Giacomo Miari

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sen. Giacomo Miari de Cumani
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Padova
Data nascita 11 agosto 1870
Luogo morte Padova
Data morte 22 maggio 1946
Titolo di studio Laurea in ingegneria
Professione Militare di carriera (Aeronautica)
Data 24 gennaio 1929
Incarichi parlamentari
  • membro della commissione per le petizioni (8 marzo 1930 - 19 gennaio 1934)
  • membro della commissione per il regolamento interno (1º maggio 1934 - 2 marzo 1939)
  • membro della commissione di finanze (17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
  • membro della commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (17 aprile 1939 - 5 agosto 1943)
Pagina istituzionale

Giacomo Miari de Cumani (Padova, 11 agosto 1870Padova, 22 maggio 1946) è stato un imprenditore, generale e politico italiano. È il fondatore della prima industria automobilistica italiana.

Discendente da un'agiata famiglia padovana, era il primogenito del conte Felice Miari e della contessa Antonia Rota de Cumani, ultima e ricchissima erede dell'antica famiglia veneta dei Cumano-Fontana.

Mostrò subito una grande interesse per la meccanica e fu avviato agli studi di ingegneria presso l'università di Padova, ov'era docente il celebre inventore Enrico Bernardi.

Dopo il conseguimento della laurea, insieme al compagno di studi Francesco Giusti, decise di avviare la produzione industriale del prototipo di autovettura con motore a benzina realizzato dal professor Bernardi e, nel 1894, fondò la Miari & Giusti, prima casa automobilistica d'Italia.[1]

Nel 1898 lasciò l'impresa per la carriera militare nella neonata sezione aeronautica del genio, dove poté continuare a coltivare la sua passione per i motori. Venne messo in congedo nel 1934, con il grado di generale di brigata.

Al termine del primo decennio del nuovo secolo si dedicò anche alla politica locale, divenendo consigliere comunale e provinciale a Padova. Le elezioni del 1909, videro l'opposizione dei cattolici intransigenti padovani, guidati dal vescovo Luigi Pellizzo, alla candidatura dell'economista Luigi Luzzatti, proposto dai liberali, il quale aveva osato dichiararsi contrario all'insegnamento religioso nelle scuole. Le due fazioni avevano la forza per imporre un proprio candidato e raggiunsero un compromesso sulla candidatura di Miari che accettò e venne eletto deputato della XXIII legislatura, mantenendo la carica anche nelle due legislazioni successive e, infine, ottenendo la nomina a senatore del regno nel gennaio 1929.

Dopo il Proclama di Badoglio, essendosi rifiutato di aderire fattivamente alla Repubblica Sociale Italiana, venne inserito nelle liste di proscrizione repubblichine e, arrestato nottetempo, fu rinchiuso nel carcere dei Paolotti, insieme all'ex socio Giusti. In seguito all'intervento del vescovo di Padova, furono entrambi liberati dopo alcuni giorni.[2]

Nell'agosto 1944 Miari venne incluso nell'elenco dei "Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato" e deferito all'Alta Corte di Giustizia per le sanzioni contro il Fascismo che, il 30 agosto 1945, ne ordinò la decadenza dalla carica di senatore.[3]

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
— 21 giugno 1914
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
— 27 dicembre 1916
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia
— 11 aprile 1919
Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 9 settembre 1915
Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 24 marzo 1916
Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 13 gennaio 1918
Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
— 28 ottobre 1937
Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine militare di Savoia
— 17 maggio 1919

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Si veda pagina 3 di questo documento
  2. ^ Si veda pagina 31 di questo documento
  3. ^ Scheda senatore MIARI DE CUMANI Giacomo, dal sito del Senato della Repubblica.







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