Gianluca Pessotto

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Gianluca Pessotto
Gianluca Pessotto.jpg
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Altezza 173 cm
Peso 72 kg
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Difensore
Ritirato 2006
Carriera
Giovanili
1987-1989 Milan Milan
Squadre di club1
1989-1991 Varese Varese 64 (1)
1991-1992 Massese Massese 22 (1)
1992-1993 Bologna Bologna 21 (1)
1993-1994 Verona Verona 34 (3)
1994-1995 Torino Torino 32 (1)
1995-2006 Juventus Juventus 243 (2)
Nazionale
1987
1996-2002
Italia Italia U-17
Italia Italia
6 (1)
22 (0)
Palmarès
UEFA European Cup.svg  Europei di calcio
Argento Belgio-Olanda 2000
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º luglio 2008

Gianluca Pessotto (Latisana, 11 agosto 1970) è un dirigente sportivo ed ex calciatore italiano, di ruolo difensore. Attualmente è responsabile organizzativo del settore giovanile della Juventus.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Ha un fratello, Vanni, anch'egli calciatore professionista fino al 2008, con all'attivo la militanza per due stagioni in massima serie con la Cremonese, 47 presenze in Serie B e conclusione di carriera fra Serie C1 e Serie C2.[1]

È fra i pochi calciatori italiani che hanno conseguito una laurea, in Legge nel suo caso, durante la militanza nella massima serie, e questo gli vale il soprannome di "Professorino".[2]

La mattina del 27 giugno 2006 ha tentato il suicidio buttandosi da un abbaino della sede della Juventus a Torino, tenendo tra le mani un rosario.[3] L'ex giocatore è caduto sull'Alfa 147 di Roberto Bettega. Venuti a conoscenza dell'accaduto, Fabio Cannavaro, Gianluca Zambrotta, Ciro Ferrara e Alessandro Del Piero hanno lasciato momentaneamente il ritiro dei Mondiali in Germania per raggiungerlo in ospedale.[4] In suo onore, dopo la vittoria per 3 a 0 della Nazionale italiana sulla Nazionale ucraina nei quarti di finale dei Mondiali stessi, i suoi compagni hanno mostrato un tricolore con la scritta "Pessottino siamo con te".[5] Dopo la vittoria della finale, diversi giocatori della Nazionale italiana, tra cui Alessandro Del Piero e Fabio Cannavaro, hanno ricordato nei momenti di gioia il loro ex compagno di squadra, portandogli tra l'altro la coppa nella stanza dell'ospedale in cui era ricoverato.[6]

Il giorno 17 luglio 2006 è stato dichiarato fuori pericolo di vita dai medici dell'Ospedale Molinette di Torino che lo avevano in cura.[7]

Il 5 settembre ha abbandonato l'ospedale Le Molinette di Torino, per trasferirsi alla Clinica Fornaca di Sessant. Le sue condizioni sono state definite ottime dallo staff ospedaliero.[8]

Il 3 gennaio 2007 ha concesso un'intervista televisiva nella quale afferma di volersi lasciare tutto alle spalle per ricominciare una nuova vita.[9]

Nel mese di maggio 2008 per Rizzoli ha pubblicato con i giornalisti Marco Franzelli e Donatella Scarnati il libro La partita più importante nel quale racconta la sua vita di calciatore, la sua crisi personale, il drammatico evento, il risveglio dal coma, l'entusiasmo ritrovato giorno dopo giorno e la definitiva guarigione dall'incubo.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Giocatoremodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Ha iniziato la sua carriera agonistica nelle giovanili del Milan, da cui poi è dirottato al Varese con cui disputa 3 stagioni segnando una rete in Serie C2 nella stagione 1989-1990. L'anno seguente sale di categoria passando alla Massese, con cui segna una rete in 47 presenze.

Dopo delle positive esperienze in Serie B con Bologna ed Hellas Verona, nella stagione 1994-1995 fa il suo esordio in Serie A con il Torino il 4 settembre 1994 nella partita Torino-Inter, giocando complessivamente 32 partite e segnando un gol, per poi passare alla Juventus, club che lo acquista per 7 miliardi di lire[10] e con cui vince tutto, a partire dalla Champions League in cui risulta decisivo in finale, mettendo a segno uno dei 5 rigori nella serie conclusiva, dopo che i tempi regolamentari e supplementari si conclusero sul risultato di 1 a 1.

Titolare fino alla stagione 2001-2002, ha subito un infortunio che lo ha costretto a tre mesi di inattività: questa sosta, unita all'esplosione di Zambrotta nel suo ruolo di terzino sinistro e all'anagrafe che non è più dalla sua parte, lo ha gradualmente spinto in panchina. In campo è sempre stato utile e poco appariscente, dando sempre un'impressione di affidabilità e tranquillità che gli hanno consentito di avere una costanza di rendimento invidiabile, oltre a distinguersi per la sua non comune correttezza e sportività. Ha concluso la sua carriera agonistica nel 2006 e fino al giugno 2009 è stato team manager della squadra torinese, prima di impegnarsi nel settore giovanile.

Nazionalemodifica | modifica sorgente

Nel 1987 partecipò al Campionato mondiale di calcio Under-16 in Canada con la rappresentativa di categoria guidata da Comunardo Niccolai. Nel torneo, in cui l'Italia arrivò quarta, disputò 6 gare realizzando una rete nella prima contro il Canada.

Con la maglia della Nazionale italiana è sceso in campo 22 volte e con essa ha partecipato ai Mondiali del 1998 e agli Europei del 2000. Agli Europei del 2000, nella finale contro la Francia, smarcato da un colpo di tacco di Francesco Totti, effettua il cross che permette a Marco Delvecchio di portare gli azzurri momentaneamente in vantaggio. La finale termina 2-1 per la Francia grazie al golden gol di David Trezeguet futuro compagno di squadra alla Juventus. Pessotto fu vice-campione d'europa nel 2000 con l'Italia.

Non partecipa ai Mondiali del 2002 a causa di un infortunio patito durante l'ultima amichevole pre-mondiale giocata a Milano il 17 aprile 2002, contro l'Uruguay. Il giorno dopo la Gazzetta dello Sport dedica all'infortunio di Pessotto l'apertura in prima pagina.[11]

Dirigentemodifica | modifica sorgente

Dopo aver concluso la carriera agonistica ha accettato il 27 maggio 2006 la nomina a Team Manager della Juventus al posto di Alessio Secco nominato direttore sportivo.

Statistichemodifica | modifica sorgente

Cronologia presenze e reti in Nazionalemodifica | modifica sorgente

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Clubmodifica | modifica sorgente

Competizioni nazionalimodifica | modifica sorgente

Juventus: 1996-1997, 1997-1998, 2001-2002, 2002-2003
Juventus: 2004-2005[12]
Juventus: 1995, 1997, 2002, 2003

Competizioni internazionalimodifica | modifica sorgente

Juventus: 1995-1996
Juventus: 1996
Juventus: 1996
Juventus: 1999

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 12 luglio 2000. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[13]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Statistiche di Vanni Pessotto su Legaseriea.it
  2. ^ Pessotto, una nuova vita 5 anni dopo Tuttojuve.com
  3. ^ Pessotto tenta il suicidio buttandosi giù dal tetto della sede Juve. URL consultato il 1º luglio 2008.
  4. ^ Del Piero, Zambrotta e Ferrara tornano in Italia e vanno da Pessotto. URL consultato il 1º luglio 2008.
  5. ^ Azzurri: «Pessottino siamo con te». URL consultato il 1º luglio 2008.
  6. ^ La Coppa da Pessotto. URL consultato il 1º luglio 2008.
  7. ^ Gianluca Pessotto è fuori pericolo di vita. URL consultato il 1º luglio 2008.
  8. ^ Pessotto lascia le Molinette «A casa prima di Natale». URL consultato il 1º luglio 2008.
  9. ^ Caro pessotto Bentornato tra noi. URL consultato il 1º luglio 2008.
  10. ^ Calciatori ‒ La raccolta completa Panini 1961-2012, Vol. 12 (1995-1996), Panini, 23 luglio 2012, p. 10.
  11. ^ Tutto male per l'Italia Perde anche Pessotto
  12. ^ A seguito della sentenza della Commissione di Appello Federale in merito ai fatti oggetto dello scandalo del calcio italiano del 2006, lo scudetto vinto dalla Juventus nel campionato 2004-2005 fu revocato e non più assegnato.
  13. ^ Cavaliere Ordine al merito della Repubblica Italiana Sig. Gianluca Pessotto. URL consultato il 7 aprile 2011.

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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