Geltrude Comensoli

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Geltrude Comensoli
Casa di Geltrude Comensoli a Bienno
Casa di Geltrude Comensoli a Bienno

Religiosa

Nascita Bienno, 18 gennaio 1847
Morte Bergamo, 18 febbraio 1903
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 1º ottobre 1989
Canonizzazione Basilica di San Pietro, 26 aprile 2009
Ricorrenza 18 febbraio

Geltrude Comensoli, al secolo Caterina (Bienno, 18 gennaio 1847Bergamo, 18 febbraio 1903), è stata una religiosa italiana, proclamata santa nel 2009 da papa Benedetto XVI.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Santa Geltrude nasce a Bienno, in Val Camonica, allora sotto il Regno Lombardo-Veneto. Caterina Comensoli cresce in una famiglia con dieci fratelli e sorelle, della quale sopravvivono solo tre femmine: Bartolomea, Cristina e appunto Caterina.

Il padre Carlo è "fucinaro" presso l'industrie ferrose locali, la madre Anna Maria Milesi era invece sarta.

Riceve la prima Comunione precocemente a sei anni e nel 1867 entra nella Compagnia di Sant'Angela Merici.

Il 15 dicembre 1882 decide di fondare, con Francesco Spinelli, l'istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento (da cui ebbe origine anche quello delle Suore Sacramentine) e di prendere il nome di suor Geltrude.

Il 1º novembre 1894 apre una casa di suore a Castelnuovo Bocca d'Adda e negli stessi anni a Lavagna, in provincia di Lodi.

Muore il 18 febbraio 1903, il 1º ottobre 1989 è proclamata beata da papa Giovanni Paolo II, il 26 febbraio 2009 è stata canonizzata da papa Benedetto XVI, che ne ha dato evidenza nella solenne cerimonia del 26 aprile 2009.

Il miracolo per la canonizzazionemodifica | modifica sorgente

Per la canonizzazione della beata Geltrude Comensoli, la Chiesa cattolica ha ritenuto miracolosa la guarigione di Vasco Ricchini, guarito nel 2001 da una grave forma di meningite.

Vasco, abitante ad Agnosine, in provincia di Brescia, all'età di quattro anni, la sera del 29 settembre 2001, cominciò a manifestare una sindrome meningea.

Privo di coscienza, venne ricoverato durante la notte al pronto soccorso nel reparto di rianimazione, dove fu intubato e sottoposto a ventilazione meccanica. Il 2 ottobre si manifestò anche una sindrome da insufficienza multiorgano con polisierosite, che rese la prognosi estremamente riservata, con imminente pericolo di vita, anche a causa della compromissione del tronco encefalico.

Per iniziativa delle Suore Sacramentine, che dirigevano la scuola per l'infanzia frequentata da Vasco, la comunità di Agnosine si mobilitò: iniziarono preghiere individuali e collettive, con l'avvio il 3 ottobre di una novena alla beata Geltrude, una cui immagine con le reliquie, insieme a un'immagine di Padre Pio, fu messa sotto la testa del bambino.

Nella notte fra il 3 e il 4 ottobre si verificò un miglioramento e Vasco aprì gli occhi, il 5 ottobre fu estubato, l'11 uscì dalla terapia intensiva e il 17 ottobre 2001 fu dimesso senza postumi.

Il caso, dopo il processo diocesano, fu sottoposto alla Congregazione per le Cause dei Santi che promulgò il decreto sul miracolo, dichiarando l'inspiegabilità della guarigione, rapida, completa e duratura[1]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Miracolo Vasco

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Roberto Alborghetti, Santa Geltrude Comensoli. Una vita per l'Eucaristia, Elledici, 2009
  • Goffredo Zanchi, Geltrude Comensoli. L'abbandono in colui che tutto può (1847-1903), Editore Glossa, 2005

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie

[[Categoria:Sante orsoline]|Geltrude Comensoli]








Creative Commons License