Giacomo il Giusto

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
San Giacomo il Giusto
Sveti apostol Jakov brat Gospodnji.jpg

Fratello del Signore, vescovo e martire

Nascita circa 5
Morte 62
Venerato da Chiesa ortodossa
Ricorrenza 23 ottobre
Attributi vestito da vescovo, clava o bastone (simbolo del martirio)

Giacomo il Giusto (... – Gerusalemme, 62) è stato il capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la morte di Gesù[1]. È distinto dall'apostolo Giacomo attraverso vari epiteti, è chiamato Giacomo il fratello del Signore da Paolo (Galati 1,19 Ga1,19), Giacomo il Giusto da Egesippo e altri, Giacomo di Gerusalemme, Giacomo Adelphotheos e in altri modi ancora.

Le informazioni sulla sua vita sono scarse e ambigue; esclusi una manciata di riferimenti nei vangeli (Mc6,3-4; Mt13,55-56), le fonti principali della sua vita sono gli Atti degli apostoli (At12,17;15,13;21,18), le lettere di Paolo (Gal1,19;2,9), le Antichità giudaiche e san Girolamo (il quale cita la definizione di Egesippo). La lettera di Giacomo del Nuovo Testamento è tradizionalmente attribuita a lui.

Notizie biografichemodifica | modifica sorgente

Giacomo (ebraico: יעקב Ya'akov; greco Ἰάκωβος Iákōbos), detto il Giusto (Vangelo di Tommaso 12), aveva un ruolo di primo piano nella Chiesa di Gerusalemme, affidatogli da Gesù[2][3][4]. In Gal1,19 è da Paolo definito 'apostolo'. Giuseppe Flavio afferma che divenne il capo della Chiesa di Gerusalemme dopo la morte di Gesù e ne colloca la morte nel 62 d.C. per lapidazione su comando del sommo sacerdote Anano (Anania).[5]

Eusebio di Cesarea e Girolamo lo identificano come l'autore della neotestamentaria Lettera di Giacomo,[6] dove nell'incipit l'autore si autoidentifica come 'servo' di Gesù Cristo, non con il ricorrente epiteto neotestamentario di "fratello"; alcuni studiosi la ritengono pseudoepigrafica, attribuita a Giacomo solo per aumentarne l'autorevolezza.[7] Altre opere attribuite a Giacomo sono la Prima apocalisse di Giacomo, la Seconda apocalisse di Giacomo, il Libro segreto di Giacomo e il Protovangelo di Giacomo.

Va sicuramente distinto da Giacomo il Maggiore (cosiddetto in opposizione al 'minore'), apostolo, fratello di Giovanni e figlio di Zebedeo e Salomè, che fu fatto uccidere da Erode Agrippa nel 42 (At12,2).

Relazione con Gesùmodifica | modifica sorgente

I "fratelli di Gesù" — Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda — sono menzionati nei vangeli di Matteo (Mt13,55-56) e Marco (Mc6,3-4). Il nome di Giacomo appare sempre in prima posizione, il che suggerisce che si trattasse del più anziano dei quattro[8].

In un passaggio delle Antichità Giudaiche (20.9.1), Giuseppe Flavio descrive Giacomo come il fratello di Gesù chiamato il Cristo, tuttavia non è possibile sapere se questo passo sia originale o una successiva aggiunta di un copista cristiano.

Paolo, raccontando la sua conversione, afferma: "Dopo tre giorni andai a Gerusalemme per visitare Cefa e rimasi con lui quindici giorni. Ma non vidi nessuno degli altri apostoli, escluso Giacomo il fratello del Signore" (Ga1,19).

L'interpretazione della frase "fratello del Signore", e delle altre frasi simili, si divide tra quelli che la interpretano letteralmente e quelli che, presumendo la perpetua verginità di Maria, non ne accettano una interpretazione letterale. All'interno della religione cristiana i fratelli di Gesù sono considerati in maniera differente: sono considerati fratelli di sangue dalle Chiese protestanti, fratellastri dagli ortodossi, cugini dai cattolici e dai primi riformatori protestanti (soprattutto Lutero, Calvino e Zwingli).

Nell'interpretazione cattolica tradizionale dei fratelli di Gesù[9] Giacomo il Giusto viene identificato con l'apostolo Giacomo di Alfeo, detto anche "il minore", fratello di Giuseppe-Ioses, figlio di Alfeo-Clèofa (varianti dell'aramaico ellenizzato Halfay) e di un'anonima Maria. Per i biblisti protestanti, la Chiesa ortodossa e per alcuni cattolici (p. es. Blinzler[10]) invece Giacomo il Giusto, "fratello" di Gesù, va distinto da Giacomo il minore.

Cultomodifica | modifica sorgente

Per la Chiesa ortodossa, che ha sempre distinto Giacomo il Giusto, primo vescovo di Gerusalemme, da qualsiasi altro Giacomo citato nei Vangeli, il giorno della sua festa è il 23 ottobre e il 26 dicembre. Altre confessioni lo commemorano il giorno di Giacomo il Minore.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XX.200; Eusebio di Cesarea, Storia ecclesiastica, I.12.1, I.12.4, II.23.4; Girolamo, De Viris Illustribus, II.
  2. ^ Epifanio di Salamina, The Panarion of Epiphanius of Salamis, Book II and III, 78, 7, 7
  3. ^ Riconoscimenti pseudoclementini, 1, 43
  4. ^ Vangelo di Tommaso, 12
  5. ^ Giuseppe Flavio, xx.9.
  6. ^ Eusebio di Cesarea, ii.23.25; Girolamo, De Viris Illustribus ii.
  7. ^ Kummel, Introduction to the New Testament, pp. 412-3; Udo Schnelle, The History and Theology of the New Testament Writings, pp. 385-386.
  8. ^ James Tabor, The Jesus Dynasty: A New Historical Investigation of Jesus, His Royal Family, and the Birth of Christianity, Simon & Schuster, 2006, isbn = 0743287231
  9. ^ Vedi Catechismo della Chiesa Cattolica n. 500: "Giacomo e Giuseppe, 'fratelli di Gesù' (Mt13,55) sono i figli di una Maria discepola di Cristo, la quale è designata in modo significativo come 'l'altra Maria' (Mt28,1)", che riprende l'interpretazione tradizionale di Girolamo: "Giacomo... alcuni ritengono che fosse figlio di Giuseppe con un'altra moglie ma a me pare piuttosto il figlio di Maria sorella della madre di nostro Signore di cui Giovanni fa menzione nel suo libro" (Girolamo, De Viris Illustribus ii).
  10. ^ Die Brüder und Schwestern Jesu. Stuttgarter Bibelstudien 21, Stuttgart 1967. Tr. it. I fratelli e le sorelle di Gesù, Paideia, Brescia 1974.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Controllo di autorità VIAF: 60516589 LCCN: n85138635








Creative Commons License