Frossasco

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Frossasco
comune
Frossasco – Stemma Frossasco – Bandiera
Panorama dalla Rocca Vautero
Panorama dalla Rocca Vautero
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Franco Cuccolo (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 44°56′00″N 7°21′00″E / 44.933333°N 7.35°E44.933333; 7.35 (Frossasco)Coordinate: 44°56′00″N 7°21′00″E / 44.933333°N 7.35°E44.933333; 7.35 (Frossasco)
Altitudine 376 m s.l.m.
Superficie 20 km²
Abitanti 2 870[1] (31-12-2010)
Densità 143,5 ab./km²
Comuni confinanti Cantalupa, Cumiana, Pinasca, Pinerolo, Piscina, Roletto
Altre informazioni
Cod. postale 10060
Prefisso 0121
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001110
Cod. catastale D812
Targa TO
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Nome abitanti frossaschesi
Patrono san Donato
Giorno festivo 7 agosto
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Frossasco
Localizzazione del Comune di Frossasco nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Frossasco nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Frossasco (Frossasch in piemontese, Frosasc in occitano) è un comune italiano di 2.870 abitanti della provincia di Torino.

Si trova nella fascia pedemontana non lontano da Pinerolo, in Val Noce; fa parte della Comunità Montana Pinerolese Pedemontano. Tra il 1927 e il 1947 inglobò anche i vicini comuni di Cantalupa e Roletto.

Storiamodifica | modifica sorgente

Torre medioevale con sullo sfondo la Rocca Due Denti

Frossasco fu inizialmente popolata dai Celti, ma nella pianta del suo centro, vi sono chiari segni di insediamento dei Romani. In seguito vi si insediarono i popoli Longobardi, come si può rilevare dagli scavi archeologici effettuati in zona Bivio, che riportarono alla luce antiche necropoli. Frossasco, feudo dell'Abbazia di Novalesa, fu donato al monastero di santa Maria di Pinerolo dalla marchesa Adelaide di Susa, nel 1064. Il borgo è ceduto nel 1561 ai conti Provana di Leynì, e in seguito dal 1536 fino al 1539 è occupato dai francesi. Ritorna successivamente nelle mani dei Savoia ma ancora francese dal 1593 al 1595, fino a consolidarsi come comune italiano.

Luoghi d'interessemodifica | modifica sorgente

La porta in direzione di Cantalupa

Frossasco si presenta a pianta quadrata con vie che si intersecano ad angolo retto, secondo gli schemi degli accampamenti romani.

Fortificato dagli Acaja con mura, torri e fossati, conservava, unico paese in Piemonte, le quattro porte d'accesso: due di esse sono state distrutte e poi recentemente ricostruite. La Porta di San Donato, sulla strada per Cantalupa fu distrutta nella notte del 19 luglio 1965 da un atto vandalico con una carica di tritolo posta alla base e ricostruita negli anni successivi : una targa apposta nel 1971 ricorda il grave episodio .

Restano torri (la cinta difensiva ne comprendeva ventotto) e tratti delle mura del 1300; a sinistra della centrale Via Principe Amedeo, due notevoli case quattrocentesche di cui una con bifore adorne di cornici in cotto.

Chiesa di San Donatomodifica | modifica sorgente

La chiesa parrocchiale è dedicata a San Donato. È posta fuori le mura, nell'angolo Nord-Ovest dell'abitato. La chiesa ha origine antiche: la prima notizia certa parla di un'antica cappella sorta su un tempio pagano nel 1200 circa. La cappella fu poi ricostruita con una chiesa a tre navate, terminanti con altrettanti absidi pentagonali. All'interno della chiesa, sono di notevole interesse: il pulpito databile tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo e i numerosi affreschi del cinquecento. All'esterno sulla facciata principale sono da notare: un antico affresco di San Cristoforo ed a lato un secondo affresco del XVII raffigurante la Vergine col Bambino. In origine la facciata era in mattoni, poi ricoperti in calce. Il campanile a lato della chiesa, è della metà del Cinquecento.

Chiesa di San Bernardinomodifica | modifica sorgente

La chiesa realizzata con mattoni a vista, risulta edificata tra il 1760 e il 1770 su progetto dell'architetto Buniva. L'interno è ad un'unica navata con piccoli corridoi laterali. Dietro l'altare maggiore, è installato un coro di pregevole fattura, e sui lati due altari completano l'arredamento. Inoltre l'organo presente all'interno della chiesa, datato 1400, è uno dei più antichi presenti nel pinerolese. A fianco della chiesa, il campanile a sei piani con cuspide ottagonale.

Museimodifica | modifica sorgente

Museo del Gustomodifica | modifica sorgente

Situato nel centro storico di Frossasco, il museo del gusto (Museo unico in Italia per il suo genere) offre la possibilità di conoscere e scoprire prodotti tipici, eccellenze del territorio e non solo. Il museo offre un vero e proprio viaggio attraverso la cultura e la conoscenza del cibo, un percorso nell'esplorazione dei sensi. Il Museo del Gusto, insieme alla Scuola di Cucina situata nello stesso edificio, costituisce "L'ARGAL", dal piemontese "argalesse", che si propone come centro di valorizzazione del prodotto tipico. Il museo è gestito dall'Associazione Amici del Gusto.

Museo Regionale Emigrazione Piemontesi nel Mondomodifica | modifica sorgente

Il Museo, Situato in Piazza Donatori di Sangue nel centro storico di Frossasco, mira a evocare ed a dare rilievo al passato dei processi migratori in particolare quelli piemontesi, e a condividere le dinamiche di oggi e di domani verso i piemontesi che vivono e lavorano nel mondo.

Tradizioni folkloristichemodifica | modifica sorgente

Sagra degli Abbàmodifica | modifica sorgente

Festa patronale di Frossasco, che cade all'inizio del mese di agosto. L'origine della tradizione degli "Abbà", cioè di un comitato di festeggiamenti retto da un capofamiglia per ognuna delle quattro contrade del paese (Contrada San Bernardino, Madonnina, Castello e San Donato), è uno dei rarissimi esempi della conservazione di un nome che ricorda l'antica società medioevale, che vedeva nell'abate annuo, l'incaricato dell'organizzazione di feste, balli e intrattenimenti. Questa degli Abbà, è quindi una tradizione secolare, che a memoria vede coinvolti di anno in anno i capofamiglia con prole, eletti (con la durata in carica di due anni) per presiedere nei giorni dei festeggiamenti popolari i vari giochi, tornei e balli. Le manifestazioni, della durata di circa dieci giorni, sono maggiormente concentrate nella giornata della domenica, con la sfilata a cavallo dei figuranti in costume per le vie del paese, e dei successivi "giochi dei borghi" che assegnano alla contrada vincente uno stendardo, il "Leone Nero". Di contorno sono organizzati tornei sportivi, balli, mostre e spettecoli di vario genere. La Sagra vede nella giornata del martedì uno dei momenti più caratteristici dello scopo popolare di questa manifestazione: al campo sportivo "Lello Barbera", viene distribuita polenta e salsiccia con a seguire spettacoli per il divertimento di tutti.

La Leseramodifica | modifica sorgente

La “lesera”, che neve e freddo permettendo si svolge nel periodo natalizio è una delle manifestazioni più antiche di Frossasco. Viene preparata con il lavoro serale e notturno di volontari una pista di ghiaccio larga non più di settanta centimetri. Questa preparazione dura fino a quando la pista non è diventata un sottile strato ghiacciato ben levigato. Le "lese" sono particolari bassi slittini con i pattini di ferro. Per viaggiare sulla lesa, bisogna formare una "Cuncà", cioè una fila unita di minimo tre lese, dove trovano posto cinque persone. Un buon conduttore di cuncà può raggiungere una velocità di picco di 50 km/h.
In particolari occasioni viene organizzata la "pitulada": nel punto in cui la cuncà raggiunge la sua maggiore velocità, viene stesa una fune, dove vengono appesi polli e tacchini (pitu) morti, con un anello sul becco. Il concorrente che riesce ad agganciare l'anello con un apposito attrezzo si aggiudica l'animale. Nell'ultimo decennio, durante la sagra degli Abbà, viene organizzata anche una versione estiva della lesera. Al posto delle lame di ferro le "lese" vengono dotate di ruote su cuscinetti a sfera.

I Magninmodifica | modifica sorgente

È la festa dei coscritti, cioè dei diciottenni pronti a sottoporsi alla visita di leva. La Tradizione vuole che il venerdì grasso di carnevale, questi giovani "invadono" fragorosamente il paese fin dalle prime ore della notte e per tutto il giorno, su di un carro appositamente allestito, passando di casa in casa a raccogliere offerte. Sotto il nome di "magnin" si identifica anche il loro rigoroso costume. I "magnin" sono vestiti come i calderai (spazzacamini) di un tempo con ampi mantelli e il viso ricoperto di fuliggine.

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[2]

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Silvano Francia lista civica Sindaco
2009 in carica Franco Cuccolo lista civica Sindaco

Composizione della giunta comunale:

Sindaco: prof. Franco Cuccolo - Vice Sindaco: Marco Macello (Politiche giovanili, Lavori pubblici e Viabilità) - Assessore: Antonino Ferraro (Sport, Manifestazioni e Turismo) - Assessore: Daniele Giuseppe Mauro Castellino (Ambiente ed Ecologia) - Assessore: Giovanni Mazzarella (Cultura ed Istruzione)

Gemellaggimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Il Piemonte, paese per paese, vol. 3, Bonechi, 1994

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
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