Gastone Bean

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Gastone Bean
Gastonebean.png
Dati biografici
Nazionalità bandiera Italia
Altezza 170 cm
Peso 70 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex attaccante)
Carriera
Giovanili
1946-1953
1953-1955
Canzian Canzian
Milan Milan
Squadre di club1
1955-1956 Piacenza Piacenza 21 (23)
1956-1960 Milan Milan 87 (39)
1960-1964 Genoa Genoa 123 (46)
1964-1967 Napoli Napoli 45 (10)
1967-1969 SPAL SPAL 22 (2)
1969-1972 Bellaria Bellaria 74 (18)
Nazionale
1957-1958 Italia Italia 4 (0)
Carriera da allenatore
1969-1973 Bellaria Bellaria
1973-1974 Ravenna Ravenna
1974-1975 Forli Forlì
1975-1977 Cattolica Cattolica
1980-1981 Lecco Lecco
1981-1983 Benevento Benevento
1983-1984 Barletta Barletta
1984-1985 Casertana Casertana
1985 Casarano Casarano
1986-1988 Campania Puteolana Campania Puteolana
1988-1989 Fasano Fasano
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Gastone Bean (San Canzian d'Isonzo, 11 agosto 1936) è un allenatore di calcio ed ex calciatore italiano, di ruolo attaccante.

Caratteristiche tecnichemodifica | modifica sorgente

Bean era un centravanti dotato di buona tecnica individuale, che si segnalava (soprattutto negli anni giovanili) per l'irruenza del proprio gioco[1].

Carrieramodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Gli esordi al Milanmodifica | modifica sorgente

Cresciuto nel San Canzian d'Isonzo[2], si trasferì giovanissimo al Milan, con cui militò nelle giovanili[3]. Passò poi in prestito, negli ultimi giorni del novembre 1955[4], al Piacenza[5], con cui segnò 23 gol in 21 gare nel campionato di Serie C 1955-1956, di cui 19 nel girone di ritorno[6] e sette in una sola gara[7], diventando miglior cannoniere della categoria in quella stagione[8].

La stagione successiva esordì in Serie A, il 14 ottobre 1956, in Padova-Milan 2-0[2]. Nonostante un certo scetticismo dovuto alla giovane età e all'inesperienza, Gipo Viani lo schierò regolarmente titolare per tutto il campionato[1]. Al termine della stagione i rossoneri conquistarono lo scudetto grazie al suo decisivo contributo, 17 reti[3], tra cui il gol iniziale nel derby del 10 marzo 1957, conclusosi con un pareggio per 1-1; fu il quarto migliore cannoniere della stagione[9], e fu votato come "Campione preferito 1957" dalla rivista Il calcio e il ciclismo illustrato[10]. Con Carlo Galli si alternò nel ruolo di centravanti: i due si spartirono l'ingombrante eredità di Gunnar Nordahl, passato alla Roma[2]. Nella stagione successiva, segnata dall'epatite virale che colpì lui ed altri compagni di squadra[11], mise a segno altre 10 reti, sempre in alternanza con Galli[12], mentre nel 1958-59 vinse un nuovo scudetto[13], da riserva di Altafini, realizzando 4 reti[3], di cui una doppietta il 2 giugno 1959 nella vittoria casalinga per 7-0 contro l'Udinese[13] che schierava il debuttante Tarcisio Burgnich[14].

Genoamodifica | modifica sorgente

Nonostante un ruolino di 39 reti in quattro stagioni, nel 1960 passò al Genoa, in Serie B, a fare coppia con Eddie Firmani. Il 2 aprile del 1961, nella gara in trasferta contro il Novara, Bean segnò quattro reti[15]; ciononostante, i Grifoni rimasero in Serie B a causa di una penalizzazione[3]. La promozione arrivò l'anno successivo, quando il Genoa chiuse il campionato con 64 gol segnati e undici punti di vantaggio sul Napoli, giunto secondo; Bean, congedato dal servizio militare[16] e schierato come ala sinistra, realizzò 20 reti, mentre Firmani si fermò a 17[3]. Rimase a Genova per quattro stagioni complessive[3], contribuendo con le sue reti alla conquista della Coppa delle Alpi 1964 e della Coppa dell'Amicizia 1963. La sua militanza nella squadra ligure fu ritenuta grande da Gianni Brera, che citò una delusione iniziale quando fu ceduto al Napoli, allora militante in Serie B[17].

Napolimodifica | modifica sorgente

Fu poi ceduto al Napoli, in Serie B, con cui conquistò una nuova promozione in massima serie, alla sua prima stagione in Campania, nella stagione 1964-1965[18]. Con i partenopei disputò sedici gare e segnando sette reti che lo resero secondo miglior cannoniere della squadra, tra queste vi fu il gol del 3-1 finale con cui la sua squadra batté a Parma, il 20 giugno 1965, la squadra locale, garantendo quindi la promozione dei campani[19]. L'anno seguente fu quindi tra i protagonisti della stagione dei partenopei: anche se chiuso da un attacco che comprendeva i nuovi acquisti Josè Altafini ed Omar Sívori, riuscì a disputare 17 partite impreziosite da tre reti[20], in un settore che fu il quarto migliore della Serie A, dove gli azzurri si piazzarono al terzo posto nella classifica finale[21], migliore piazzamento sino a quel momento della squadra[22]. Il nuovo campionato si aprì con molte speranze da parte dei tifosi, che fecero registrare un primato di presenze: il Napoli, con problemi a livello dirigenziali da affrontare, lo chiuse al quarto posto[23], con Bean che realizzò una rete (in casa, il 26 febbraio 1967, nel 3-0 all'Atalanta) in dodici gare[24].

Le ultime stagionimodifica | modifica sorgente
Bean con la maglia azzurra della Nazionale italiana

Vestì quindi, in Serie A, la maglia della SPAL, nel 1967, quando Paolo Mazza tentò, con il suo inserimento, di dare più incisività all'attacco biancoazzurro; il suo rendimento fu però condizionato da un infortunio al ginocchio patito a Napoli[3], e in tutta la stagione collezionò solamente 6 presenze (più una nella Coppa dell'Amicizia[25], le ultime delle sue 174 nella massima serie[6]. Restò a Ferrara in Serie B anche l'anno successivo, disputando 16 partite in un'annata che vide una nuova retrocessione della formazione spallina[26]; chiuse la carriera nel 1969, al Bellaria[3], come giocatore-allenatore.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Dopo aver giocato con la Nazionale Giovanile a Marsiglia e in Nazionale B a Cagliari contro la Nazionale spagnola[27], entrò nel novero dei convocati in Nazionale nel periodo del flop nella qualificazione ai Mondiali svedesi del 1958. Esordì a Lisbona, in occasione della gara persa per 3-0 contro il Portogallo[3], gara in cui, secondo il giornalista Leone Boccali, non demeritò[28]. Inoltre prese parte alla gara di Belfast del 4 dicembre 1957 (spareggio per l'ammissione ai Mondiali declassato ad amichevole per l'assenza dell'arbitro[3]), partita resa complicata dalle accuse di uso di doping da parte della stampa britannica e dall'uso di oriundi[29]. In totale ha disputato 4 partite con la maglia azzurra[30].

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Iniziò dunque la carriera di allenatore, che svolse prevalentemente in Serie C. Allenò formazioni romagnole (Ravenna[31], Forlì, Cattolica[32]), per poi trasferirsi al Sud alla guida del Benevento[33]: con i campani ottiene il nono posto ex aequo nella stagione 1982-1983, con il secondo peggiore attacco della stagione e la settima migliore difesa[34].

Resta al sud guidando il Barletta[3], che allena per 15 partite. Dopo essere subentrato a Gianni Corelli, esordisce da allenatore dei biancorossi in Barletta-Foggia 2-0, valevole per la quarta giornata di ritorno del campionato di Serie C1 1983-1984, totalizzando 6 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte. Al termine della stagione viene sostituito da Mario Facco, e prosegue la carriera sulle panchine di Casertana[35], Casarano[2], Campania Puteolana[36][37] e Fasano[38]. Ritiratosi, vive a Bellaria-Igea Marina[3].

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Milan: 1956-1957, 1958-1959
Genoa: 1961-1962

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b L'erede di Nordahl in Sport Sud, 18 dicembre 1956, p. 3.
  2. ^ a b c d Profilo su Magliarossonera.it
  3. ^ a b c d e f g h i j k l Intervista a Gastone Bean Filippofabbri.net collegamento interrotto
  4. ^ Il caso Piombino: un illecito che fa discutere Storiapiacenza1919.it
  5. ^ Rosa 1955-1956 Storiapiacenza1919.it
  6. ^ a b Bottazzini, Fontanelli, op. cit., p.194
  7. ^ Piacenza-Lecco 9-4 - Stagione 1955-1956 Storiapiacenza1919.it
  8. ^ (EN) Italy - Serie C1 Top Scorers Rsssf.com
  9. ^ (EN) Italy 1956-1957 Rsssf.com
  10. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 24, 13 giugno 1957, pagina 7
  11. ^ Tra Juventus e Torino, La Stampa, 11 giugno 1957, pag.5
  12. ^ Stagione 1957-1958 Magliarossonera.it
  13. ^ a b (EN) Italy 1958-1959 Rsssf.com
  14. ^ Tarcisio Burgnich, “la Roccia”. Praticamente, una leggenda Tellusfolio.it
  15. ^ Nel 1961 exploit di Gastone Bean nella partita contro il Novara Tuttomercatoweb.com
  16. ^ La Gazzetta dello Sport, 6 gennaio 1962, pag.4
  17. ^ Brera, op. cit., p.535
  18. ^ Carratelli, op. cit., p.156
  19. ^ Carratelli, op. cit., p.157
  20. ^ Carratelli, op. cit., p.165
  21. ^ Carratelli, op. cit., p.164
  22. ^ Carratelli, op. cit., p.418
  23. ^ Carratelli, op. cit., p.168
  24. ^ Carratelli, op. cit., p.169
  25. ^ Fontanelli, Negri, op. cit., p.212
  26. ^ Fontanelli, Negri, op. cit., p.214
  27. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 21, 23 maggio 1957, pagina 2
  28. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 22, 30 maggio 1957, pagina 3
  29. ^ Il calcio e il ciclismo illustrato, numero 50, 12 dicembre 1957, pag.17
  30. ^ I nazionali Storiapiacenza1919.it
  31. ^ Piacenza-Ravenna 2-1 - Stagione 1973-1974 Storiapiacenza1919.it
  32. ^ Storia del Cattolica Calcio Cattolicacalcio.com
  33. ^ Storia Benevento 1980-1990 Lostregone.net
  34. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1984, ed.Panini, pag.294
  35. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1986, ed.Panini, pag.299
  36. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1987, ed.Panini, pag.303
  37. ^ Almanacco illustrato del Calcio 1988, ed.Panini, pag.308
  38. ^ Storia del Fasano Asfasano.it collegamento interrotto

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Mimmo Carratelli, La grande Storia del Napoli, Gianni Marchesini Editore. ISBN 978-88-88225-19-7.
  • Gianni Brera, Franco Tomati, Genoa Amore mio, Nuove Edizioni Periodiche.
  • Davide Rota, Dizionario illustrato dei giocatori genoani, De Ferrari, 2008.
  • Paolo Negri, Carlo Fontanelli, Il calcio a Ferrara, GEO Edizioni.
  • Giovanni Bottazzini, Carlo Fontanelli, Piacenza90: partite, protagonisti e immagini, Geo Edizioni, 2009.







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