Giovanni Battista Boscutti

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Giovanni Battista Boscutti
Giovanni Battista Boscutti.png
13 febbraio 1912 - 11 marzo 1944
Nato a Sanguarzo di Cividale
Morto a Correzzola
Cause della morte abbattimento
Dati militari
Paese servito bandiera Regno d'Italia
Repubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
Forza armata Aeronautica Militare
Arma Regia Aeronautica
Aeronautica Nazionale Repubblicana
Specialità Pilota da caccia
Grado tenente pilota
Guerre Seconda guerra mondiale
Decorazioni medaglia d'argento al valor militare

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Giovanni Battista Boscutti (Sanguarzo di Cividale, 13 febbraio 1912Correzzola, 11 marzo 1944) è stato un aviatore italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Nel 1930 fu campione italiano juniores in salto con l'asta e in seguito prese parte alle competizioni internazionali svoltesi a Vienna, a Berlino, Monaco di Baviera e a Garmish[1]. Diplomatosi all'Istituto Superiore di Educazione Fisica di Roma divenne insegnante di Educazione fisica presso la GIL di Vicenza. Nel 1939 ottenne il brevetto di pilota civile e nel 1940 fece domanda di ammissione alla scuola per ottenere anche il brevetto militare.

Nella Regia Aeronauticamodifica | modifica sorgente

Boscutti ottenne l'abilitazione l'11 giugno 1942 e fu dislocato a Gioia del Colle presso il 161º Gruppo Autonomo e il 26 settembre fu promosso tenente della Regia Aeronautica. Nel frattempo, a seguito dell'evolversi della Campagna del Nordafrica, il teatro bellico del Mediterraneo iniziò a diventare sempre più importante e impegnativo con sempre più frequenti partenze su allarme. L'8 gennaio 1943 abbatté un Consolidated B-24 Liberator, in collaborazione con un compagno[2] e il 23 febbraio un altro[3]. Per tutto aprile 43 si susseguirono le partenze su allarme e Boscutti fu impegnato in combattimento i giorni 17, 19, 26, 28 e 30[4]. Furono in particolare queste azioni a fargli conseguire la medaglia d'argento al valor militare. A luglio fu trasferito alla scuola di pilotaggio di Castiglion del Lago per un corso di addestramento.

Nell'Aeronautica Nazionale Repubblicanamodifica | modifica sorgente

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, ancora a Castiglion del Lago aderì alla Repubblica Sociale Italiana e fu inquadrato nel 1º Gruppo caccia "Asso di bastoni" dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana e inserito nella 1ª Squadriglia (anch'essa denominata "Asso di bastoni"). L'11 marzo 1944 il 1º Gruppo caccia, composto da 38 caccia Macchi M.C.205, comandato da Adriano Visconti prese parte ad un'azione di caccia per contrastare un intenso bombardamento americano sulla città di Padova[5] condotto da più di 100 Boeing B-17 Flying Fortress[6] più note come "fortezze volanti" scortate da oltre 50 caccia Thunderbolt[7] attaccò lo scalo ferroviario di Padova ma causando anche la distruzione della Cappella Ovetari nella Chiesa degli Eremitani. Un'altra formazione di bombardieri Consolidated B-24 Liberator bombardarono lo snodo ferroviario tra Pontassieve e Prato e l'aeroporto di Iesi[8].

Poco dopo le 11 del mattino la formazione americana fu intercettata dai caccia dell'ANR e si sviluppò così lo scontro che durò circa quaranta minuti.

Al termine della battaglia aerea l'ANR dichiarò la perdita complessiva di quattro caccia (Castellani, Boscutti, Bortolani e Stella). In realtà il caccia di Stella era stato obbligato ad un atterraggio di fortuna in un campo[9] nei pressi di Adria. Alcuni velivoli avendo finito la benzina non riuscirono a rientrare alla base di Campoformido e dovettero atterrare in aeroporti più vicini. In seguito intervennero anche i due stormi tedeschi Jagdgeschwader 77 e Jagdgeschwader 53. Al termine della giornata l'aviazione militare statunitense rivendicò l'abbattimento di 30 velivoli tra italiani e tedeschi[10], mentre l'ANR rivendicò l'abbattimento di otto caccia Thunderbolt e di tre "fortezze volanti"[11]. I piloti americani protagonisti dell'azione sottolinearono la forte aggressività[12] dei Macchi italiani e ammisero la perdita di due velivoli e il grave danneggiamento di altri sette.[13]

Gli scavi di recuperomodifica | modifica sorgente

Il buco di impatto del Macchi M.C.205 "Veltro" di Boscutti come appariva nel 1944. L'aereo era a circa nove metri di profondità.

Boscutti precipitò con il suo aereo, un Macchi M.C.205 "Veltro" e momentaneamente dato tra i non rientrati. Sul luogo dell'impatto aereo accorsero i soccorsi dell'UNPA ed elementi il battaglione Venezia Giulia della Guardia Nazionale Repubblicana che per alcuni giorni estrassero parte dei resti del pilota ma l'operazione fu interrotta a causa dello sprofondare del velivolo nel terreno fangoso a circa nove metri di profondità[14] e non più ripresa. Secondo un testimone dell'epoca sul vetro frontale dell'abitacolo era presente un grosso foro di proiettile che aveva colpito a morte il pilota[15]. Mario Montano, commilitone di Boscutti così descrisse il luogo del ritrovamento:

« L'eroico pilota Boscutti adesso giaceva semisepolto nel suo Macchi, sprofondato in un campo di grano simile a tanti che si trovano nella Pianura Padana o in quella veneta, molle e morbida per la pioggia e per la vicinanza di un grande fiume che la bagna. »
(Mario Montano, commilitone di Boscutti descrisse il luogo del ritrovamento[16])

Nel febbraio 2006, in seguito al racconto di un testimone Mirko Tesser ai RAF (Romagna Air Finders), si decise di avviare le ricerche di un non meglio identificato aereo italiano precipitato nelle campagne di Correzzola in Provincia di Padova[17]. In base al racconto di Tesser negli archivi parrocchiali fu rintracciato il certificato di morte di Boscutti che in base alla data coincideva con il racconto. Con il metal detector fu poi facilmente rintracciato il luogo di impatto e il 14 ottobre iniziarono i lavori di scavo. A causa di notevoli difficoltà dovute alla presenza di una falda acquifera gli scavi si prolungarono a lungo e fu necessario prosciugare di volta in volta la buca con un'idrovora messa a diposizione dalla Protezione civile[18].

I resti del Macchi, assieme ad alcuni resti della giubba, furono infine ritrovati l'11 novembre 2006.[19]

Nel 2007 alla memoria di Boscutti fu dedicata una canzone dal gruppo musicale di destra la Compagnia dell'Anello significativamente intitolata "11 marzo 1944".

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor militare
«Tenente Boscutti Giovanni Battista, pilota da caccia, in numerose scorte in mare aperto e in combattimento contro quadrimotori nemici, brillantemente sostenuti e vittoriosamente conclusi, dava prova di perizia, aggressività e valore.»
— Cielo del Mediterraneo Centrale, 02 agosto 1942-30 aprile 1943[20]

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 15
  2. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 19
  3. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 19
  4. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 19
  5. ^ http://www.secoloditalia.it/2014/02/pagine-di-storiail-bombardamento-di-padova-dell8-febbraio-quando-il-rifugio-diventa-una-trappola-mortale/?utm_source=rss&utm_medium=rss&utm_campaign=pagine-di-storiail-bombardamento-di-padova-dell8-febbraio-quando-il-rifugio-diventa-una-trappola-mortale
  6. ^ http://www.milhist.net/usaaf/mto44a.html 100+ B-17s, escorted by 50+ P-47s, hit the marshalling yard at Padua
  7. ^ http://www.milhist.net/usaaf/mto44a.html 100+ B-17s, escorted by 50+ P-47s, hit the marshalling yard at Padua
  8. ^ http://www.milhist.net/usaaf/mto44a.html other B-24s bomb the marshalling yards at Pontassieve and Prato and hit the airfield at Iesi
  9. ^ I Fatti di Correzzola Romagnaairfinders.com
  10. ^ http://www.milhist.net/usaaf/mto44a.html The bombers and fighters claim destruction of 30+ enemy aircraft in the air
  11. ^ Rapporto di missione in Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 37
  12. ^ http://www.romagnaairfinders.com/Romagna_Air_Finders/Correzzola5.html Erano molto aggressivi e fecero ripetuti attacchi
  13. ^ http://www.romagnaairfinders.com/Romagna_Air_Finders/Correzzola5.html Il fuoco causò la perdita di due aerei, il ferimento di due uomini e gravi danni ad altri sette aerei
  14. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 43
  15. ^ Testimonianza di Claudio De Ferra in Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 43
  16. ^ Mirko Molteni, L'aviazione italiana 1940-1945, Odoya edizioni, Bologna, 2012 pag. 467
  17. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 57-58
  18. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 59
  19. ^ Centro Studi di Storia Contemporanea, L'arcipelago delle anime morte in Historica, n. 3, aprile-giugno 2007, p. 24. URL consultato il 9 febbraio 2011.
  20. ^ Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009, pag 19

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Madina Fabretto, "Con tutte le mie forze" Storia di Giovanni Battista Boscutti - Edizioni Settimo Sigillo, 2009

Voci correlatemodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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