Giardini botanici Hanbury

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Giardini botanici Hanbury
Tipo di area Orto botanico
Codifica EUAP EUAP1076
Stati Italia Italia
Regioni Liguria Liguria
Province Imperia Imperia
Comuni Ventimiglia
Superficie a terra 18 ha
Provvedimenti istitutivi 27 marzo 2000
Gestore Università di Genova
Presidente Mariotti Mauro Giorgio
Villa Hanbury.jpg
Sito istituzionale

I Giardini botanici Hanbury sorgono sul promontorio della Mortola, sulla costa ligure, a pochi chilometri dal confine francese. Occupano una superficie di 18 ettari, compresi nel territorio comunale di Ventimiglia, località Mortola, in provincia di Imperia.

Il terreno è digradante dalla collina al mare, come è tipico della costa ligure. L'aspetto paesaggistico è tipicamente all'inglese, con vialetti irregolari e romantici rustici pergolati e patii, con la pittoresca vista del mare sullo sfondo. Il parco è anche attraversato da un tratto dell'antica strada consolare via Julia Augusta; per la conformazione geografica l'accesso alla villa è dal suo lato superiore.

Sotto il portico d'ingresso si può ammirare un mosaico, datato e firmato (Salviati -. 1888), che raffigura Marco Polo.

Nella parte inferiore, non lontano dal mare (comunque non accessibile a causa del sistema di cinta), un piccolo settore semipianeggiante è conservato con la vegetazione originale mediterranea, ombreggiata da pini e dotata di gazebo.

Provvedimento istitutivomodifica | modifica sorgente

Il primo vincolo storico-paesaggistico del luogo si ebbe con la Legge n. 1089 del 1939. Il parco regionale attuale è stato istituito con la Legge regionale 27 marzo 2000 n. 31.

Scorcio della villa con cactus

Storiamodifica | modifica sorgente

I Giardini furono realizzati a partire dal 1867, grazie alla passione dal viaggiatore inglese Sir Thomas Hanbury. Dopo aver fatto fortuna come esportatore di a Shangai egli decise di stabilirsi sulla costa ligure, ed acquistò dapprima il palazzo dei marchesi Orengo di Ventimiglia, tuttora esistente, e successivamente i terreni circostanti, su cui volle realizzare uno splendido giardino con specie botaniche raccolte in ogni parte del mondo.

Per sviluppare il progetto egli si fece aiutare dal fratello Daniel, giunto appositamente dall'Inghilterra, da diversi botanici (fra cui, in particolare, i tedeschi Ludwig Winter e Alwin Berger) e da una manovalanza di giardinieri stabilitisi nelle vicinanze. Il giardino divenne ben presto rinomato in tutto il mondo.

Alla morte di Sir Thomas (nel 1907), il figlio Cecil e la nuora Lady Dorothy portarono avanti l'opera fino alla seconda guerra mondiale, quando il sito dovette essere abbandonato.

Nel 1960 lo stato italiano acquistò dagli eredi il complesso, che, nel 1962, fu affidato all'Istituto Internazionale degli Studi Liguri. Nel 1979 tale istituto rinunciò al gravoso impegno di ricostruzione post-bellica e successivamente, nel 1987, la gestione venne affidata definitivamente all'Università degli studi di Genova.

Il 1º giugno 2006 è stata presentata all'UNESCO la candidatura alla lista dei patrimoni dell'umanità.

Il 29 maggio 2010 le Poste Italiane hanno emesso un francobollo da 0,60 € dedicato al giardino.

Le specie botaniche presentimodifica | modifica sorgente

I giardini ospitano migliaia di specie botaniche (quasi 6000 catalogate nel 1912), di origine prevalentemente tropicale e subtropicale, organizzate a zone per gruppo botanico.

Tra le più significative vi sono:

Di particolare interesse poi sono le: Aphyllantes monspeliensis, Beaucarnea recurvata, Beaucarnea stricta, Caesalpinia sepiaria, Chiranthodendron pentadactylon, Chrysanthemum discoideum, Coronilla juncea, Cupressus guadalupensis, Cupressus lusitanica, Eucalyptus citriodora, Eucalyptus sideroxylon, Eucalyptus microcorys, Mandevilla laxa, Passiflora bryonioides, Passiflora amethistina, Passiflora edulis, Senecio deltoideus, Sollya heterophylla, Thunbergia grandiflora, Thunbergia coccinea, Thunbergia mysorensis, Wigandia urens e Yucca australis.

Note pratichemodifica | modifica sorgente

Date le caratteristiche climatiche occorre considerare che pur trattandosi di una struttura locata nella parte settentrionale del paese per motivi climatici locali la primavera è piuttosto precoce, e l'autunno notevolmente tardivo; questo reca per conseguenza il fatto che le vegetazioni e le fioriture iniziano in stagione precoce e finiscono molto tardi, mentre l'estate è molto lunga e calda. Alcune fioriture si hanno in pieno inverno.

Il giardino è visitabile al pubblico.

Galleria fotograficamodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Francesca Mazzino, Un paradiso terrestre. I giardini Hanbury alla Mortola, Genova, 1994, Edizione Sagep. ISBN 8870585298
  • Paola Gastaldo, Paola Profumo, I Giardini Botanici Hanbury, 1995, Allemandi & C., Torino.
  • Gustav Cronemeyer, Systematic Catalogue of Plants growing in the open air in the Garden of Thomas Hanbury, F.L.S. Koenig, 1889, Erfurt.
  • Kurt Dinter, Alphabetical Catalogue of Plants growing in the open air in the Garden of Thomas Hanbury, F.L.S. Waser Brothers, 1897, Genova.
  • Alwin Berger, Florula Mortolensis. An Enumeration of the Plants growing wild at La Mortola, Billi, 1905, Ventimiglia.
  • Alwin Berger, Hortus Mortolensis. Enumeratio Plantarum in Horto Mortolensi Cultarum. West, Newman and Co., Hatton Garden, 1912, London.
  • Mario Ercoli, Maurizio Lorenzi, La Mortola Garden. Hortus Mortolensis. Oxford University Press, 1938, London.
  • Pier Giorgio Campodonico, Francesco Orsino, Cristina Cerkvenik, Enumeratio Plantarum in Horto Mortolensi Cultarum. Microart's, 1996, Recco (Genova).
  • Tiziano Fratus, Mauro Giorgio Mariotti, Taccuino del cercatore di alberi. Giardini Botanici Hanbury, Edizioni della Meridiana, 2011, Firenze.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Altri progettimodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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