Ginestra degli Schiavoni

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Ginestra degli Schiavoni
comune
Ginestra degli Schiavoni – Stemma
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Campania-Stemma.svg Campania
Provincia Provincia di Benevento-Stemma2.png Benevento
Sindaco Zaccaria Spina (lista civica) dal 29/05/2006
Territorio
Coordinate 41°17′00″N 15°02′00″E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)Coordinate: 41°17′00″N 15°02′00″E / 41.283333°N 15.033333°E41.283333; 15.033333 (Ginestra degli Schiavoni)
Altitudine 540 m s.l.m.
Superficie 14,8 km²
Abitanti 526[1] (31-12-2010)
Densità 35,54 ab./km²
Comuni confinanti Casalbore (AV), Castelfranco in Miscano, Montecalvo Irpino (AV), Montefalcone di Val Fortore, San Giorgio La Molara
Altre informazioni
Cod. postale 82020
Prefisso 0824
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 062036
Cod. catastale E034
Targa BN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti ginestresi
Patrono san Biagio
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Ginestra degli Schiavoni
Posizione del comune di Ginestra degli Schiavoni nella provincia di Benevento
Posizione del comune di Ginestra degli Schiavoni nella provincia di Benevento
Sito istituzionale

Ginestra degli Schiavoni è un comune italiano di 526 abitanti della provincia di Benevento in Campania.

Geografia fisicamodifica | modifica sorgente

Ginestra degli Schiavoni sorge ai confini con la Puglia, ad ovest del torrente Ginestra (affluente del fiume Miscano) e a est del Vallone della Cuparella.

È caratterizzato da insediamenti nel settore dell'energia alternativa (impianti eolici e centrale fotovoltaica) da cui l'amministrazione comunale ha tratto spunto per realizzare un museo denominato R.E.M. 2009 - Renewable Energies Museum.

Storiamodifica | modifica sorgente

L'insediamento originario sannita, rintracciabile con buona probabilità nella Chiana Sant'Angelo, era lambito dall'importante via Egnatia che collegava Benevento a Troia attraversando i due poli urbani di Equotutico e Cluvia. Proprio nel segmento della Egnatia che collega­va i due centri sanniti era posta Ginestra. Il percorso della successi­va via Traiana (109-117 d.C.), che collegava Benevento a Brindisi, fu portato a valle per volere dell'imperatore, causando una parziale emarginazione del centro.

Durante la dominazione longobarda, il paese assunse il nome di Lombarda Massa[2], con il significato di "podere dei Longobardi". Solo tra il 900 e il 1000 si ebbe il trasferimento della co­munità sul promon­torio dove si sviluppa attualmente il centro urbano.

Il termine Gine­stra compare per la prima volta in docu­menti riferibili al 1100, e dunque alla dominazione nor­manna, quando il centro assunse il no­me della pianta che maggiormente ca­ratterizzava il suo territorio e si andò lentamente strutturando attorno alla torre e al necessario sistema di difesa.

In seguito alla conquista ottomana dei Balcani e della Grecia, intorno al 1528, circa quaranta famiglie cristiane, originarie della Dalmazia, all'epoca chiamata volgarmente "Schiavonia", si trasferirono a Ginestra, che prese dunque il nome di Ginestra degli Schiavoni.[2]

Il comune passò di proprietà a diverse famiglie nobili. I primi feudatari furono gli angioini, a cui succedettero i Pagano, i Sabariano, gli Sforza. Nel 1495 venne assegnata ai Marziale, alienata ai Carafa, ai Caracciolo (1579) e agli Spina (primi del XVII secolo. Nel 1617 venne assegnata ai Ciaburro, che la ressero con titolo baronale fino al 1938.

Il territorio di Ginestra, dipendente sempre dalla Diocesi di Ariano, fece parte del Giustizierato di Principato Ultra, e poi appartenne all'omonima provincia fino al 1811, quando venne aggregato alla Capitanata. Dal 1861, Ginestra degli Schiavoni appartiene alla Provincia di Benevento.

Monumenti e luoghi di interessemodifica | modifica sorgente

La Chiesa Madre, dedica­ta ai Santi Pietro e Paolo, è stata inaugurata nel 1986 e sorge sul luogo dell'antica chiesa di Santa Maria del­l'Assunzione, menzionata dalle fonti sin dal 1500. Presenta una pianta di forma circolare, con copertura a ombrello. Conserva il quadro miracoloso di S. Antonio, copia dell'originale anda­to bruciato nel 1924.

La Cappella di S. Antonio (originariamente dedicata a S. Mar­tino), recentemente restaurata insieme all'invaso an­tistante, è un altro punto di interesse. Localizzata fuori dalle mura urbane, è possibile ipo­tizzare che fosse un punto di riferimento dell'antica viabi­lità: nei pressi infatti passa­vano i tratturi di Montefalcone e di San Giorgio La Molara che raggiungevano la Puglia per far svernare le greggi. La campana è datata 1690 ed è la più antica testimonianza storica esistente a Ginestra.

Societàmodifica | modifica sorgente

Evoluzione demograficamodifica | modifica sorgente

Abitanti censiti[3]

Geografia antropicamodifica | modifica sorgente

Urbanisticamodifica | modifica sorgente

Il nucleo primitivo dell'attuale centro storico, sorto attorno alla tor­re normanna successivamente inglobata nel palazzo baronale, può dir­si caratterizzato da uno sviluppo "a campana": trova il suo epi­centro in Largo Fontanella ed è caratterizzato dagli slarghi irregolari delle strade, dalle costruzioni esterne arroccate, e concluso dall'area occupata, fino a qualche decennio fa, dal palazzo baronale. Questo era ubicato alla confluenza di tre strade: via Casalbore-Ginestra, via S. Barbato e corso Umberto I (alla cui altra estremità è posta la piazza antistan­te la Chiesa Madre).

A partire dalla prima metà del XVIII secolo, in seguito al tremendo terremoto del 1688 che rase al suolo l'inse­diamento, si è avuto il secondo sviluppo del centro che, differentemente dalla prima espansione, si affiancò al corso Umberto I.

Amministrazionemodifica | modifica sorgente

Fa parte della Comunità montana del Fortore.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Antonietta Finella, Ginestra Degli Schiavoni - Tecnologia, Ambiente e Storia
  • Iamalio Antonio, La regina del Sannio, P. Federico & G.Ardia, Napoli, 1918
  • Disconzi Luciano, Ginestra degli Schiavoni tra storia e leggenda, pagg. 320, Vicenza, 2004
  • Disconzi Luciano, I Canti popolari
  • Disconzi Luciano, I Canti religiosi
  • Disconzi Luciano, La Valle del Miscano
  • Disconzi Luciano, Quann ce sta u cioccr...(Finché c'è il ceppo...)

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ a b Antonio Canino, Campania, Touring Editore, Milano 981, p. 375
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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