Fotoromanzo

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Il fotoromanzo è un tipo di racconto per immagini in cui i personaggi sono rappresentati da attori veri e noti al grande pubblico. Il racconto è costituito da fotografie scattate su un set simile a quello cinematografico. Per questo, il fotoromanzo è spesso definito un «film statico».

Storiamodifica | modifica sorgente

Le originimodifica | modifica sorgente

I fotoromanzi sono un'invenzione tutta italiana[1]. La paternità dell'invenzione del genere non è certa ed è divisa tra Cesare Zavattini e Damiano Damiani. Fu il narratore e commediografo reggiano a fondare, con Luciano Pedrocchi, che lavorava per Arnoldo Mondadori Editore, il primo giornale di fotoromanzi, “Bolero Film”[2] e poi a sceneggiare le prime storie. Damiani, da parte sua, è considerato il padre del fotoromanzo in quanto diresse i set in cui vennero realizzate le narrazioni per immagini della rivista "Il mio sogno". Su tale rivista uscì, l'8 maggio 1947 il primo vero e proprio fotoromanzo. La testata aveva come sottotitolo "Settimanale di romanzi d'amore a fotogrammi" (non appariva ancora la parola fotoromanzo), era edita dalla Editrice Novissima di Roma, di proprietà di Giorgio Camis De Fonseca, socio della Rizzoli.

La rivista si compone di dodici pagine in bianco e nero. Ogni numero conteneva due puntate di fotoromanzi intervallati da racconti e rubriche, ed era venduto al prezzo di 20 lire. I soggetti sono di Stefano Reda, giovane giornalista appassionato di letteratura, e di Luciana Peverelli, scrittrice affermata di romanzi rosa. "Nel fondo del cuore" di Stefano Reda e "Menzogne d'amore" di Luciana Peverelli (con protagonisti Glauco Selva e Resi Farrel) sono i primi due fotoromanzi pubblicati.

Il primo "fumetto fotografico" pubblicato su Bolero Film uscì con il N° 1 del 25 maggio 1947.

Il "boom"modifica | modifica sorgente

Pochi mesi dopo l'uscita del primo "Sogno", esce "Bolero", altra testata storica di fotoromanzi, da un'idea dello sceneggiatore di fumetti Luciano Pedrocchi che riesce a convincere Arnoldo Mondadori a fargli pubblicare la rivista. Dall'anno precedente, il 1946, era nelle edicole la rivista Grand Hotel, ma i suoi romanzi erano solo disegnati, non vi erano ancora le foto, poi si cominciò inserendo nelle vignette disegnate le fotografie dei volti, per poi arrivare alla sola fotografia.

Siamo ancora nel dopoguerra ed il fotoromanzo insegna a leggere a molte ragazze italiane. Le eroine sono sempre povere e romantiche, ma coraggiose e decise, per regalare speranze e a volte illusioni a gente semplice che ha bisogno di sogni. Come riporta il libro "Le carte rosa" di Ermanno Detti, che prende in esame l'evoluzione del fotoromanzo nel linguaggio, nei contenuti e nell'immagine, la storia delle carte rosa non è tanto la storia di come eravamo o di come siamo, quanto di come sognavamo e di come sogniamo.

Tuttavia le prime proposte di storie a fotogrammi non sono storie inedite, ma sequenze di immagini tratte da film con l'aggiunta di didascalie: "La principessa Sissi" con Romy Schneider, "Violenza sull'autostrada", "Eliana e gli uomini" con Ingrid Bergman sono alcuni dei titoli.

Negli anni '50 si calcola che circolassero 1.600.000 copie di fotoromanzi, sommando le vendite delle riviste di settore[3].

Gli anni sessanta e settantamodifica | modifica sorgente

Gli anni sessanta vedono l'affermarsi della casa editrice Lancio, nata inizialmente come società di pubblicità nel 1936 per opera di Arturo Mercurio.

È in questo periodo, però, che la Lancio inizia a occuparsi di fotoromanzi, con la nascita di numerose nuove testate prestigiose: Letizia, Charme, Marina, Jacques Douglas, Lucky Martin, ecc.

La Lancio vola anche a Parigi e a New York per realizzare alcune delle sue più famose produzioni. È a questa casa editrice soprattutto che si deve la qualità di questo genere che ha appassionato milioni di lettori in tutto il mondo.

I primi teatri di posa (niente a che vedere con quelli di oggi della Lancio), erano nel capannone di via Romanello da Forlì di Roma. Lì, con un compenso di cinquecento lire per comparsata, gli aspiranti attori sognavano una sfolgorante carriera come quella di Sofia Loren o di Gina Lollobrigida. Il primo numero è subito esaurito in edicola e per il secondo la tiratura viene raddoppiata. Si tratta ancora di storie semplici realizzate in modo artigianale.

Nel gennaio 1975 avviene un cambiamento: viene pubblicato il primo fotoromanzo tutto a colori nel mondo realizzato a Venezia dal titolo Bambina che scherzi con l'amore, con Eliana De Santis e Rod Franz, protagonisti, e Giancarlo Guelfi. Soggetto e sceneggiatura di Gianni Masto.

Nel 1976 la tiratura delle varie case editrici raggiungeva in Italia la quota di oltre otto milioni e seicentomila copie al mese, di cui cinque milioni vendute dalla sola Lancio. Nascono nuovi miti, le ragazze italiane appendono alle pareti le foto dei loro attori preferiti: Franco Gasparri, Jean Mary Carletto, Claudia Rivelli, Nuccia Cardinali, Adriana Rame, Michela Roc, Katiuscia, Claudio De Renzi, Gianni Vannicola, Alex Damiani, Franco Dani, Sebastiano Somma sono i loro idoli e molte di loro fanno la fila fuori dai cancelli della Lancio per poterli vedere.

Anche il cinema li corteggia e Franco Gasparri viene scelto dal regista Stelvio Massi per interpretare Mark il poliziotto (1975) proprio per l'enorme popolarità raggiunta dall'attore grazie ai fotoromanzi.

Nell'agosto del 1977 nella testata Marina della casa editrice Lancio esce un altro fotoromanzo interpretato da Franco Gasparri e Michela Roc, con Jean Mary Carletto e Isabella Savona dal titolo Lui è un antipatico però... con soggetto e sceneggiatura di Gianni Masto.

Dagli anni ottanta agli anni duemilamodifica | modifica sorgente

La diffusione dei fotoromanzi inizia a scemare a partire dalle seconda metà degli anni '80, ma dopo quarant'anni di vita questo genere di lettura è riconosciuto ormai senza più i pregiudizi di un tempo come espressione della narrativa popolare, la cosiddetta letteratura rosa. Tra gli attori di fotoromanzi degli anni '80 ricordiamo: Franco Gasparri, Alessandro Inches, Franco Califano, Ornella Pacelli, Maurizio Vecchi, Gioia Scola, Barbara De Rossi, Laura Antonelli, Francesca Dellera, Luc Merenda, Kirk Morris, Ivan Rassimov, Renato Cestiè, Sebastiano Somma, Pascal Persiano, Antonio Migliacci, Maura Magi, Isabella Ferrari, Massimo Ciavarro.

Attualmente i fotoromanzi continuano ad essere pubblicati sul settimanale Grand Hotel e nelle cinque testate sopravvissute della Lancio (mensili o bimestrali): Sogno, Letizia, Kolossal, Charme e Kiss.

Attori dal 1947 agli Anni Duemilamodifica | modifica sorgente

Per Grand Hotelmodifica | modifica sorgente

Tra gli attori protagonisti di fotoromanzi del settimanale Grand Hotel si ricordano:

Altrimodifica | modifica sorgente

Tra gli attori e le attrici che hanno partecipato a fotoromanzi per poi proseguire la loro carriera al cinema a teatro e nelle fiction televisive figurano:

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Bepi Vigna, «Il fotoromanzo».
  2. ^ Luigi Marcianò: «Cesare Zavattini, una fucina di idee».
  3. ^ Luisa Manzoni, Grand Hotel - 29 giugno 1946 in Il Nuovo Diario-Messaggero, 2 luglio 2011, p. 42.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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