Ferrovia Alta Valtellina

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Ferrovia dell'Alta Valtellina
Mappa ferr Alta Valtellina.png
Inizio Sondrio
Fine Tirano
Stati attraversati Italia Italia
Lunghezza 26 km
Apertura 1902
Gestore RFI
Precedenti gestori FAV (1902-1970)
FS (1970-2001)
Scartamento 1435 mm
Elettrificazione 3 kV CC
Ferrovie

La ferrovia dell'Alta Valtellina è una linea ferroviaria delle Ferrovie dello Stato, (dal 2001 di RFI), che collega Sondrio, in Valtellina, a Tirano nell'Alta Valtellina.

Storiamodifica | modifica sorgente

Nel 1899 si era costituita la Società Anonima per le Ferrovie dell'Alta Valtellina (F.A.V.) con lo scopo di collegare Sondrio con Tirano; ottenuta la concessione nell'agosto dello stesso anno[1] dette inizio ai lavori di costruzione. La linea, detta dell'Alta Valtellina, naturale prosecuzione di quella della Valtellina, venne inaugurata il 29 giugno 1902. Inizialmente fu esercita con la trazione a vapore utilizzando allo scopo 4 locomotive a vapore T3; nel 1932[2] venne elettrificata con lo stesso sistema della linea afferente della Valtellina.

Le linee della Valtellina erano state le prime in Italia ad impiegare la corrente elettrica alternata trifase per la trazione dei treni e le prime al mondo ad avere un esercizio ad alta tensione. Il 15 ottobre 1902 ebbe inizio l’esercizio a trazione elettrica sulle linee Lecco-Colico-Chiavenna e Colico-Sondrio, della Rete Adriatica; le linee elettriche aeree a 3.600 V e frequenza 16,7 Hz erano alimentate dalla centrale elettrica di Campovico.

Qualche anno più tardi, il 1 luglio 1908 venne attivata per la Compagnia privata svizzera Berninabahn (oggi parte della Ferrovia retica) la linea Tirano-St.Moritz che permetteva il collegamento della Alta Valle con i versanti svizzeri della regione.

Nel 1967, a causa del declino della trazione trifase, la linea fu de-elettrificata ed esercita con automotrici diesel tipo ALn 556 noleggiate dalle Ferrovie dello Stato. Tre anni dopo la linea fu riscattata dallo Stato ed entrò a far parte della rete FS.

Il 29 maggio 1980 venne attivata la trazione elettrica, ma secondo il più moderno sistema a corrente continua 3 kV[3]. Dal 1981 furono istituiti i primi treni diretti Milano-Tirano.

A metà degli anni ottanta del XX secolo la linea fu oggetto di un più vasto programma di potenziamento dell'itinerario da Milano per una spesa di circa 100 miliardi di Lire, che comportò l'attivazione del Controllo del Traffico Centralizzato (CTC) fra Lecco e Tirano, con Dirigente Centrale a Colico[4]; nell'ambito di tale piano, nel 1986 le stazioni di Chiuro, San Giacomo di Teglio, Bianzone e Villa di Tirano vennero conseguentemente declassate a fermate[5].

Servizio ferroviariomodifica | modifica sorgente

Viene svolto da treni regionali Sondrio-Tirano e Milano-Tirano che fermano nelle stazioni principali tra cui Monza, Lecco, Colico, Sondrio, Tresenda-Aprica-Teglio e Tirano con una percorrenza di circa due ore e mezza.

Materiale rotabilemodifica | modifica sorgente

Dall'inaugurazione alla cessazione del servizio FAVmodifica | modifica sorgente

I primi trent'anni di esercizio furono caratterizzati dall'utilizzo da composizioni di carri e carrozze al traino delle locomotive a vapore del parco sociale FAV.

La trazione elettrica, attiva dal 1932 al 1967, portò alla sostituzione delle vaporiere con le classiche locomotive trifasi E.440, un esemplare dei quali (E.440.3) si trova oggi esposto nel Museo nazionale ferroviario di Pietrarsa.

Locomotive a vapore FAVmodifica | modifica sorgente

Numero Nome Anno Costruttore Num. fabbr. Rodiggio Potenza Radiazione Note
1 Bernina 1901-02? Henschel 5818 B 130 kW < 1931
2 Stelvio 1901-02? Henschel 5819 B 130 kW > 1936
3 Aprica 1901-02? Henschel 5820 B 130 kW < 1931
4 Mortirolo 1901-02? Henschel 5998 C 200 kW < 1931 tipo prussiano T3
5 Adda 1909 Henschel 9247 C 200 kW > 1931 tipo prussiano T3
6 Valtellina 1914 Henschel 13262 C 200 kW 1965 tipo prussiano T3
7 Tirano 1924 Henschel 20345 C 200 kW > 1931 tipo prussiano T3
8  ? 1905? SLM?  ? C? 200 kW > 1931 perv. FAV nel 1917?
9  ? 1929 Henschel 20977 C 260 kW < 1936

Locomotive trifasi FAVmodifica | modifica sorgente

Classificazione Costruttore
E.440.1 CEMSA
E.440.2 CEMSA
E.440.3 CEMSA
E.440.4 OM-TIBB

Il periodo FSmodifica | modifica sorgente

In seguito alla cessazione dei treni a trazione trifase e fino all'inaugurazione della trazione elettrica a corrente continua nel 1980, i servizi furono svolti a trazione Diesel, dapprima con automotrici FS ALn 556 provenienti da Foggia e successivamente con le ALn 668 del Deposito Locomotive di Lecco, distaccate presso la Rimessa di Tirano; tali automotrici appartenevano dapprima alla serie 1700, successivamente sostituita dalla serie 1000[6] (secondo altra fonte fu invece impiegata prima la serie 1500 e poi la 1700[7]).
Talune corse svolte con materiale ordinario, erano trainate da locomotive D.343 impiegate anche alla trazione degli ultimi servizi merci[8], inizialmente affidati ad una 245.

L'elettrificazione portò un nuovo rinnovamento del materiale: per i servizi viaggiatori effettuati con materiale leggero si adoperarono elettromotrici ALe 883, in seguito sostituite da ALe 803. Fa le locomotive che si sono succedute lungo la linea si ricordano le E.646 attrezzate per il telecomando treni navetta, nonché le E.626, E.636 ed E.645 utilizzate per la trazione dei merci che a Tirano venivano caricati con bottiglie di acqua minerale provenienti dallo stabilimento della società "Levissima" di Cepina.

Da Trenitalia a Trenordmodifica | modifica sorgente

In occasione della trasformazione societaria di Ferrovie dello Stato, Trenitalia, rilevò l'esercizio della linea, contestualmente affidata in gestione a Rete Ferroviaria Italiana; da allora un numero crescente di treni viaggiatori fu affidato a composizioni di carrozze a piano ribassato trainate dapprima da locomotive E.646 ed in seguito dalle allora nuove E.464, specificamente progettate per questo tipo di servizi.

A partire dalla stagione 2011-2012 i servizi viaggiatori sono affidati a Trenord, che impiega il medesimo materiale rotabile messo a disposizione dal proprio socio Trenitalia; tale materiale è destinato gradualmente a vestire la livrea dell'impresa di trasporto lombarda.

Specificamente dedicati ai servizi Milano-Sondrio-Tirano, il 29 settembre 2011 fu presentata a Milano Centrale da Trenord la prima di 6 composizioni di carrozze per Medie Distanze rstrutturate negli interni, riconoscibili per una vistosa livrea bianco-rossa della vettura di prima classe ispirata ai treni della Ferrovia Retica in partenza da Tirano[9].

Percorsomodifica | modifica sorgente

Stazioni e fermate
BSicon CONTg.svg linea per Colico
BSicon BHF.svg 0+000 Sondrio 297 m s.l.m.
BSicon HST.svg 4+917 Poggiridenti-Tresivio-Piateda 304 m s.l.m.
BSicon BHF.svg 8+416 Ponte in Valtellina 485 m s.l.m.
BSicon HST.svg 9+709 Chiuro 390 m s.l.m.
BSicon HST.svg 12+474 San Giacomo di Teglio 394 m s.l.m.
BSicon BHF.svg 16+889 Tresenda-Aprica-Teglio 374 m s.l.m.
BSicon HST.svg 19+850 Bianzone 444 m s.l.m.
BSicon HST.svg 22+182 Villa di Tirano 381 m s.l.m.
Straight track Unknown route-map component "CONTgl"
linea RhB per Sankt Moritz
End station End station
25+957 Tirano (RFI) / Tirano (RhB) 441 m s.l.m.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Regio Decreto n° 280 del 1º agosto 1899, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n° 231 del 5 ottobre 1899
  2. ^ iTreni 186, ottobre 1997, p. 14-15
  3. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 1 (settembre 1980), p. 5
  4. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 40 (giugno 1984), p. 6.
  5. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 66 (dicembre 1986), p. 9
  6. ^ Angelo Nascimbene, La maturità delle ALn 668. Il restyling in ALn 663 (terza parte) in Tutto Treno, anno 23º, n. n. 247, dicembre 2010, pp. pp. 29-34, 39-40. ISSN: 1124-4232.
  7. ^ Viganò, Alta Valtellina ieri e oggi, op. cit., p. 37.
  8. ^ "Notizia flash" su "Italmodel Ferrovie" n.214 (aprile 1978), p. 283.
  9. ^ "Notizia flash" su "I Treni" n. 342 (novembre 2011), p. 6.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Rete Ferroviaria Italiana. Fascicolo linea 26.
  • Sergio Viganò, Treni per l'acqua minerale in I Treni, anno 15º, n. n. 154, novembre 1994, pp. pp. 19-21. ISSN: 0392-4602.
  • Sergio Viganò, Alta Valtellina ieri e oggi in I Treni, anno 17º, n. n. 167, gennaio 1996, pp. pp. 32-38. ISSN: 0392-4602.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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