Gino Tozzi

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Gino Tozzi (Castelnuovo Berardenga, 22 aprile 1924Siena, 20 ottobre 1964) è stato un partigiano italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Alla fine di agosto del 1943 fu chiamato alla leva militare fascista. Dopo un periodo di addestramento a Roma, il 1º marzo 1944 fu destinato ad Udine e due mesi dopo a Casarsa per completare la preparazione di Aviere aeronautico. Successivamente, fu trasferito a Cuneo e quindi ad Ussolo in Valle Maira. L'8 giugno 1944, in seguito ad una incursione dei partigiani, passò alla Resistenza con la 2ª Divisione alpina "Giustizia e Libertà" Brigata Val Maira, Sezione Autonoma Guastatori (comandante Rino), fino al 6 marzo 1945, e alla Brigata Val Varaita fino alla fine della guerra (comandanti Giorgio e Gianaldo). Nome di battaglia: Gino. Partecipò alla liberazione di Sampeyre, Casteldelfino, Boves, Saluzzo e Cuneo.

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Croce di guerra al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Croce di guerra al valor militare
«Fervente patriota si distingueva nella lotta al nemico invasore per coraggio, sprezzo del pericolo e grande abnegazione. Promosso comandante di squadra, durante il lungo periodo di intensa attività partigiana, riusciva a realizzare molteplici e rischiose azioni di sabotaggio che infliggevano all'avversario notevoli perdite di uomini e di materiali»
— Valle Maira, 8 giugno 1944 - 8 maggio 1945.

Attestato consegnato il 26 marzo 1983 alla moglie Silvana Becatti (1929-2009) e al figlio Mauro.

Fonti e Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giorgio Bocca, Partigiani della Montagna. Vita delle Divisioni "Giustizia e Libertà" del Cuneese, 2ª edizione, Bertello editore, dicembre 1945;
  • Criminali alla sbarra. Il processo di Montemaggio, a cura dell'A.N.P.I., Siena La Poligrafica, 1948







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