Frans van Schooten

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Frans van Schooten

Frans van Schooten (Leida, 1615Leida, 29 maggio 1660) è stato un matematico olandese.

Figlio di un professore della scuola di ingegneria di Leida, era ancora fresco di studi matematici (aveva frequentato l'Università di Leida) quando nel 1637 Cartesio pubblicò il Discorso sul Metodo con i tre saggi a cui faceva da introduzione: "La diottrica", "Le meteore" e "La geometria".

Van Schooten ebbe la ventura di incontrare Cartesio nel 1632, durante un viaggio di questi a Leida e non poté evitare di subire il fascino dell'autore dopo aver già subito quello del saggio sulla Geometria (d'altra parte anche noi oggi siamo grati a Cartesio per aver avviato la geometria cartesiana).

L'incontro risultò di grande importanza per Van Schooten che, tramite Cartesio, entrò in contatto con i matematici/pensatori del circolo di Mersenne a Parigi. Ben presto, Van Schooten andò a Parigi per poi proseguire verso Londra, dove visse tra il 1641 ed il 1643. Incontrò e si confrontò con molti matematici di quei centri e, una volta tornato in patria, intrattenne con loro una regolare corrispondenza che è andata perduta. A noi però basti anche solo la consapevolezza che questa corrispondenza abbia avuto luogo (così come tante altre di quei tempi): essa infatti ci dimostra che in ogni epoca solo una fitta rete di contatti fra i pensatori (oggi diremmo "scienziati") di un'epoca, produce risultati interessanti.

Dalla sua permanenza a Parigi, per esempio, Van Schooten ricavò i manoscritti di Viète, che successivamente pubblicò a Leida, dando un bell'esempio di impegno per la promozione della scienza.

Van Schooten fu uno dei più grandi divulgatori dell'opera geometrica cartesiana. Studiò dapprima l'analisi che Rudolff Coss fece della "Geometria" di Cartesio perché trovava l'originale troppo difficile lui (Cartesio era stato volutamente oscuro nel suo scritto) e nel 1649 fece stampare la prima versione in latino dell'opera di Cartesio.

Nel 1659-1661 pubblicò un proprio libro sulla geometria di Cartesio ed alle sue riflessioni aggiunse tre appendici scritte da tre suoi discepoli: Johan de Witt, Johan Hudde, e Hendrick van Heuraet.

Van Schooten insomma fu un grande insegnante ed un formidabile talent-scout: fra i suoi allievi (ed amici) figura infatti perfino Christiaan Huygens, di cui era diventato tutore ed amico a seguito di una raccomandazione dello stesso Cartesio.

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