Francesco Fuschini

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Francesco Fuschini

Don Francesco Fuschini (San Biagio d'Argenta, 4 luglio 1914Ravenna, 27 dicembre 2006) è stato un sacerdote e scrittore italiano.

Figlio unico di un fiocinino (cioè un pescatore di frodo) e di una sarta delle Valli di Comacchio, Francesco Fuschini, dopo le scuole di Avviamento ad Argenta, decide di entrare in seminario per caso: durante un’estate fa amicizia con un bambino, figlio di contadini veneti che lavorano un podere poco distante dalle Valli di Comacchio, il quale va a scuola al seminario di Ravenna. I suoi genitori vengono convinti a mandarlo in seminario dal parroco don Amadio, che li rassicura: “Se ci vuole andare lasciatelo. Non abbiate paura che diventi prete, non è mai successo che un fiocinino diventi prete…”.

In seminario a don Fuschini nasce la passione dello scrivere. Cerca inizialmente di farlo di nascosto, ma viene scoperto. Quando l’arcivescovo di Ravenna, Lega, legge i suoi componimenti, dopo averlo richiamato con la famosa frase in dialetto romagnolo: “T’scriv coma Dio, parchè t’à né testa né coda” (scrivi come Dio, perché non hai né principio né coda), gli dà - seppure non subito - il permesso di continuare. Aveva capito il “sacro fuoco” che animava quel giovane seminarista.

Ordinato sacerdote, nel 1945 viene assegnato alla parrocchia di Porto Fuori, frazione di Ravenna. Alterna subito l’attività pastorale con l’impegno politico: negli anni Cinquanta è uno di quei “preti volanti” che, quasi sempre in abiti borghesi, sono mandati in giro per la Romagna rossa e anticlericale a fare comizi, a sostegno dei Comitati civici e della Democrazia Cristiana.

Ma, più della politica, la sua passione civile rimane la scrittura. Le sue collaborazioni sono numerose:

Protagonisti dei suoi articoli erano soprattutto la Romagna e la sua gente, la sua parrocchia (anarchici compresi), il cane Pirro, le sue memorie di vita. Fuschini fu parroco a Porto Fuori per quasi quarant'anni, cioè per tutta la sua attività pastorale.
Una volta andato in pensione, ha vissuto il resto della sua vita nell'Istituto Santa Teresa a Ravenna. Francesco Fuschini è sepolto nel cimitero del suo paese natale, San Biagio d'Argenta.

Operemodifica | modifica sorgente

Francesco Fuschini pubblicò sette libri, usciti dal 1978 al 1995. I volumi in realtà non sono opere originali, ma antologie di articoli, spesso veri e propri racconti dal sapore squisitamente letterario, apparsi sui quotidiani coi quali Fuschini collaborava. Le opere di Fuschini sono curate da Walter Della Monica, pubblicista e direttore del Centro Relazioni Culturali di Ravenna.

  • Non vendo il Papa (1978, Edizioni F.lli Boni, Bologna, antologia di articoli tratti dal Resto del Carlino e dall'Osservatore Romano)
  • L'ultimo anarchico (1980, raccolta di racconti per le Edizioni del Girasole. È il libro che gli procura la notorietà)
  • Parole poverette (1981, Rusconi, è la ristampa di Non vendo il Papa con l'aggiunta di ulteriori articoli dal 1978 al 1981. Il tema preponderante è la figura del sacerdote.)
  • Porto franco (1983, Libreria Editrice Vaticana, un’ampia selezione dalla rubrica omonima che usciva nel supplemento del sabato dell’Osservatore Romano)
  • Concertino romagnolo (1986, Il Girasole)
  • Mea Culpa (1990, Rusconi)
  • Vita da cani e da preti (1995, Il Girasole)

Premi e riconoscimentimodifica | modifica sorgente

  • Premio Romagna 1977
  • Premio Guidarello 1978 per l'articolo “I consigli di Manara” [1]
  • Premio Selezione estense 1981 per il libro Parole poverette

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ L'articolo è inserito nel volume Non vendo il Papa (1978).

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Aristarco, Che vigliacaz de rumagnôl spudè, Il Ponte Vecchio, 2009.
  • Franco Gabici, Un prete e un cane in paradiso. La vita di don Fuschini, lo scrittore più amato di Romagna, Marsilio, 2011.







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