Fantozzi contro tutti

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« Questa è la sede centrale di una mega-ditta italiana degli anni ottanta. La crisi del paese, la svalutazione galoppante, hanno finalmente generato nella classe impiegatizia un nuovo, incredibile, morboso, attaccamento al lavoro. »
(Incipit di Villaggio narratore)
Fantozzi contro tutti
Fantozzi.JPG
Fantozzi nella clinica-prigione
Titolo originale Fantozzi contro tutti
Paese di produzione Italia
Anno 1980
Durata 93 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere comico
Regia Neri Parenti e Paolo Villaggio
Soggetto Paolo Villaggio (Fantozzi contro tutti)
Sceneggiatura Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, Neri Parenti
Produttore Bruno Altissimi e Claudio Saraceni
Fotografia Claudio Cirillo
Montaggio Sergio Montanari
Musiche Fred Bongusto, Josè Mascolo
Scenografia Umberto Turco
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Fantozzi contro tutti è un film del 1980 diretto da Neri Parenti e Paolo Villaggio.

È il terzo capitolo della saga del ragioner Ugo Fantozzi, personaggio creato e interpretato da Paolo Villaggio. Per la prima volta la regia, a cui collaborò lo stesso Villaggio, venne affidata a Neri Parenti, che avrebbe diretto in seguito altre sei pellicole della serie. I primi due film, Fantozzi (1975) e Il secondo tragico Fantozzi (1976), erano stati diretti invece da Luciano Salce.

Questo film è l'ultimo della saga ad essere tratto da un libro dell'attore genovese; i successivi saranno tutti frutto di sceneggiature originali.

Milena Vukotic prende il posto di Liù Bosisio nel personaggio di Pina e lo manterrà per tutto il resto della saga, eccetto che per Superfantozzi, dove ritorna la Bosisio. Per ovviare all'inconveniente, durante la prima scena della «nuova Pina», Fantozzi scambia la moglie per una mendicante, poi si scusa con lei per non averla riconosciuta. Infatti Pina è molto diversa da quella del film precedente: la Pina della Bosisio portava i capelli sciolti, assumeva una mimica da cartone animato, aveva un'aria dimessa ed era più affettuosa, sottomessa e fedele con il marito; la Pina della Vukotic porta invece le treccine a «volute di ariete» (ma adotta, imprevedibilmente e con un irresistibile effetto comico, una sofisticata pettinatura alla Veronica Lake quando vive la sua breve infatuazione per il fornaio), assume una mimica più composta, ha un'aria più energica e qualche volta alza addirittura la voce contro il marito, compatendolo invece di dimostragli un amore che del resto probabilmente non prova affatto.

Manca per la prima volta il personaggio della signorina Silvani, interpretato, in tutti i film della saga nei quali compare, da Anna Mazzamauro.

Inoltre è l'ultimo film in cui il Geometra Calboni è interpretato da Giuseppe Anatrelli.

Tramamodifica | modifica sorgente

Uscita dal lavoromodifica | modifica sorgente

Il film inizia mostrando una tipica giornata di lavoro nella Mega Ditta, in cui in realtà nessuno lavora o fa quello che dovrebbe: Calboni si rade la barba, Filini pratica bricolage, Fonelli lavora a maglia, Colsi e Vannini giocano a scacchi e altri giocano a ping pong. All'ora di chiusura tutti si recano velocemente e freneticamente all'uscita. Filini stende un tappeto elastico e consente ai colleghi di uscire più velocemente gettandosi dalla finestra quando lui li chiama, ma perde gli occhiali e, siccome lui non vede, il tappeto viene ritirato. Fantozzi, però, non si era ancora tuffato e, quando Filini ritrova gli occhiali e lo chiama per lanciarsi, si schianta violentemente per terra.

Vacanze alternative e dietamodifica | modifica sorgente

Nel secondo episodio, Fantozzi si reca a Ortisei (località raggiunta con un treno che viene dichiarato essere della Ferrovia della Val Gardena, in realtà dismessa circa vent'anni prima dell'uscita del film: la stazione che nel film è Ortisei è la stazione romana di Acqua Acetosa della ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo) per trascorrere la settimana bianca insieme a molti dei suoi colleghi. Si erano prenotati a settembre, ma il loro turno scatta a maggio dell'anno successivo, quasi all'inizio dell'estate! Il treno partito da Roma si ferma e Fantozzi, che non ha ancora mangiato nulla, si affaccia dal finestrino e compra un sacchetto per il pranzo da un venditore ambulante della stazione per il prezzo di 9.000 lire; però, al momento di avere il resto delle 50.000 lire che aveva consegnato, il capostazione, d'accordo con il venditore, fa ripartire il treno. E così, come riferisce la voce narrante,

« ...per 50.000 lire comperò nell'ordine: una forchettina di plastica, un coltellino di plastica, stuzzicadenti di plastica, un bicchierino di plastica, un'ala di pollo... di plastica... e una mela bacata! »

Durante il viaggio Fantozzi non riesce a dormire perché i suoi colleghi lo cacciano fuori dallo scompartimento, ritenendolo ingiustamente colpevole di aver prodotto maleodoranti flatulenze, provenienti in realtà da Calboni; la voce narrante afferma:

« Ancor più da temere era il geometra Calboni per una sua turba dal nome scientifico di Ventilatio Intestinalis Putrens... L'aria diventò subito irrespirabile! »

Arrivato a destinazione il gruppo capisce che non è previsto lo sci (essendo maggio le piste sono ovviamente chiuse), così Fantozzi, che aveva promesso alla moglie Pina di perdere almeno 5 kg sciando, decide di farsi ricoverare nella clinica del "dimagrimento alternativo", il cui direttore è il severissimo dietologo tedesco professor Birkermaier. Costui impone al ragioniere una dieta che consiste in 20 giorni di digiuno totale in cella e, dopo 6 giorni, con la scusa che per fare una buona cura dimagrante occorre una grande forza di volontà, lo obbliga ad assistere alla sua cena luculliana senza consentirgli di toccare cibo: vinto dalla fame, il protagonista non resiste alla tentazione, e agguanta di nascosto alcune delle mitiche e deliziose "polpette di Bavària" riuscendo a mangiarne qualcuna, ma il professore lo controlla continuamente, e alla fine lo scopre mentre mastica. Fantozzi riceve quindi dai forzuti infermieri un'inquietante punizione corporale: sarà frustato fino a quando non sarà più in grado di reggersi in piedi.

Nel frattempo, Colsi, Mughini e Calboni (che, afferma la voce narrante: "fu messo imprudentemente capo cordata..."), si improvvisano scalatori sulle montagne altoatesine, fino a quando Calboni, dando libero sfogo alle sue mefitiche emissioni intestinali, causa la caduta nel vuoto dei suoi compagni di cordata. Filini non si sa che fine abbia fatto.

Cecco, il nipote del fornaio Antonellomodifica | modifica sorgente

Nel terzo episodio si scopre che la signora Pina si è innamorata di un altro uomo. La notizia viene inizialmente comunicata a Fantozzi mentre egli assiste alla trasmissione televisiva di un incontro di calcio tra Italia e Argentina. Inizialmente il ragioniere, coinvolto dalla partita, non ne è consapevole, e realizza il fatto solo a metà del secondo tempo. Poi, dopo aver iniziato a provare le emozioni tipiche del tradimento, prende un giorno di ferie, aspetta che Pina esca e poi rovista per la casa per scoprire chi sia il concupito, trovando pane dappertutto, poi segue la moglie di nascosto e scopre che si tratta di Cecco, il giovane e volgare nipote del fornaio Antonello (interpretato da Diego Abatantuono, secondo il cliché del terrunciello, all'epoca da lui solitamente interpretato). Quella notte Fantozzi fa credere alla moglie di essersi impiccato, e Pina sente i rumori e va a vedere, ma in realtà il ragioniere va a parlare con Cecco, che però si dimostra completamente disinteressato a sua moglie, anzi la definisce addirittura "il mostro", "la sintesi della disgrazia" e "l'apice dell'apoteosi della schifezza". Pina nel frattempo ha assistito di nascosto al dialogo e quindi è a conoscenza di tutti gli epiteti che le hanno attribuito e che Fantozzi tenta di nasconderle, e infine preferisce restare con il marito.

Coppa Cobrammodifica | modifica sorgente

Nel quarto episodio il Direttore Ereditario della Megaditta si ammala di rosolia; avendo 106 anni, anche un morbo infantile come quello potrebbe essere mortale, per lui. Gli impiegati sperano, recitano rosari in sala mensa, Fantozzi consegna addirittura 50.000 lire a un prete per fargli recitare una messa cantata contro il direttore. Vengono esauditi. Dopo un funerale a cui Fantozzi e Filini hanno un po' di problemi ad arrivare, finendo per due volte a un funerale sbagliato (celebre la scena dell'anziana vedova che importuna entrambi) viene nominato nuovo direttore, tramite sorteggio, il famigerato Visconte Cobram (Paul Muller), fanatico di ciclismo. Il nuovo direttore obbliga tutti i dipendenti a duri allenamenti in sella alla bicicletta e in seguito organizza una corsa ciclistica (denominata in suo onore 1ª Coppa Cobram, uno degli episodi più memorabili della saga fantozziana) sulla distanza di 70 km[1]. La temuta gara ciclistica inizia con una tragica caduta di tutti; rimessisi in sella, i concorrenti si troveranno ad affrontare difficoltà di ogni tipo e si ritroveranno persino a pedalare in una tempesta a 50° sotto zero. Molti concorrenti "periranno" nell'impresa; Filini, Colsi e Vannini finiranno fuori strada piombando nella trattoria "Al Curvone", nel bel mezzo di un pranzo nuziale[2]. Giunto al giro finale, Fantozzi, grazie all'uso di vietatissime e potentissime sostanze dopanti acquistate alla partenza da uno spettatore napoletano infiltratosi tra i corridori, riesce a superare l'unico avversario rimasto in gara, così taglia il traguardo da solo, ma non ci sono festeggiamenti per lui perché non riesce a frenare e finisce nel carro funebre, rendendo vani i suoi sforzi. Ad ogni modo Fantozzi è l'unico a tagliare il traguardo. Ricercate sono le tenute da ciclista di Fantozzi e dei suoi colleghi, ognuno con uno stile ben definito, Fantozzi con la sua coppola, la giacca e borraccia di legno è più sul classico, mentre Filini è in stile inizio Novecento; quasi tutti con occhialoni da aviatore della prima guerra mondiale.

In barca con Barambanimodifica | modifica sorgente

Nel quinto episodio il direttore Marchese Conte (così recita il cartello sulla porta; la voce narrante però recita "Duca Conte", Filini lo chiama poi "Duca Marchese" e Fantozzi fa l'en plein chiamandolo "Marchese Duca Conte") Piermatteo Barambani invita Fantozzi e Filini a una crociera sulla sua barca personale (denominata Il bracciante): in realtà la "gita" promessa da Barambani è soltanto una scusa per poter sfruttare i due impiegati come schiavi a bordo. Divertentissimo il "duello" tra Fantozzi e Filini e un povero uomo inglese che si trova nelle vicinanze, più volte rovinato dai due, che lo investono involontariamente con l'auto facendolo cadere in acqua, e che manda a quel paese Fantozzi e Filini ("Oh! Fuck off!") dopo che Filini, con l'intento di chiedergli scusa, non sapendo l'inglese gli dice la prima cosa che gli viene in mente: "what time is it?" ("che ora è?"). Sempre allo stesso inglese Fantozzi farà crollare la barca che sta pitturando e lancerà in faccia un secchio di acqua sporca. Entrate ormai nella memoria collettiva le battute e le scene tragicomiche che nascono dagli equivoci tra Barambani e gli "schiavi" per via dell'ignoranza da parte di questi ultimi del gergo marinaro; ricordiamo "cazzi quella gomena" (e Fantozzi cerca di arrotolarsi la corda attorno al pene), "dov'è il mezzo marinaio?" (che Fantozzi crede sia un marinaio molto basso) e "lo cerchi dietro al tangone" (segue il goffo tentativo di ballare un tango tra i due). Al complimento di Filini a Barambani per la potenza della tromba del panfilo, Barambani risponde:"Eh sì, è ultrapotente: diciottomila megasuoni!". Barambani finisce anche col fare una gara di tiro al piattello con Filini. Fantozzi, non avendo ben capito cosa il direttore intendesse per "piatti" (i piatti della cambusa), tira il primo piatto che trova (che finisce in mare): un prezioso vassoio d'argento inglese del '700. I due impiegati vengono invitati dal Barambani a colpire col fucile un piatto, e involontariamente colpiscono un'imbarcazione in lontananza, che esplode, e il suo passeggero: il solito inglese. Alla fine i motori della barca si guastano e Fantozzi e Filini vengono costretti a trainarla con un canotto.

Il mega presidente Arcangelomodifica | modifica sorgente

Nel sesto e ultimo episodio Fantozzi, rientrato dalla ferie, a causa della prospettiva di un altro anno di duro lavoro, è decisamente di cattivo umore e manifesta il desiderio di voler scrivere in cielo la frase "Il Mega Presidente è uno stronzo!": il pesante insulto, chissà come, compare davvero, e il Gran Consiglio dei dieci assenti organizza una perizia calligrafica per scoprire il colpevole, facendo scrivere la frase a tutti gli impiegati. Fantozzi, inevitabilmente scoperto, viene pesantemente minacciato dai dirigenti, ma poi sopraggiunge il Mega Presidente in persona, che lo obbliga semplicemente a sostituire il suo nome con quello di Fantozzi, suscitando l'ilarità dei conoscenti del ragioniere. In reazione agli sfottò, Fantozzi dichiara a tutti i presenti che lui si ritiene fortunato, ma proprio mentre enuncia queste parole cade in un pozzetto rimasto inavvertitamente aperto.

Curiositàmodifica | modifica sorgente

  • In realtà la località della stazione di Ortisei è stata ricostruita presso la stazione dell'Acqua Acetosa, sulla ferrovia Roma-Civitacastellana-Viterbo. Del resto la Ferrovia della Val Gardena, che passava appunto per Ortisei, era stata chiusa nel 1960 (20 anni prima).
  • Alla stazione di Ortisei la comitiva viene accolta da un personaggio il quale, benché interpretato da Renzo Rinaldi, ha la voce (doppiata) di Paolo Villaggio, che gli dà una voce molto simile a quella del Professor Kranz, personaggio della giovinezza artistica di Villaggio, ancora famoso al tempo del film; anche verso la fine del film, la voce di uno dei 10 assenti che invita Calboni più volte a uscire è dello stesso Villaggio.
  • I titoli di testa sono quasi identici a quelli dei film Dove vai in vacanza? e Occhio, malocchio, prezzemolo e finocchio; l'unica differenza è il disegno animato di un uomo che cammina che fa da sfondo (lo stesso disegno verrà utilizzato anche nei titoli di testa di Fantozzi subisce ancora).
  • Il cognome di Diego Abatantuono (che interpreta Cecco, il nipote del fornaio) nei titoli di testa è erroneamente scritto con due "b" (quindi Abbatantuono).
  • Il luogo usato per la clinica dimagrante del professor Birkermaier è la stessa in cui era stato girato, nel Fantozzi del 1975, l'episodio (tagliato dalla versione ufficiale e reinserito nei DVD successivi) della clinica "Le Magnolie". Infatti la cella è identica, e per di più Fantozzi pronuncia una battuta molto simile a un'altra detta nel primo film (“Scusi, dato che non ho ancora fatto colazione, mi può dire in che cosa consiste la dieta?”, e nel primo film aveva detto il vitto invece che la dieta.)
  • Anche in un'altra pellicola che ha sempre come protagonista Paolo Villaggio si può assistere a una spiritosa scena di "tiro al piattello"; si tratta di Scuola di ladri - Parte seconda dello stesso regista Neri Parenti del 1987. Le dinamiche delle scene sono pressoché simili ad eccezione di alcuni particolari: la competizione non si svolge su uno yacht, bensì su una nave Costa Crociere; la scena che vediamo spesso nelle saghe "fantozziane" - cioè l'uccisione involontaria di un povero innocente sulla traiettoria di tiro al posto del bersaglio prefissato - si svolge sulla stessa imbarcazione piuttosto che su una accanto; la gara viene inizialmente scambiata per "tiro al cappello" (la cui vittima sarà il commissario di bordo), tanto è vero che l'obiettivo era stato dirottato deliberatamente verso il copricapo dell'ignaro commissario (interpretato nel film del 1987 da Daniel Lambert e in questo episodio di Fantozzi da Camillo Milli); infine, nel film più recente a fiancheggiare Villaggio come co-protagonista per l'esilarante recita dell'altro imbranato tiratore non c'è Gigi Reder, ma Massimo Boldi
  • L'effetto di quando la nave esplode appena viene colpita dal fucile è usato in maniera uguale in altri due film, Scuola di ladri - Parte seconda e Le comiche, con protagonista sempre Paolo Villaggio.
  • Una delle frasi finali che Fantozzi pronuncia mentre parla con la moglie Pina in macchina, precisamente quella in cui si autodefinisce "il più grande perditore della storia", è utilizzata come introduzione per il singolo Ancora in piedi del rapper italiano J-Ax.
  • Nel 1999 in Italia è stata istituita realmente una corsa ciclistica amatoriale denominata Coppa Cobram[3].
  • Nell'episodio "Coppa Cobram", la gag del distributore di coca-cola [4] che spara le lattine in tutte le direzioni è identica a quella interpretata da Dom DeLuise in L'ultima follia di Mel Brooks (1976).

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Il percorso si snoda lungo la salita di Via di Monte Antenne, a Roma.
  2. ^ La trattoria "Al Curvone" esiste realmente e si trova sulla Via dei Laghi in direzione Velletri
  3. ^ Sito della Coppa Cobram
  4. ^ Fantozzi e il distributore di coca-cola

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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