Giovanni Bassanesi

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Giovanni Bassanesi (Aosta, 27 marzo 1905Montelupo Fiorentino, 19 dicembre 1947) è stato un fotoreporter, pacifista e antifascista italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Dopo essersi diplomato maestro elementare, cominciò a lavorare nel laboratorio fotografico del padre. Insofferente al fascismo, nel 1927 emigrò a Parigi dove proseguì nel lavoro di fotografo e si iscrisse alla facoltà di giurisprudenza della Sorbona; nella capitale francese conobbe Carlo Rosselli ed Alberto Tarchiani e militò nella Lega italiana per i diritti dell’uomo.

Affascinato del volo, riuscì a conseguire il brevetto di pilota, malgrado soffrisse il mal d'aria. L'11 luglio 1930, con Gioacchino Dolci, sorvolò in aereo la città di Milano, partendo dalla Svizzera (più precisamente da Lodrino, piccolo Paese nel Canton Ticino), e gettò 150mila volantini di propaganda antifascista[1]. Nel volo di ritorno, lasciato Dolci a Lodrino, Bassanesi proseguì da solo per Zurigo, ma, sul Gottardo - causa il maltempo - si schiantò al suolo, riportando la frattura della gamba sinistra. Catturato e incarcerato dalle autorità svizzere, fu processato a Lugano il 22 novembre 1930, ove venne condannato a quattro mesi di reclusione (già scontati) per contravvenzione alle disposizioni della navigazione aerea. Nello stesso processo, Rosselli e Tarchiani furono assolti, ma tutti e tre gli imputati furono espulsi dal territorio svizzero. Rientrato a Parigi, Bassanesi fu costretto nuovamente a emigrare a Bruxelles, ove si iscrisse alla facoltà di Scienze Politiche.

Tra il 1931 e il 1936 fu più volte arrestato ed espulso dai paesi di mezza Europa: l'8 novembre 1931 a Costanza (Germania); il 6 febbraio 1933 ad Amburgo, per non aver ottemperato al precedente decreto di espulsione, e fu accompagnato alla frontiera danese; il 13 marzo 1933 fu espulso dall'Olanda e, successivamente, respinto dalla Gran Bretagna; il 21 aprile dello stesso anno fu fermato dalla polizia francese ed accompagnato alla frontiera belga. In Belgio venne immediatamente arrestato per falsificazione di documenti e, sia pur assolto, espulso in Lussemburgo; di qui riuscì a rientrare in Francia grazie a un permesso provvisorio.

Nel frattempo aveva conosciuto e sposato l'esule socialista Camilla Restellini, da cui ebbe tre figli. Il 12 dicembre 1936, da Nizza, partì per la Spagna, come fotoreporter nella Guerra civile spagnola, dove venne arrestato altre tre volte, accusato di essere un agente provocatore. L'8 giugno 1939 ritornò in Italia, consegnandosi alle autorità fasciste; Mussolini, tuttavia, gli concesse clemenza e ne ordinò la scarcerazione.

Il 1º settembre 1939, Bassanesi e sua moglie furono nuovamente arrestati, per aver diffuso volantini inneggianti alla pace. La Restellini fu graziata, ma Bassanesi fu rinchiuso in manicomio e i loro figli tradotti in un istituto. Dopo due anni e mezzo di manicomio, la moglie riuscì ad ottenere la custodia del marito e Bassanesi poté rientrare ad Aosta. Fu arrestato per breve tempo ancora due volte, prima della fine della guerra, come oppositore al fascismo e alla Repubblica Sociale.

Nel dopoguerra, riuscì ad ottenere finalmente un posto di insegnante elementare, ma lo perdette ben presto, per contrasti con la direttrice didattica. Ridotto in miseria, fu ancora una volta arrestato, con l'accusa di percosse e malnutrizione dei figli, e rinchiuso nel manicomio di Montelupo Fiorentino, ove morì il 19 dicembre 1947.

Camilla Restellini visse ad Aosta con i figli fino al 1952. Si trasferì poi a Roma, dove avviò un'agenzia specializzata in servizi tecnico-linguistici per congressi, convegni e riunioni.

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Paolo Ferrari (a cura di), L'aeronautica italiana: una storia del novecento, Franco Angeli, Milano, 2004, pagg. 186 e succ.ve.

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Riccardo Carazzetti, Rodolfo Huber, Svizzera e Italia negli anni trenta: la presenza dei fuorusciti; atti del convegno internazionale degli studi, Locarno, 1991, pagg. 91 e succ.ve.
  • Franco Fucci, Ali contro Mussolini: i raid antifascisti degli anni trenta, Mursia, Torino, 1978.
  • Gino Nebiolo, L'uomo che sfidò Mussolini dal cielo. Vita e morte di Giovanni Bassanesi, Rubettino Editore, Soveria Mannelli, 2006.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

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