Giovanni Antonio Ranza

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Giovanni Antonio Ranza (Vercelli, 19 gennaio 174111 aprile 1801) è stato un presbitero e patriota italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Sacerdote e professore di lettere, dopo lo scoppio della rivoluzione francese divenne sostenitore dei principi rivoluzionari. Preparò una rivolta a Vercelli; ma, scoperto, riuscì a riparare dapprima in Svizzera (a Lugano) e successivamente in Francia. Nel 1793 diede vita al Monitore italiano politico e letterario, uno dei primi giornali italiani filo-francesi[1]. Sostenne un'alleanza franco-piemontese contro l'Austria. Durante la campagna francese del 1796 in Piemonte, organizzò un moto repubblicano ad Alba[1].

Fu attivo durante i moti "giacobini" del 1796, durante i quali ideò il tricolore repubblicano rosso, blu, arancione (detto anche tricolore di Alba e oggi adottato per il gonfalone della Regione Piemonte).senza fonte Dopo l'armistizio di Cherasco riparò a Milano, dove diresse il giornale L'amico del popolo italiano[1].

Auspicò il ritorno della Chiesa alla semplicità e purezza evangelica in cui conciliare gli ideali del Cristianesimo con quelli della rivoluzione francese[1]. La sua coscienza era tuttavia diversa da quella dei patrioti più radicali; riprendendo infatti le idee dei fisiocratici francesi sosteneva che il diritto di cittadinanza appartenesse solo a chi fosse proprietario terriero[2]. Propose inoltre la formazione in Italia di una federazione, come preparazione a uno Stato unitario che comprendesse anche il Canton Ticino, la Corsica e Malta[1].

Riprendendo idee federaliste già espresse nel XVIII secolo da pensatori come Antonio Genovesi e Gian Francesco Galeani Napione, al Concorso di idee indetto nel 1796 a Milano dal governo francese su «Quale dei governi liberi meglio convenga alla felicità d'Italia?» Ranza propose una sua idea di confederazione italiana di repubbliche autonome aventi politica estera, militare e commerciale in comune, da decidere in un Congresso generale delle Repubbliche federate, da riunire a Pisa, città più facilmente raggiungibile da tutta l'Italia. Nel 1797 fece stampare, sempre a Milano, un opuscolo intitolato Vera idea del Federalismo, in cui perfezionava meglio la sua proposta, suggerendo che all'assemblea federale ogni repubblica inviasse due rappresentanti.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ a b c d e Dizionario di Storia, op. cit
  2. ^ Giampiero Carocci, Il Risorgimento, Roma: Newton Compton, 2006, p. 17, ISBN 88-541-0580-5

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • "Ranza, Giovanni Antonio". In: Dizionario di Storia, Roma: Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2011
  • Zeffiro Ciuffoletti, Federalismo e regionalismo, Roma-Bari: Laterza, 1994







Creative Commons License