Friedrich Schürr

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Friedrich Schürr (Vienna, 9 giugno 1888Costanza, 24 agosto 1980) è stato un linguista austriaco, considerato il maggiore studioso della lingua romagnola.

Cenni biograficimodifica | modifica sorgente

Nato a Vienna, all'età di un anno si trasferì con la famiglia in Carinzia a Klagenfurt, dove frequentò il liceo. S'iscrisse all'Università di Vienna nella Facoltà di Ingegneria su spinta del padre architetto, ma senza entusiasmo. Dopo pochi anni passò agli studi di Filologia romanza e Filologia germanica, scoprendo una vocazione per gli studi letterari.

Studiò romanistica presso Wilhelm Meyer-Lübke, una tra le personalità più rilevanti della linguistica romanza del suo tempo, e Philipp August Becker; storia dell'arte presso Josef Strzygowski e germanistica presso Jakob Minor. Gli fu assegnata come tesi di laurea una ricerca sul Pvlon matt ("Paolone matto"), poema romagnolo del XVI secolo, di cui era comparsa nel 1887 la prima edizione assoluta a stampa. Schürr si laureò tra il 1910 ed il 1911. Dopo la laurea fece un viaggio a Firenze. Durante il ritorno, volle fermarsi in Romagna per sentire come parlavano i contemporanei e come si pronunciavano le parole. Scoprì che la parlata reale era molto diversa da quella che aveva creduto; ciò lo indusse a compiere altri viaggi in Romagna per studiare i mutamenti storico-linguistici. Conobbe Aldo Spallicci, che divenne un suo costante punto di riferimento nei suoi soggiorni in Romagna. Spallicci ospitò diverse volte Schürr a casa sua e gli procurò numerosi informatori (di tutte le classi sociali) nonché esperti di lingua romagnola (tra essi, Santi Muratori[1] e Paolo Toschi). Schürr fu il primo ad utilizzare un apparecchio di registrazione sonora per studiare la lingua romagnola.

Le ricerche sul campo di Schürr furono raccolte in tre fondamentali studi storico-linguistici, pubblicati negli anni 1917-1919. Egli scoprì che la lingua romagnola aveva acquisito i suoi tratti distintivi durante i secoli tra il VI e l'VIII. In quel periodo l'Italia era divisa tra bizantini e longobardi. L'Esarcato di Ravenna si trovò isolato politicamente e culturalmente dal resto della Val padana. Esso assunse così la sua specificità rispetto ai dialetti del resto della zona padana, che finirono invece sotto il dominio longobardo. Grazie a tali studi Schürr ottenne la sua prima libera docenza in filologia romanza, che lo avviò ad una lunga e prestigiosa carriera accademica.

Oltre ai lavori sulla parlata romagnola, Schürr studiò diversi dialetti italiani (ferrarese, toscano, umbri e meridionali), di francese, spagnolo (in particolare le figure di Cervantes e Unamuno), portoghese, rumeno, sempre con prevalente interesse per i problemi fonetico-fonologici. Fu autore di un importante studio sulla dittongazione romanza, La dittongazione romanza e la riorganizzazione dei sistemi vocalici.[2]

La carriera accademica di Schürr si svolse nelle università di Graz, Marburgo, Colonia, Strasburgo, Ratisbona, Friburgo in Brisgovia.

Intitolazionimodifica | modifica sorgente

Allo studioso austriaco è dedicata l'associazione culturale «Istituto Friedrich Schürr per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio dialettale romagnolo», con sede a Santo Stefano di Ravenna.

Operemodifica | modifica sorgente

Studi sul romagnolomodifica | modifica sorgente

Articoli
  • (articolo su) «II Plaustro», 31 dicembre 1911 (Anno I, n. 6), Forlì.
  • 1917: Romagnolische Mundarten. Sprachproben in phonetischer Transkription auf Grund Phonographischer Aufnahmen (Sitzzungsberichte der Akademie der Wissenschaften in Wien).[3]
  • 1918: Romagnolische Dialektstudien I. Lautlehre alter Texte[4] (Sitz. d. kais. Ak. d. Wien).
  • 1919: Romagnolische Dialektstudien II. Lautlehre lebender Mundarten[5] (Sitz. d. kais. Ak. d. Wien).
  • 1933: La posizione storica del Romagnolo fra i dialetti contermini, in «Revue de Linguistique romane», vol. IX, pp. 203-228.
  • 1940: "Spallicci Maria, La poesia popolare romagnola ; S. Dieselbe, La poesia dialettale romagnola", in «Zeitschrift für Volskunde», Band 11, Heft 1/2.
  • 1940: "Pulon matt: der Rasende Roland auf dem Dorfe", in «Zeitschrift für Volkskunde», Band 11, Heft 1-2,.
  • 1941: Poesia dialettale e letteratura nazionale, in «Convivium», Torino: SEI, pp. 519-534.
  • 1954: Profilo dialettologico della Romagna, in «Orbis. Bulletin international de documentation linguistique», III, n. 2, pp. 471-485
  • 1956: Nuovi contributi allo studio dei dialetti romagnoli, in «Rendiconti dell'Istituto lombardo di Scienze e Lettere», nn. 89-90, pp. 121-145, 313-333, 455-457, 663-694
  • 1963: Caratteristiche del dialetto romagnolo, in «Questa Romagna I», Bologna, Alfa, pp. 544-552
  • 1969: l vocabolario del Morri e i primordi degli studi dialettali romagnoli, in «Convegno di studi su Antonio Morri», Faenza, Lega, pp. 39-51.
  • Aldo Spallicci e gli studi dialettali, «La Piê» 1975/6, pp. 246-249.
  • 1978: Alcune etimologie romagnole riguardanti il vino, in «Italia linguistica nuova e antica», vol. II, Galatina, Congedo editore, pp. 229-232.
  • 1982 (postumo): Fra i dialetti romagnoli, in Gianni Quondamatteo, Dizionario romagnolo (ragionato), I vol., Villa Verucchio, Tipolito La pieve, 1982
Monografie
  • 1938: La classificazione dei dialetti italiani, Leipzig: H. Keller (tr. it. Sancasciano Pesa: Tip. F.lli Stianti).
  • La voce della Romagna. Profilo linguistico-letterario, Ravenna: Ed. del Girasole, 1974.

Studi sullo spagnolomodifica | modifica sorgente

  • Miguel de Unamuno, der Dichterphilosoph des tragischen Lebensgefühls, Bern-München: Francke, 1962.
  • Cervantes: Leben und Werk des grossen Humoristen, Bern-München: Francke, 1963.

Linguistica romanzamodifica | modifica sorgente

  • "Entstehung und sinn der Gottlichen Komodie", Estr. da: Deutsches Dante-Jahrbuch, n. 44-45, 1967.
  • Erlebnis. Sinnbild. Mythos: Wege der Sinndeutung romanischer Dichtung. Ausgewahlte, Aufsatze und Vortrage, Bern-Munchen: Francke, 1968.
  • Umlaut und Diphtongierung in der Romania[6]; trad. it. dall'edizione francese (1970) di Maria Valeria Miniati e Sanzio Balducci, La dittongazione romanza e la riorganizzazione dei sistemi vocalici, Ravenna: Edizioni del Girasole, 1980.
  • Probleme und Prinzipien romanischer Sprachwissenschaft Tubingen: G. Narr, 1971.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Santi Muratori (1874-1943), fu direttore della Biblioteca Classense.
  2. ^ L'opera, elaborata a partire dal 1936, uscì nella sua versione definitiva pochi mesi dopo la morte dell'autore.
  3. ^ "Parlate romagnole. Saggi di parlato in trascrizione fonetica sulla base di registrazioni fonografiche. Rendiconti dell'Accademia delle Scienze di Vienna".
  4. ^ "Studi dialettali romagnoli. I. Fonologia dei testi antichi.
  5. ^ "Studi dialettali romagnoli. II. Fonologia delle parlate viventi".
  6. ^ "Metafonia e dittongazione nella Romània".

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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