Giovanni Battista Rebuffo

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Giovanni Rebuffo
Dati biografici
Nome Giovanni Battista Rebuffo
Nazionalità bandiera Italia
Calcio Football pictogram.svg
Dati agonistici
Ruolo Allenatore (ex centrocampista, attaccante)
Carriera
Squadre di club1
1919-1920 Triestina Triestina  ? (?)
1920-1921 Novese Novese  ? (37)
1921-1922 Genoa Genoa 15 (0)
1922-1923 Novese Novese 22 (3)
1923 Torino Torino 0 (0)
1923-1925 Novese Novese 5+ (1+)
1925-1927 Estudiantes Estudiantes  ? (?)
1927-1928 Novese Novese[1]  ? (?)
1928-1929 Pro Patria Pro Patria 3 (0)
1929-1930 Ravenna Ravenna 17 (10)
1930 Arezzo Arezzo 1+ (?)
1931-1933 Elbana Elbana  ? (?)
Carriera da allenatore
1929-1930 Ravenna Ravenna
1930-1931 Sempre Avanti, Piombino Sempre Avanti, Piombino
1931-1933 Elbana Elbana
1933-1934 Marzotto Marzotto
1934-1935 Foggia Foggia
1936 Bolzano Bolzano
1938-1939 Lecce Lecce
1939-1940 Teramo Teramo
1940-1943 Venezia Venezia
1943-1945 Liguria Liguria
1945-1946 Como Como
1946 Alessandria Alessandria
1947 Sampdoria Sampdoria
1947-1948 Derthona Derthona
1959-1960 Derthona Derthona
1 Dati relativi al solo campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Giovanni Battista Rebuffo (Novi Ligure, 8 novembre 1899Novi Ligure, 10 gennaio 1966[2]) è stato un calciatore e allenatore di calcio italiano.

Carrieramodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

Cresciuto nella Forza e Virtù di Novi Ligure, dopo la Grande Guerra entrò a far parte della neonata Triestina; fu autore di tutti e 5 i gol che gli alabardati segnarono alla Pro Gorizia nella loro prima partita ufficiale. L'anno successivo fece ritorno nella città natale e prese parte con la Novese al campionato di Promozione 1920-21 (secondo livello); contribuì con 37 reti al buon torneo disputato dalla formazione biancoceleste, che fu ammessa in Prima Categoria.

Negli anni a venire alternò campionati con la Novese a importanti esperienze con Genoa, Torino (vinse un Torneo di Pentecoste[3]), Estudiantes de La Plata e Pro Patria, con cui nel 1928-29 ottenne l'ammissione alla Serie A. Passato all'Arezzo nel 1930, dovette lasciare il club amaranto a causa di un rigore sbagliato contro il Montevarchi nella sconfitta per 2-0 del 26 ottobre di quell'anno.[4]

Rebuffo andò a chiudere con il calcio giocato nelle serie minori, iniziando l'attività di allenatore.

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Ingaggiato come allenatore-giocatore del Ravenna nel 1929-30, ottenne immediatamente una promozione in Prima Divisione (terzo livello del campionato); l'anno seguente ripeté l'impresa con la Sempre Avanti di Piombino. Alla fine del torneo fu scelto per seguire la neonata Unione Sportiva Elbana, con cui partecipò a due tornei di Seconda Divisione e con cui vinse un trofeo regionale, la "Coppa Giovinezza"; conquistò poi una nuova promozione con il Dopolavoro Marzotto, nel 1933-34.

Nel 1934-35 esordì in Serie B con il Foggia, che guidò alla salvezza. Nel 1936 fu ingaggiato dal Bolzano, prima dell'annullamento del campionato di Prima Divisione della Venezia Tridentina. Seguì successivamente il Lecce nel 1938-39, in Serie C, prima della chiamata del Venezia, in Serie A; inizialmente scelto come allenatore in seconda, passò a guidare in prima persona i neroverdi nel corso dalla stagione 1940-41.

Con il Venezia di Ezio Loik e Valentino Mazzola, Rebuffo visse gli anni più luminosi della sua carriera; conquistò la Coppa Italia 1940-41 e sfiorò la vittoria dello scudetto nel 1941-42. Dopo la partenza di Loik e Mazzola per Torino, Rebuffo trainò la squadra lagunare alla salvezza nel 1942-43.

Durante la seconda guerra mondiale allenò Liguria e Como; allenò l'Alessandria nella parte iniziale della stagione 1946-47, che concluse come allenatore della Sampdoria [5] e a più riprese il Derthona.

Palmarèsmodifica | modifica sorgente

Calciatoremodifica | modifica sorgente

Novese: 1920-21

Allenatoremodifica | modifica sorgente

Venezia: 1940-41
Ravenna: 1929-30
Sempre Avanti Piombino: 1930-31
Marzotto Valdagno: 1933-34

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Per il Dizionario illustrato dei giocatori genoani al Piombino nelle veci di allenatore/giocatore.
  2. ^ La Stampa, 12 gennaio 1966, pagina 8 archiviolastampa.it
  3. ^ Campionato 1922/1923 Archiviotoro.it
  4. ^ Dal 1923 al 1946 Atleticoarezzo.it
  5. ^ La Stampa, 23 aprile 1947 pag.4

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente








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