativa al Thunderbolt fino al 2028.[4]

Tecnicamodifica | modifica sorgente

L'A-10 Thunderbolt II (il primo "Thunderbolt" fu il Republic P-47) possiede buona precisione e manovrabilità sia a basse quote (sotto i 300 metri) che a basse velocità. La capacità di atterrare e decollare su piste corte o semi-preparate gli permette inoltre di agire vicino alla prima linea, se necessario anche di notte grazie al dispositivo Night Vision Imaging Systems (NVIS). La spessa corazza di cui è completamente rivestito gli permette di sopportare proiettili con calibro superiore a 23 mm, inoltre i serbatoi di carburante sono ricoperti di schiuma antincendio.[5] Se anche tutti e sei i serbatoi venissero perforati entra in funzione un sistema di alimentazione d'emergenza in grado di erogare carburante per 370 km di autonomia.[4]

La cabina di pilotaggio monoposto, sormontata da un esteso cupolino a goccia,[5] è completamente blindata in titanio per garantire la salvezza del pilota da proiettili con calibro fino a 23 mm ed oltre. È presente un Head-up display, usato per individuare i bersagli e scegliere il tipo di munizionamento da lanciare e un sistema di navigazione inerziale affiancato da un sistema di navigazione TACAN. Il sistema di comunicazione è di tipo multi-band.[3][5]

Altri elementi dell'avionica includono GPS, contromisure elettroniche valide sia per attacchi aerei che terrestri, sistema di puntamento laser Pave Penny, computer specifici per l'attacco a basse quote che calcolano continuamente le coordinate migliori per colpire i bersagli, pilota automatico specifico per le basse quote e sistema anti-collisione con il suolo.[5]

Il Thunderbolt II monta due motori General Electric TF34-GE-100, ognuno capace di 4.111 kg di spinta. Il volo è possibile anche con un motore fuori uso,[3] senza mezza coda, due terzi di un'ala (capace di sopportare, insieme all'altra ala, carichi fino a 7,3 g positivi) e vari elementi della fusoliera.[4]

L'impianto idraulico è stato costruito con doppi circuiti, e in caso entrasse completamente in avaria è disponibile un sistema di controllo meccanico del volo.[4]

Armamentomodifica | modifica sorgente

Il cannone GAU-8 Avenger

L'aereo dispone di 11 piloni subalari per l'attacco di armi, trasportabili fino ad un massimo di 7 260 kg.

L'A-10 può trasportare il missile aria-superficie AGM-65 Maverick capace di colpire obiettivi distanti più di 45 km. Altri missili caricabili nei piloni sono gli AIM-9 Sidewinder (aria-aria). Quanto a bombe, possono essere usate le Mk 82 da 226 kg o le bombe a grappolo BLU-1, BLU-27/B Rockeye II o CBU-52/71.[3]

Il pod LITENING ER della Northrop Grumman, essenziale per l'acquisizione dei bersagli, proietta le immagini in un visore termico CCD di 640×512 pixel.

Il cannone, posizionato nella parte inferiore del naso all'apice della fusoliera, è un GAU-8/A Avenger a 7 canne rotanti ad azionamento elettro-idraulico calibro 30 mm e camerato per il munizionamento 30 × 173 mm, in grado di distruggere un carro armato da una distanza di 6,5 km con proiettili da 0,75 kg o 0,43 kg, di cui la scorta consiste in 1 350 unità. La cadenza di tiro è selezionabile secondo le necessità: 2 100 o 4 200 colpi al minuto.[3]

Impiego operativomodifica | modifica sorgente

Una formazione di A-10 in volo

L'inizio della carriera operativa del Thunderbolt II non fu promettente. La fine della guerra fredda e la caduta dell'Unione Sovietica indussero l'USAF a lasciarne a terra un numero sempre crescente, pensando addirittura di escluderlo dalle linee in favore di una versione dell'F-16 appositamente pensata per l'attacco al suolo. Ad opporsi fu però l'United States Army, l'esercito statunitense, inoltre l'F-16 non si dimostrò un buon vettore per il cannone Avenger. Per venire incontro sia alle richieste di radiazione del Congresso che a quelle dell'esercito, l'USAF optò per accantonare circa la metà degli A-10, e trasformare la restante metà in un aereo da ricognizione avanzata (versione denominata OA-10A, senza, però, nessuna differenza dall'A-10A).[4]

Quando l'Iraq invase il Kuwait, facendo da miccia alla guerra del Golfo, il Thunderbolt ritornò in auge con 140 esemplari che distrussero circa 1.000 carri armati, 2.000 mezzi militari di vario genere e un migliaio di pezzi di artiglieria in 8.624 missioni totali. Questi numeri spinsero l'USAF a mantenere in servizio i Thunderbolt, anche se si rese necessario un loro aggiornamento.[4]

Mentre era in corso il processo di modernizzazione, il Thunderbolt II ha avuto modo di volare nelle operazioni Provide Comfort, Southern Watch, Desert Fox, Noble Anvil, Deny Flight, Allied Force, Enduring Freedom e Iraqi Freedom.[5] Più recentemente, ha colpito elementi pro-Gheddafi nell'ambito dell'operazione Odyssey Dawn.[6]

L'aereo, nonostante alcune proposte, non è mai stato esportato.

Versionimodifica | modifica sorgente

Foto ove è visibile il carico bellico dell'A-10

Dell'A-10 sono stati prodotti 751 esemplari distribuiti tra U.S. Air Force, Air National Guard e Air Force Reserve.

  • YA-10: 2 prototipi (c/n 71-1369 e 71-1370).
  • YA-10A: 6 esemplari di pre-serie (da c/n 73-1664 a c/n 73-1669) solo modifiche di dettaglio rispetto ai prototipi.
  • A-10A: versione di serie il cui primo esemplare fu il c/n 75-0258.
  • OA-10A: versione virtuale, l'USAF usava questa sigla quando impiegava l'A-10 in missioni FAC (ricerca e acquisizione bersagli). Designazione cancellata nel 2003.
  • YA-10B: versione biposto richiesta dall'USAF, detta anche A-10 N/AW (notte e cattivo tempo), nell'aprile 1978. Fu costruito un prototipo modificando l'apparecchio c/n 73-1664 che volò il 4 maggio 1979, dotato di un sistema di navigazione e attacco simile all'attuale LANTIRN, piattaforma inerziale LN-39 e radar altimetro AN/APN-194. L'USAF non diede seguito alla richiesta.
  • A-10B: versione biposto d'addestramento e attacco ipotizzata nel 1980 da costruire in circa 300 esemplari. Non venne mai realizzata.
  • A-10BMS: versione d'attacco marittimo proposta a vari paesi asiatici. L'armamento era composto da missili AGM-84 Harpoon o Exocet, ma non fu mai prodotto.
  • A-10AMX: versione proposta all'Italia nel 1978 per il programma AMX, da cui ne usci l'omonimo velivolo italo-brasiliano. Era un A-10 rimotorizzato con due Turbo-Union RB.199-36 senza postbruciatore da 4.508 kg/s di spinta. Velocità max 830 km/h.
  • A-10C: questa designazione venne adottata il 12 aprile 2004 per differenziare gli A-10 aggiornati con calcolatore digitale per la gestione degli armamenti e pod per l'acquisizione dei bersagli e munizionamento di precisione.
  • OA-10C: Il 12 aprile 2004 l'USAF decise di reintrodurre il prefisso O sugli A-10 che effettuano missioni FAC (Forward Air Controller).

Cultura di massamodifica | modifica sorgente

  • Il Thunderbolt II ha ispirato anche dei giocattoli, come alcuni Transformers della Hasbro e altri robot giocattolo dello stesso tipo. In particolare, si trasformavano in A-10 due robot della serie Gobots che fu prodotta dalla statunitense Tonka, tra il 1983 e il 1987, in diretta concorrenza ai Transformers.[13] Nel 2008, la rinnovata popolarità dell'aereo a seguito del film Transformers (2007) condusse, inoltre, la Hasbro a mettere in vendita un robot (Wingblade) che si trasformava in A-10.[14][15] L'A-10 compare anche in Aero Fighters 2, arcade a scorrimento verticale.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Spick 2000, p. 21.
  2. ^ Jenkins 1998, p. 54.
  3. ^ a b c d e f g h (EN) A-10 Thunderbolt (Warthog) Ground Attack Aircraft, USA in airforce-technology.com. URL consultato il 30 marzo 2011.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l Fairchild-Republic A-10 Thunderbird II in aereimilitari.org. URL consultato il 30 marzo 2011.
  5. ^ a b c d e f (EN) A-10 Thunderbolt II in af.mil. URL consultato il 30 marzo 2011.
  6. ^ (EN) New air missions attack Kadhafi troops: Pentagon in google.com. URL consultato il 30 marzo 2011.
  7. ^ Recensione del gioco di homeoftheunderdogs.
  8. ^ Recensione del gioco di Worldvillage.
  9. ^ Homepage del sito web ufficiale dedicato al gioco.
  10. ^ Recensione del gioco di mondogames.
  11. ^ [INFO] La LISTA AEREI di Tom Clancy's HAWX! | Forums
  12. ^ A-10 strike - EVA Database - Command & Conquer 4, Red Alert 3, Generals 2 and more
  13. ^ Toys'R'Us, Transformers Universe Ultra Class - PowerGlide, 2010. URL consultato il 23 febbraio 2010.
  14. ^ Benson Yee, Transformers Universe 2.0 Toy Review: Powerglide, 2008. URL consultato il 19 gennaio 2010.
  15. ^ Hasbro, Spring 2008 Toys R Us Exclusives, 2008. URL consultato l'8 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 1 maggio 2008). .

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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