Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò

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Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò (Messina, 15 novembre 1892Palermo, 1982) è stato un fotografo d'arte italiano attivo a cavallo tra le due guerre.

Dal 1935 collaborò alla testata "Il progresso fotografico" di Milano. Tra le tecniche che utilizzò: la resinotipia. Dopo la guerra, lasciando da parte la fotografia, preferì dedicarsi all'incisione calcografica[1][2].

Contestomodifica | modifica sorgente

Esaminando le culture relative alla fotografia d'arte siciliana del ‘900 è da porre in primo piano la figura di un indiscusso protagonista, Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò, cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e di Casimiro e Lucio Piccolo di Calanovella. La sua lunga attività creativa è contestualizzata con quella di molti altri fotografi artisti della Sicilia, oggi ancora poco noti, se non del tutto sconosciuti, e che hanno come epicentro la fotografia d'arte siciliana, è maestro indiscusso nell'arte della resinotipia.

Premimodifica | modifica sorgente

Ricevette l’Honourable Mention nel 1933 dalla rivista «American Photography» e nel 1932 il "Gran Prix d’Honneur" a Cannes[2].

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Dario Reteuna, L’occhio del Gattopardo. Filippo Cianciàfara Tasca di Cutò e la fotografia d’arte in Sicilia, Edizioni Magika: Messina, 2008. ISBN 8889525045

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ [1]
  2. ^ a b Italo Zannier, "L’Alchemica fotografia modernista di Cianciàfara"

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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