Gian Luigi Rondi

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Gian Luigi Rondi con Carlo Azeglio Ciampi

Gian Luigi Rondi (Tirano, 10 dicembre 1921) è un critico cinematografico italiano. Decano dei critici italiani, è presidente dell'Ente David di Donatello e Commissario straordinario della Siae.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Formazionemodifica | modifica sorgente

Nato in Valtellina, a soli 4 anni si trasferisce con la famiglia a Genova, nuova destinazione del padre, promosso capitano dei Carabinieri. Nel capoluogo ligure frequenta il Liceo classico Andrea D'Oria poi il Cristoforo Colombo fino al quinto ginnasio quando, nel 1935 c'è un nuovo trasferimento del padre, a Roma, per cui completa gli studi presso il Liceo classico statale Giulio Cesare nel 1940.

Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza ed è congedato dal servizio di leva per un problema cardiaco. Quando si laurea nel 1945 ha già al suo attivo una collaborazione con Voce Operaia, organo del Movimento dei Cattolici Comunisti, nel quale svolge attività partigiana.

Nel 1945 dirige la rivista Teatro, e collabora con Silvio D'Amico alla redazione di biografie teatrali e cinematografiche per l' Enciclopedia dello Spettacolo da lui stesso diretta.

Il giornalismo cinematografico e la Biennale di Veneziamodifica | modifica sorgente

Nel 1946 si iscrive all'Albo dei giornalisti professionisti dopo aver collaborato anche alla cronaca del quotidiano Il Tempo, per il quale l'anno successivo comincia ad essere il critico cinematografico, incarico che ricopre ancora oggi.

Dal 1948 è corrispondente del quotidiano francese Le Figaro, dei periodici francesi Cinémonde e Le Film Français, del periodico belga Cinérevue. Critico cinematografico de La Fiera Letteraria, tiene corsi di storia ed estetica del cinema all'Università Internazionale Pro Deo (oggi Luiss).

Nel 1949 è per la prima volta membro della giuria alla Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (X edizione). Nel 1950 comincia la collaborazione per il Giornale Radio che durerà fino al 1995.

Negli anni cinquanta si concentra la sua attività di sceneggiatore. Collabora con registi come Georg Wilhelm Pabst, Joseph L. Mankiewicz, René Clair, Jean Delannoy e Ladislao Vajda. Contribuisce soprattutto alla realizzazione di alcuni documentari di carattere storico e biografico e ne firma anche alcuni come regista.

Nel 1951 in Francia viene insignito del titolo di Cavaliere della Legion d'Onore e intanto prosegue parallelamente all'attività di critico e di saggista, quella di docente universitario (Storia del cinema italiano all'Università per Stranieri di Perugia e all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, storia ed estetica del cinema alla Pontificia Università Gregoriana di Roma).

Con gli anni sessanta comincia la sua collaborazione anche per la televisione. Cura diversi cicli cinematografici dedicati a grandi registi. La sua fama e autorevolezza sono sempre più internazionali come testimoniano la partecipazione alle giurie dei più grandi festival di tutto il mondo. Dopo Venezia arrivano infatti Berlino (1961), Cannes (1963), Rio de Janeiro (1965), San Sebastian (1968).

Importante l'opera di riforma degli Incontri Internazionali del Cinema di Sorrento, che dal 1966 in poi saranno monografici, dedicati ogni anno ad un autore. Rondi li dirige fino al 1990.

Prosegue con successo l'attività sulla carta stampata, in radio, televisione e presso le giurie dei più importanti festival internazionali e, intanto, nel 1970, fonda il "Festival delle Nazioni" di Taormina del quale è anche direttore artistico. Nel 1971 fa il suo ingresso alla Biennale di Venezia come Commissario, incarico che lascia dopo due anni in polemica per la mancata riforma dell'ente, e nel primo anno come commissario ne venne chiesto il licenziamento per l'inserimento del film I diavoli alla mostra di Venezia [1]. Il ritorno a Venezia avviene nel 1983 e nei quattro anni nei quali è Direttore della Mostra ridà smalto alla manifestazione, rendendosi protagonista anche di discusse scelte, come l'esclusione dalla selezione del film Velluto blu di David Lynch, interpretato da una giovane Isabella Rossellini, dichiarandosi offeso e disgustato dall'opera, con l'unica consolazione che la sua amica Ingrid Bergman non fosse viva per assistere allo "scempio immorale" cui a suo dire veniva sottoposta la figlia nella pellicola. Con ciò il Rondi oltre che bigotto e ottuso si dimostrava anche incompetente nel suo campo, non essendo capace di scindere la vicenda narrata filmicamente dal reale vissuto dell'attrice, del resto, nel film Lynchiano il masochismo della donna interpretata dalla Rossellini, lungi dall'essere un elemento di morbosità gratuita o di titillamento dello spettatore era usato molto onestamente come elemento di analisi psicologica e di effettivo 'storytelling' cinematografico. Dopo questo enorme inciampo che dimostrava come ormai il Rondi non avesse più alcun punto di contatto col cinema contemporaneo (il film di David Lynch è infatti universalmente ritenuto un capolavoro e forse uno dei migliori film di tutti gli anni '80) a Rondi non rimane che sfruttare la sua fama passata per presiedere festival di secondo piano come il Festival di Locarno, nel 1988; in seguito viene nominato, dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, membro del Consiglio direttivo della Biennale di Venezia, 'sinecura' garantitaglia dai suoi appoggi politici, con durata quadriennale.

Il Premio David di Donatello e Il Festival Internazionale del Film di Romamodifica | modifica sorgente

Dal 1993 al 1997 è Presidente della Biennale di Venezia.

Il 3 marzo 2011 è stato nominato dal governo Berlusconi commissario straordinario della Siae.

Dal giugno 2008 al febbraio 2012 è Presidente della Fondazione Cinema per Roma, sovraintendendo al Festival Internazionale del Film di Roma diretto da Piera Detassis.

Oggi, cede alle lusinghe della TV partecipando alla trasmissione televisiva di Raiuno Cinematografo condotta da Gigi Marzullo e presiede l'Ente David di Donatello che assegna ogni anno il David di Donatello, il più prestigioso premio cinematografico italiano.

Il fratello minore, Brunello Rondi (1924-1989), è stato un regista e sceneggiatore, noto soprattutto per la sua lunga collaborazione con Federico Fellini.

Pubblicazionimodifica | modifica sorgente

Una lista parziale delle pubblicazioni ad opera di Gian Luigi Rondi:

  • Quaderni della Mostra di Venezia. 1951.
  • Cinema Italiano Oggi, ed. Bestelli. 1952 e 1966.
  • La Regia. ed ERI, 1955.
  • Renoir. ed. RAI, 1970.
  • Sette domande a quarantanove registi. ed. SEI, 1975.
  • Il cinema dei maestri. ed. Rusconi, 1980.
  • Un lungo viaggio. ed. Le Monnier, 1998.
  • Prima delle Prime. ed. Bulzoni, 1998.
  • Kurosawa, Bergman e gli altri, parte I – parte II. ed. Le Monnier, 2000.
  • Un lungo viaggio 2. ed. Le Monnier, 2001.
  • Rondi visto da vicino conversazioni con Simone Casavecchia.Quaranta tavole fotografiche. Edizioni Sabinae, 2008.
  • Immagini del Cinema viste da Gian Luigi Rondi. Con un'intervista a Gina Lollobrigida e una testimonianza di Paolo e Vittorio Taviani. A cura di Simone Casavecchia. Volume illustrato e cartonato. (San Marino Film Festival) Edizioni Sabinae, 2013.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Onorificenze italianemodifica | modifica sorgente

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 3 gennaio 1981[2]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 27 dicembre 1968[3]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell'arte
— 14 giugno 1975[4]

Onorificenze stranieremodifica | modifica sorgente

Cavaliere della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'Onore (Francia)
— 1951
Commendatore di Alfonso X il Saggio (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Alfonso X il Saggio (Spagna)
— 1953
Cavaliere di San Gregorio Magno (Santa Sede) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di San Gregorio Magno (Santa Sede)
Cavaliere di Isabella la Cattolica (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Isabella la Cattolica (Spagna)
Cavaliere delle Palme Accademiche (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere delle Palme Accademiche (Francia)
Croce al Merito Melitense di I Classe con Corona (Sovrano Militare Ordine di Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Croce al Merito Melitense di I Classe con Corona (Sovrano Militare Ordine di Malta)
Cavaliere di Grazia Magistrale (Sovrano Militare Ordine di Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Grazia Magistrale (Sovrano Militare Ordine di Malta)
Commendatore dell'Ordine Reale di Vasa (Svezia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine Reale di Vasa (Svezia)
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro della Cultura (Cecoslovacchia)
Ufficiale dell'Ordine della Corona (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine della Corona (Belgio)
Ufficiale della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale della Legion d'Onore (Francia)
immagine del nastrino non ancora presente Commendatore al Merito (Repubblica Federale Tedesca)
immagine del nastrino non ancora presente Grand'Ufficiale dell'Ordine della Bandiera (Iugoslavia)
Grand'Ufficiale dell'Ordine del Leon Bianco (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine del Leon Bianco (Finlandia)
Commendatore con Placca dell'Ordine dell'Infante Dom Enrique (Portogallo) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore con Placca dell'Ordine dell'Infante Dom Enrique (Portogallo)
Commendatore al Merito Civile (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore al Merito Civile (Spagna)
Commendatore di Leopoldo II (Belgio) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Leopoldo II (Belgio)
Commendatore al Merito (Egitto) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore al Merito (Egitto)
Cavaliere di Orange-Nassau (Paesi Bassi) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Orange-Nassau (Paesi Bassi)
immagine del nastrino non ancora presente Commendatore delle Arti e delle Lettere (Francia)
immagine del nastrino non ancora presente Stella al Merito per la cultura (Ungheria)
immagine del nastrino non ancora presente Medaglia d'oro della Cultura (Polonia)
Gran Croce di Grazia Magistrale (Sovrano Militare Ordine di Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce di Grazia Magistrale (Sovrano Militare Ordine di Malta)
Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (Repubblica di San Marino) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce dell'Ordine di Sant'Agata (Repubblica di San Marino)
immagine del nastrino non ancora presente Gran Croce dell'Ordine della Corona di Iugoslavia (Yugoslavia)
Gran Croce al Merito Melitense (Sovrano Militare Ordine di Malta) - nastrino per uniforme ordinaria Gran Croce al Merito Melitense (Sovrano Militare Ordine di Malta)
immagine del nastrino non ancora presente Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Austriaca (Austria)
Grande Ufficiale dell'Ordine di Maggio (Repubblica Argentina) - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine di Maggio (Repubblica Argentina)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Olmi: la Chiesa sbaglia a colpire la Mostra, Corriere della Sera, 07-09-1999, pp. 34. URL consultato il 24-8-2010.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  3. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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