Fumetto alternativo

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Quella di fumetto alternativo è una delle etichette che sono state date a quelle serie di fumetti che si diffusero a partire dai primi anni sessanta, grazie ad un piccolo gruppo di artisti che fondarono la rivista Zap comics[1], ed erano caratterizzate dall'ideale che gli artisti dovessero potersi esprimere liberamente e sperimentare. Per questo motivo i fumetti erano spesso autoprodotti dagli artisti stessi, che non dovevano quindi essere soggetti a rigide linee guida, pressioni, vincoli o censure, come poteva accadere invece a chi lavorava per gli editori dei "fumetti mainstream", come ad esempio la Marvel negli USA o la Sergio Bonelli in Italia.

Storicamente, anche in ragione delle aspirazioni quasi anarchiche - libertà dalle pastoie imposte da censura e strategie di mercato dei grandi editori, possibilità di affrontare argomenti e caratterizzazione dei personaggi considerate tabù, sperimentazione di trame al di fuori degli archetipi visitati dalla produzione mainstream - che ne sono alla base e dell'epoca in hanno iniziato a comparire - gli anni sessanta, i fumetti alternativi si sono contraddistinti per impostazioni ideologiche tendenzialmente di sinistra quando non apertamente anarchiche. Sarebbe però un errore dedurne che tale caratteristica, comune a molti progetti cui si può assegnare l'etichetta di fumetto alternativo, sia un elemento fondante della definizione.

Un esempio tutto in negativo (anche ideologicamente, essendo un prodotto razzista, omofobo e xenofobo) di fumetto alternativo è Kill Killer, miniserie italiana del 1999 che è considerata tra le peggiori opere a fumetti di sempre, autoprodotta, autodistribuita e autocorretta da un singolo autore.

Opere principalimodifica | modifica sorgente

  • La rivista francese Métal Hurlant (1974-1987), tradotta in tutto il mondo
  • La produzione libraria di Edizioni Ottaviano che negli anni settanta lanciò al debutto alcuni disegnatori esordienti o poco conosciuti come Jacopo Fo e Ro Marcenaro.
  • Il periodico The Comics Journal (dal gennaio 1977), incentrato su recensioni critiche della produzione fumettistica mondiale
  • InguineMAH!gazine presenta autori che si caratterizzano perché legati al mondo underground come immaginario e modalità di narrazione e disegno.
  • La rivista italiana Cannibale (1977-1979), sulle cui pagine è nato il fumetto RanXerox tradotto poi in tutto il mondo
  • La rivista italiana Schizzo a cura del Centro Andrea Pazienza
  • La rivista Interzona
  • La rivista RAW, fondata da Art Spiegelman nel 1980
  • La rivista francese Lapin edita da L'Association
  • La rivista francese Ego Comme X dell'omonima casa editrice
  • La rivista americana Kramer's Ergot
  • La rivista americana Top Shelf dell'omonima casa editrice
  • La rivista americana Drawn & Quarterly Showcase della Drawn & Quarterly
  • Maus (1980-1986, in gran parte), romanzo grafico di Art Spiegelman pubblicato nella rivista RAW.
  • Il fumetto Love and Rockets (1981-1996) dei fratelli Jaime, Gilbert e Mario Hernandez
  • Il fumetto Lloyd Llewelyn (1986-1987) e l'albo Eightball (dal 1989), entrambi di Daniel Clowes, secondo moltisenza fonte il principale esponente del fumetto alternativo
  • Il personaggio di Jimmy Corrigan creato da Chris Ware, contenuto nel romanzo grafico Jimmy Corrigan, the Smartest Kid on Earth (2000) e nel fumetto Acme Novelty Library

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Il fumetto underground

Altri progettimodifica | modifica sorgente

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