Giganti (folclore)

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I Giganti, rappresentanti solitamente una donna bianca di nome Mata ed un guerriero nero di nome Grifone, sono due alti fantocci di cartapesta che vengono portati a spalla o trainati, danzando al ritmo di tamburi, per le vie di Palmi, Messina e di altre località della Sicilia e della Calabria, in occasione di festività cattoliche o di altri eventi.

Indice

Storia dei Giganti modifica

Le origini di Messina modifica

Le statue derivano dai giganti processionali dell'antica tradizione spagnola, ancora oggi presenti in molte zone della Spagna e usati in occasione di varie festività, come a Tarragona per la festa di Santa Tecla, o durante la fiesta Mayor de Reus che si svolge il giorno di San Pietro Reus. Il contatto con la dominazione catalana fece pervenire la tradizione dei giganti processionali che si è diffusa anche in Sicilia ed in Calabria, ed oggi è legata al culto della Vergine Maria, come nel caso dei giganti Mata e Grifone della festa della Assunta a Messina o dei giganti Kronos e Mytia della festa della Madonna della Luce di Mistretta.

I “Giganti” di Messina
I “Giganti” di Seminara

Inoltre i due colossi di cartapesta, rappresentano e ricordano allegoricamente la conquista della libertà del popolo calabrese dai predoni saraceni e turchi, che per secoli devastarono la Calabria apportando ovunque lutti e rovine. Il Gigante nero, chiamato Grifone, raffigura il truce saraceno e, nelle sembianze di una bella e prosperosa popolana, Mata, ne era la sua preda.

Secondo la tradizione invece, confermata dalle scritture di alcuni autorevoli storici antichi, in essi si configurerebbero i mitici fondatori di Messina: Saturno Egizio e la moglie Rea o Cibale. A Saturno Egizio venne nel tempo aggiunto il nome di Zancle (falce), per aver fondato la città siciliana in un'insenatura di mare a forma di falce, o perché a lui sarebbe attribuita l'invenzione dell'attrezzo agricolo per mietere il grano. Per tale motivo la città peloritana, prima ancora che le venisse imposto l'odierno nome dal conquistatore greco Messena, venne per molti secoli chiamata Zancle in onore del suo mitico fondatore.

La più attendibile storia sulla nascita dei Giganti è però legata ad un fatto storico realmente accaduto nel 1190. In tale anno, Riccardo I Re d'Inghilterra, più comunemente noto col nome di Riccardo Cuor di Leone, giunse a Messina da dove doveva muovere la Terza crociata che era stata indetta da papa Gregorio VIII per liberare dai musulmani il Santo Sepolcro di Gerusalemme. Durante la permanenza in città il monarca si accorse che i messinesi erano privi della libertà perché ancora oppressi dai greci bizantini. Essi infatti si erano impossessati di tutte le cariche politiche, civili ed amministrative gestendo la giustizia a loro piacimento con provvedimenti impopolari ed inappellabili emanati dalla sicura fortezza di San Salvatore, strategicamente posta all'imbocco del porto. Il Re d'Inghilterra, non volendo usare la forza per soggiogarli, pensò di dimostrare la sua potenza facendo costruire sul colle di Roccaguelfonia, situato proprio di fronte alla fortezza, un imponente ed inespugnabile castello. Prima ancora che venisse ultimato, il popolo lo adottò battezzandolo col nome di Matagriffon coniando Mata, da Macta (ammazza) e, Griffon da Grifone (ladro). I greci bizantini dimostrarono di aver inteso il messaggio, abbandonando per sempre la città, così che il popolo Messinese riacquistò la tanto sospirata libertà.

Per festeggiare l'evento e tramandarlo alle generazioni future, i messinesi portarono nelle piazze il castello di Matagriffon in cartapesta per poi sdoppiarlo nel nome e con le sembianze dei fondatori della città. Li chiamarono "'A Gigantissa" e "U Giganti", ma anche Mata e Grifone. In tal modo la colossale coppia divenne l'emblema della loro libertà e l'omaggio agli antichi fondatori. Ai Colossi, rappresentati su due cavalli finemente addobbati, venne nel tempo accostato un finto cammello che veniva bruciato nelle piazze al termine delle feste di mezz'agosto, per simboleggiare la sconfitta degli empi dominatori saraceni scacciati nel 1060 dalla città dal Conte Ruggero I il Normanno.

L'adozione dell'usanza in Calabria modifica

I Giganti, quali simbolo di libertà, vennero ben presto adottati in molte città siciliane e da alcune della fascia costiera tirrenica ed aspromontana della Calabria che, come Messina, avevano profondamente subito le devastazioni saracene e turche. Mentre nel tempo scomparvero a Reggio Calabria ed in altri centri, sopravvivono ancora oggi a Polistena, Tropea, Ricadi, Spilinga, Dasà, Zambrone, Brognaturo, Cittanova, Seminara e appunto Palmi.

L'adozione dei Giganti a Palmi, oltre che per i motivi suddetti, avvenne anche e soprattutto per ricordare l'evento storico legato alla presenza in città del conte Ruggero I. Fu infatti da Palmi che l'armata normanna si radunò per muovere alla conquista della Sicilia: «Raunato adunque il Conte l'esercito di mille, e settecento tra Fanti, e Cavalieri, a Palme inviossi, e per Mare, poscia in Reggio; dove riposato quindeci giorni, con ventisei Galee, e Brigantini, tragittossi i Messina.»

Per ricordare il condottiero normanno, durante la "sfilata dei Giganti" di Palmi partecipa anche un finto cavallo di cartapesta, mentre in altri centri è presente un cammello quale simbolo dei saraceni.

La coppia di Giganti di proprietà della "Congrega di Maria Santissima Immacolata e San Rocco", realizzata nel 1885, è un'opera dei locali fratelli artigiani Virgilio e Francesco Cicala.

I Giganti di Messina modifica

I Giganti di Palmi modifica

I Giganti di proprietà della "Congrega di Maria Santissima Immacolata e San Rocco", nel 1987 furono esposti, su richiesta della Regione Calabria, al Museo di antropologia ed etnografia di Torino in rappresentanza della cultura e delle tradizioni della Calabria[1]. Nel corso degli anni i Giganti di Palmi hanno avuto modo di "danzare" anche in altre città, come ad esempio Milano (1990), Foligno e Venezia[2].

Attualmente a Palmi vi sono varie copie di Giganti, delle quali quella più antica è conservata presso il Museo Etnografico "Raffaele Corso" della Casa della cultura. Delle coppie che sfilano per le vie cittadine, quella più antica risale al 1885 ed è quella di proprietà della "Congrega di Maria Santissima Immacolata e San Rocco". Le altre coppie sono state realizzate recentemente e sono di proprietà della parrocchia di San Fantino, della "Congrega del Santissimo Sacramento e di Maria Santissima del Soccorso" (2005) e della Pro Loco cittadina (2011).

La "sfilata dei Giganti" per le vie cittadine, è solitamente composta da:

  • Palio;
  • Gigante Grifone;
  • Gigante Mata;
  • Cavallo;
  • "Complesso dei tamburinari".

Il Palio modifica

Il caratteristico corteo viene preceduto dal palio, che consiste in una lunga e pesante pertica di legno, sostenuta alla base da una sacca di pelle assicurata ai fianchi del portatore, e da un drappo di seta color rosso-cremisi nei cui lati sono impressi lo stemma civico di Palmi ed il monogramma (M) della Madonna della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città. L'asta termina in cima in un piccolo globo terrestre sormontato da una piccola croce.

Il palio viene fatto girare dal possente portatore nei crocevia principali, nelle piazze e davanti alle chiese, per supplicare la protezione della Sacra Vergine sulla città e sul popolo. Il movimento rotatorio del palio, creato dall'abile portatore, è effettuato a pochi centimetri dal suolo e fa assumere al drappo di seta un movimento leggero ed ondulato, che vuol simulare simbolicamente la carezza della mano della Madonna tanto che, anticamente, il drappo sfiorava le teste dei bambini posti genuflessi ed in cerchio.

Il cavallo modifica

All'esibizione dei Giganti partecipa un finto cavallo montato anch'esso da un portatore che, emergendo con metà busto dall'animale, crea una mitica figura di novello centauro a due zampe. Durante il ballo il destriero volteggia tra la coppia gigantesca cercando di allontanare il baldanzoso Grifone da Mata. A volte, scalpitando ed imbizzarrendosi, riesce a dividerli frapponendosi tra di loro. Infine, visti inutili i suoi tentativi di dissuadere il Gigante Nero dal conquistare Mata, si rassegna marciando contento davanti alla coppia danzante e festosa.

Date di uscita modifica

Le festività nelle quali avviene la "Sfilata dei Giganti", per le vie cittadine, sono le seguenti:

Inoltre, soprattutto negli ultimi anni, la "Sfilata dei Giganti" per le vie cittadine è avvenuta anche in date differenti da quelle suddette, per altre manifestazioni di carattere religioso e civile, come ad esempio la notte bianca. Nel caso di manifestazioni di tipo civile sfilano i Giganti di proprietà della Pro loco di Palmi.

Galleria fotografica modifica

I Giganti di Mistretta modifica

Note modifica

  1. ^ Francesco Lovecchio, periodico "Madre Terra News" n. 21 - Settembre 2011 Pagg. 18-19
  2. ^ Francesco Lovecchio, periodico "Madre Terra News" n. 21 - Settembre 2011 Pagg. 18-19

Bibliografia modifica

  • Francesco Lovecchio, Palmi, i Giganti e la festa di San Rocco, Jason Editore, 1991.

Collegamenti esterni modifica