Giovanni Tofani

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
sen. Giovanni Tofani
Stemma del Regno d'Italia Parlamento del Regno d'Italia
Senato del Regno d'Italia
Luogo nascita Genova
Data nascita 27 aprile 1875
Luogo morte Roma
Data morte 16 luglio 1947
Titolo di studio Laurea in Ingegneria Industriale
Professione Amministratore d' azienda
Data 24 gennaio 1929
Incarichi parlamentari
  • Membro della Commissione per l'esame dei decreti registrati con riserva dalla Corte dei conti (10 dicembre 1930-21 marzo 1931. Dimissionario)
  • Membro della Commissione per l'esame dei disegni di legge per la conversione dei decreti-legge (18 marzo 1931-19 gennaio 1934), (1º maggio 1934-3 aprile 1936. Dimissionario)
  • Membro della Commissione per l'esame del disegno di legge "Costituzione e funzioni delle Corporazioni" (8 gennaio 1934)
  • Membro della Commissione per il giudizio dell'Alta Corte di Giustizia (12 dicembre 1938-2 marzo 1939) (17 aprile 1939-5 agosto 1943) Segretario della Commissione dell'economia corporativa e dell'autarchia (17 aprile 1939-25 gennaio 1941)
  • Membro della Commissione delle Forze armate (25 gennaio 1941-5 agosto 1943)
  • Commissario di vigilanza al debito pubblico (3 aprile 1936-2 marzo 1939) (31 marzo 1939-5 agosto 1943)
Pagina istituzionale

Giovanni Tofani (Genova, 27 aprile 1875Roma, 16 luglio 1947) è stato un ingegnere e politico italiano.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Giovanni Tofani nasce a Genova il 27 aprile 1875. Laureatosi in Ingegneria Industriale nel 1899, fu Consulente Generale della Siemens & Halske per l'elettrometallurgia di Berlino dal 1907 al 1913 e in seguito Direttore degli stabilimenti metallurgici di Saint-Marcel (Aosta). Come ingegnere industriale progettò l'impianto per l'utilizzazione delle acque del Nilo ad Assuan; fu il primo in Italia a produrre il silicio ad alto tenore e fu amministratore delle società Carbon e SICE (Società Italiana Carboni Elettrici) per il potenziamento delle quali sviluppò gli impianti idroelettrici del Tronto iniziando nel 1924 la costruzione della diga del Lago di Scandarello. [1] Fu nominato Senatore del Regno d' Italia il 24 gennaio 1929, effettuando il giuramento e ottenendo la convalida il 18 maggio dello stesso anno. Nella seconda metà degli anni trenta gli viene affidata la presidenza di cinecittà fino al passaggio di questa nelle mani dello Stato nel 1939 [2] [3] Il 7 agosto del 1944 l'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo (ACGSF) sottopone il Sen. Giovanni Tofani ad un deferimento rivolto ai "Senatori ritenuti responsabili di aver mantenuto il fascismo e resa possibile la guerra sia coi loro voti, sia con azioni individuali, tra cui la propaganda esercitata fuori e dentro il Senato", provvedendo all ordinanza di decadenza e alla sentenza di cassazione della decadenza. Negli anni a seguire si ritira nella propria residenza a Roma, assistito dalla figlia Giovanna, dove muore il 16 luglio 1949.

Cariche politico - amministrativemodifica | modifica sorgente

Onorificenzemodifica | modifica sorgente

Commendatore dell' Ordine della Corona d'Italia - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell' Ordine della Corona d'Italia
Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d' Italia - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine della Corona d' Italia

Notemodifica | modifica sorgente

  1. ^ Il Resto del Carlino, Ascoli Piceno - I due volti della Carbon
  2. ^ Tofani, Giovanni - Scheda senatore - Cinecittà Luce - Senato della Repubblica
  3. ^ Cinecitta in “Enciclopedia del Cinema” – Treccani
  4. ^ http://www.ascolicalcio.net/storia.asp







Creative Commons License