Franco Nicoli Cristiani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Franco Nicoli Cristiani

Consigliere regionale Regione Lombardia
Durata mandato 23 aprile 1995 –
16 aprile 2000

Durata mandato 16 aprile 2000 –
4 aprile 2005

Durata mandato 5 aprile 2005 –
10 aprile 2010

Durata mandato 28 marzo 2010 –
30 novembre 2011

Dati generali
Partito politico Popolo della libertà

Franco Nicoli Cristiani (Breno, 11 settembre 1943) è un politico italiano, esponente di Forza Italia prima e del PdL successivamente, attualmente arrestato ai domiciliari con l'accusa di traffico illecito di rifiuti e corruzione..

Studi e attività imprenditorialimodifica | modifica sorgente

Negli anni sessanta Nicoli Cristiani studiava a Pavia e scriveva sulla rivista di estrema destra la Riscossa; risale ad allora una fotografia con al bavero uno stemma della Falange franchista, mai rinnegata.[1] Nicoli Cristiani si è laureato in Scienze Politiche all'Università di Padova. Lavora poi come piccolo imprenditore della distribuzione del gas[1], ed è ancora oggi amministratore unico della Spas srl, società di commercio all'ingrosso di prodotti per la medicina dello sport.[2]

Carriera politicamodifica | modifica sorgente

Militante di Forza Italia dalla prima ora, nel 1994 insieme al senatore Giampiero Beccaria fonda il club di Forza Italia a Brescia.[1] Quando Beccaria è nominato Sottosegretario all'Industria del governo Berlusconi I, Nicoli Cristiani lavora come suo capo segreteria.[2]

Dal 1995 al 2011 diventa consigliere regionale di Forza Italia e poi del PdL facendo parte del Consiglio regionale della Lombardia per 4 legislature consecutive. Nel 1995 è Assessore regionale all'Ambiente e all'Energia della Regione Lombardia nella I Giunta Formigoni. Nel 2000 è riconfermato in Giunta come Assessore regionale alla Qualità dell'Ambiente della Regione Lombardia nella II Giunta Formigoni. Nel 2005 è riconfermato per la terza volta consecutiva all'interno dell'Esecutivo regionale come Assessore regionale al Commercio, Fiere e Mercati sempre nella III Giunta Formigoni. Dall'11 maggio 2010 è stato Vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia per il PdL, fino all'arresto il 20 dicembre 2011.Gli subentra alla vicepresidenza del Consiglio regionale Carlo Saffioti (PdL). Nicoli Cristiani ha rassegnato le dimissioni, accolte unanimemente anche da consigliere regionale carica ricoperta dal 1995.A subentrargli sarà il bresciano Vanni Ligasacchi sempre del PdL.

Nicoli Cristiani ha ricoperto importanti cariche di partito in Forza Italia sin dal 1994 nell'area bresciana e poi sull'intera Lombardia. È stato delegato politico del collegio 24 (Brescia Città) per Forza Italia dall'ottobre 1994 al marzo 1996 e coordinatore provinciale di Forza Italia dal 1996 al febbraio 2000, vice coordinatore vicario del coordinamento provinciale di Forza Italia con delega agli enti locali e vice coordinatore regionale di Forza Italia e responsabile organizzazione macroarea (Brescia-Bergamo-Mantova-Cremona) fino all'aprile 2009. Dall'aprile del 2009 è membro di diritto del coordinamento regionale del PDL e del coordinamento provinciale del PDL.[2] Secondo il Sole 24 Ore e Repubblica, Nicoli Cristiani "dagli anni novanta costituiva un punto di riferimento prima di Forza Italia e poi del Pdl nel Bresciano", punto di riferimento dei berluscones in Regione Lombardia, in opposizione alla scalata di Comunione e Liberazione, e "stava lavorando con l'ex ministro Mariastella Gelmini per dare la spallata alla vicecoordinatrice regionale Viviana Beccalossi."[1][3]

Procedure giudiziariemodifica | modifica sorgente

Nicoli Cristiani è indagato per la vicenda della discarica di Cerro Maggiore (risalente al 1995) nella quale viene coinvolto anche il governatore lombardo. Nicoli è stato condannato in appello a due anni per abuso in atti di ufficio, pena caduta in prescrizione. Nel 2008, la Cassazione annulla la condanna "perché il fatto non sussiste".[1]

Il 30 novembre 2011 è stato arrestato con l'accusa di traffico illecito di rifiuti e corruzione nell'ambito di un'inchiesta sulla società BreBeMi (sversamento di rifuti tossici da acciaieria in 8 km di cantiere) e sulla discarica di amianto di Cappella Cantone (ottenimento dell'autorizzazione integrata ambientale). Durante l'arresto, nella sua abitazione gli inquirenti hanno trovato due buste contenenti centomila euro in contanti.[4][5] Assieme a Giuseppe Rotondaro, dirigente dell'Arpa Lombardia, Nicoli Cristiani avrebbe ottenuto favori amministrativi per l'impresa edile di Gianluca Locatelli, in cambio di tangenti.[6] Secondo Rotondaro, «la tangente doveva coprire i costi del tesseramento del PdL in Lombardia»[7], ossia il costo delle tessere intestate a prestanome e utilizzate per far pesare la corrente di Nicoli Cristiani all'interno del partito.

A seguito delle sue dimissioni, la Regione Lombardia ne ha bloccato la liquidazione, che avrebbe dovuto attestarsi sui 340.000 euro, a tutela di eventuali futuri risarcimenti[8][9]

Dopo una detenzione in carcere di 86 giorni il 24 febbraio 2012 il G. I.P. di Milano decide di scarcerare Nicoli Cristiani dopo un interrogatorio ritenuto proficuo per l'indagine.

Il 10 ottobre 2012 l'ex Presidente del Consiglio regionale lombardo attuale consigliere regionale leghista Davide Boni è stato indagato per peculato e truffa aggravata dalla Procura di Milano per presunti viaggi, cene e altre spese ingiustificate come rappresentanza a carico dei gruppi regionali PdL-Lega tra il 2008 e il 2012 nell'ambito di un'indagine che ha portato la Guardia di Finanza nella sede della Regione Lombardia.La Procura di Milano si concentra soprattutto nel periodo della Presidenza del Consiglio regionale lombardo da parte di Boni, peraltro già Assessore regionale all'Urbanistica nelle Giunte Formigoni ed ex capogruppo leghista in Regione Lombardia.Oltre a Boni sono indagati per i medesimi reati l'ex Vicepresidente del Consiglio regionale lombardo durante la Presidenza Boni ed ex consigliere regionale PdL Nicoli Cristiani, già Assessore regionale all'Ambiente e Commercio nelle Giunte Formigoni arrestato nel 2011 per traffico illecito di rifiuti e corruzione e il consigliere regionale PdL Massimo Buscemi anche lui ex Assessore regionale all'Edilizia nelle Giunte Formigoni.[1]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d e La Repubblica, 1 dicembre 2011
  2. ^ a b c Giornale di Brescia, 30 novembre 2011
  3. ^ Il Sole 24 Ore, 30 novembre 2011
  4. ^ Il Giornale
  5. ^ BergamoNews
  6. ^ La Repubblica, 5 dicembre 2011
  7. ^ La Repubblica, 21 dicembre 2011
  8. ^ Il Fatto, 28 dicembre 2011
  9. ^ Corriere della Sera, 28 dicembre 2011







Creative Commons License