Gerardo De Michele

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Gerardo De Michele (Cesa, 1917Napoli, 25 novembre 1995) è stato un medico e politico italiano.

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Allievo del professor Omodei-Zorini all'Università di Napoli, De Michele svolse la sua attività di primario tisiologo presso l'Ospedale Antonio Cardarelli. Come politico svolse attività ultra trentennale divenendo sindaco di Napoli nel 1970, carica che mantenne per un quadriennio fino al 1974. Nei quattro anni in cui fu primo cittadino prese importantissimi provvedimenti, quali la firma del primo Piano Regolatore della città, l'inaugurazione – assieme al Presidente della Repubblica Giovanni Leone dell'ospedale per malattie infettive Domenico Cutugno e l'organizzazione in soli quattro giorni della vaccinazione anticolera durante l'epidemia che colpì Napoli nel 1973.

In proposito ci piace riferire quanto disse il professor Antonio Guarino, all'epoca docente universitario: ”Quando scoppiò il colera, De Michele si dimostrò grandissimo medico: fu lui l'organizzatore dell'impianto immunologico della città; intervenne anche il Ministero, ma fu De Michele a far affluire in città siringhe da ogni parte d'Italia”. Come politico, probabilmente è ancora detentore di un record: in più di 30 anni di vita politica – era stato, prima di diventare sindaco, assessore all'Assistenza ed alla Sanità del Comune dal 1962 al 1970 - non fu mai toccato da indagini, ebbe insomma il grande merito di andar via dal Palazzo San Giacomo senza farsi coinvolgere in nessuno di quelli che sarebbero diventati scandali usuali della “prima repubblica”.

Rimase in ruolo fino al 1987, diventando poi primario pneumologo emerito dell'ospedale Cardarelli. Aveva, tra le altre, due grandi qualità: era dotato di una vivida intelligenza, per cui prendeva decisioni che anticipavano i tempi; inoltre, non amava i voli pindarici, era concreto e essenziale. Le sue brillanti intuizioni lo portarono a istituire la prima sezione ospedaliera di fisiopatologia respiratoria e a fondare il primo Dipartimento di pneumologia in Italia nel 1972, anticipando la moderna organizzazione delle ASL.

Era di carattere riservato, a volte al limite dell'introversione; non gli piaceva esibirsi, caratteristica tanto diffusa ai giorni nostri. Il suo costante impegno rivolto ai malati e quel modo di lavorare sempre lontano dalla platea ci fanno venire in mente quello che Alessandro Manzoni diceva a proposito dell'umana esistenza: “La vita non è già destinata ad essere un peso per molti e una festa per pochi, ma per tutti un impegno del quale ognuno renderà conto”.








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