Fiamma olimpica

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Attrici greche interpretano il ruolo delle sacerdotesse durante la cerimonia di accensione della fiamma olimpica, nell'Antica Olimpia.

La fiamma olimpica, o fuoco olimpico, è portata dalla torcia olimpica ( chiamata anche fiaccola) e brucia durante lo svolgimento dei giochi olimpici nel braciere olimpico o tripode.

La fiamma è uno dei simboli dei Giochi olimpici. Le sue origini risalgono all'Antica Grecia, quando un fuoco veniva tenuto acceso per tutto il periodo di celebrazione delle Olimpiadi antiche. Il fuoco venne reintrodotto nelle olimpiadi del 1928, e da allora fa parte del cerimoniale delle Olimpiadi moderne.

Vanno distinti e tenuti separati il fuoco dalla torcia che, attraverso una staffetta, viene portata in giro per il mondo (introdotta successivamente, nelle olimpiadi del 1936 dal regime nazionalsocialista di Adolf Hitler), e dal braciere, che mantiene la fiamma viva durante lo svolgimento delle gare.

Dal 1960 la fiamma olimpica viene accesa diversi mesi prima della cerimonia di apertura dei Giochi olimpici, nel luogo delle Olimpiadi antiche, Olimpia (Grecia). Undici sacerdotesse (impersonate da attrici) accendono il fuoco ponendo una torcia all'interno di uno specchio parabolico concavo, che concentra i raggi del Sole.

La torcia viene quindi trasportata nella città che ospiterà i Giochi Olimpici con una staffetta formata da "tedofori" (coloro che portano per un tratto la fiamma olimpica). Tradizionalmente, la torcia viene trasportata a piedi, ma possono essere usati altri mezzi di trasporto (quando è necessario attraversare dei mari la si porta in aereo o nave). Tra i tedofori si contano anche atleti e celebrità, ma la maggior parte sono persone comuni. Accade non di rado che la fiamma si spenga durante il tragitto, fatto ritenuto segno di sfortunasenza fonte.

La staffetta della torcia olimpica termina il giorno della cerimonia di apertura, nello stadio principale dei giochi. L'ultimo tedoforo è spesso tenuto segreto fino all'ultimo momento, di solito è uno sportivo famoso della nazione ospitante. L'ultimo tedoforo usa la torcia per accendere la fiamma nel braciere che di solito è situato nei pressi dello Stadio olimpico. Questa fiamma brucia per tutto il periodo di celebrazione dei Giochi Olimpici e viene estinta nella cerimonia di chiusura.

La torciamodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Torcia olimpica.

La torcia olimpica è il mezzo di trasporto della fiamma durante la staffetta che la porta dal luogo dell'accensione (di solito Olimpia), al luogo di celebrazione dell'olimpiade. Dalla XI Olimpiade (Berlino 1936), il comitato organizzatore realizza una torcia dal design originale che viene poi utilizzata per tutto lo svolgimento del viaggio della fiamma, fino all'accensione del braciere finale.

Il bracieremodifica | modifica sorgente

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Braciere olimpico.

Il braciere olimpico, o tripode, è la "grande torcia" dove arde il fuoco olimpico durante i giorni del programma di gare. Di solito è posto nei pressi dello stadio dove si svolgono le cerimonie e garantisce alla simbolica fiamma di non spegnersi nemmeno un istante durante il periodo di competizioni. La fiamma viene accesa dall'ultimo tedoforo nella cerimonia d'apertura e viene spenta alla fine della cerimonia di chiusura, per sottolineare la conclusione dei giochi. Di solito è realizzato dal comitato organizzatore con un design originale e differente dalle edizioni precedenti.

Storiamodifica | modifica sorgente

Per gli antichi greci, il fuoco aveva una connotazione divina — si credeva che fosse stato rubato agli Dei e donato agli uomini da Prometeo. Per questo motivo il fuoco era presente anche in molti santuari. Un fuoco veniva tenuto acceso permanentemente sull'altare del tempio di Estia ad Olimpia. Durante i Giochi Olimpici, che onoravano Giove, venivano accesi ulteriori fuochi nel suo tempio e in quello di sua moglie, Giunone. La moderna fiamma olimpica viene accesa sul luogo dove sorgeva il tempio di Giunone.

La fiamma non appare ai Giochi olimpici moderni fino al 1928. L'architetto olandese Jan Wils aveva incluso una torre nel suo progetto dello stadio olimpico per la IX Olimpiade, ed ebbe l'idea di tenervi acceso un fuoco. Il 28 luglio 1928 un dipendente della compagnia elettrica di Amsterdam accese il primo fuoco olimpico nella cosiddetta Torre di Maratona, conosciuta dagli olandesi come il "posacenere della KLM".

L'idea di una fiamma olimpica fu accolta con entusiasmo, e venne mantenuta come simbolo dell'olimpismo. Il dirigente e scienziato dello sport tedesco Carl Diem concepì l'idea di una staffetta per la torcia olimpica in occasione delle Olimpiadi di Berlino nel 1936. Più di 3.000 tedofori la portarono da Olimpia a Berlino. L'atleta tedesco Erik Schilgen fu l'ultimo a portarla, accendendo la fiamma nello stadio. Anche la staffetta divenne una tradizione dei Giochi Olimpici.

La fiamma olimpica ha bruciato ai Giochi invernali del 1936 e del 1948, la prima staffetta si ebbe ai VI Giochi olimpici invernali di Oslo 1952. Il fuoco non venne acceso ad Olimpia, ma a Morgedal, Norvegia, nel caminetto della casa di Sondre Norheim, uno dei pionieri dello sci. Il fuoco venne acceso nello stesso luogo anche per le edizioni del 1960; mentre nel 1956 la torcia partì da Roma. In seguito, la staffetta prese il via da Olimpia per tutti gli altri Giochi Olimpici invernali.

Anche se per la gran parte del tragitto la torcia viene portata da corridori, è stata trasportata anche in molti altri modi. La torcia viaggiò per nave nel 1948, per attraversare la Manica, e venne trasportata in aereo per la prima volta nel 1952, quando andò ad Helsinki. Nel 1956, le gare di equitazione vennero disputate separatamente a causa di una stretta regolamentazione della quarantena vigente in Australia. Tutti i portatori della torcia che la trasportarono a Stoccolma, dove queste gare si svolsero, viaggiarono a cavallo.

Un particolare mezzo di trasporto venne usato nel 1976, quando la fiamma fu trasformata in un impulso elettronico. Da Atene, questo impulso venne inviato via satellite in Canada, dove un raggio laser venne utilizzato per riaccendere la torcia. Nel 2000, la torcia venne trasportata sott'acqua da sommozzatori, vicino alla grande barriera corallina. Altri insoliti mezzi di trasporto includono la canoa amerindia, un cammello e il Concorde. Prima di Torino 2006 per un breve tratto la fiamma ha viaggiato a bordo della Ferrari.

Un altro modo di attirare l'attenzione è stato l'accensione del fuoco nello stadio. Alla XXV Olimpiade di Barcellona 1992, l'arciere delle Paralimpiadi Antonio Rebollo scoccò una freccia infiammata nel braciere dello stadio. Due anni dopo, la torcia olimpica venne portata nello stadio di Lillehammer da un atleta di salto con gli sci.

Nel 2008, a causa delle proteste pro-Tibet, a Parigi è stato annullato l'intero percorso.

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