Giulia Beccaria

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Andrea Appiani
Ritratto di Giulia Beccaria e suo figlio Alessandro Manzoni bambino

Giulia Beccaria (Milano, 21 luglio 1762Milano, 7 luglio 1841) è stata una nobildonna italiana, figlia di Cesare Beccaria e madre dello scrittore Alessandro Manzoni.

Biografiamodifica | modifica sorgente

Figlia del marchese Cesare Beccaria e di Teresa de Blasco – nobildonna di origini siciliane e spagnole -, crebbe in un ambiente di grande vivacità intellettuale maturando interessi culturali; tra gli amici di famiglia la influenzò soprattutto Pietro Verri, ma fu in contatto con molta parte dell'élite culturale milanese, dai professori universitari ai pensatori illuministi. Uscita dal collegio nel 1780 si innamorò, ricambiata, di Giovanni Verri, fratello minore di Pietro Verri e Alessandro Verri con scarse disponibilità finanziarie. Simpatizzò per l'illuminismo e per la rivoluzione francese.

Il 20 ottobre 1782, ventenne, a causa delle dissestate finanze familiari, dovette sposare Don Pietro Manzoni, un gentiluomo lecchese ricco ma più anziano di lei di ventisei anni. Il matrimonio venne celebrato nell'oratorio domestico di Cesare Beccaria, e fu indubbiamente conveniente dal punto di vista economico (lei portò una dote di cinquemila scudi mentre lui garantiva trentamila lire annue di rendita) quanto infelice sul piano umano e sentimentale.[1] Dall'unione, nel 1785, nacque Alessandro, prima affidato a balia nei pressi di Lecco e poi nei collegi dei padri Somaschi di Merate e di Lugano.

Maria Cosway
Ritratto di Giulia Manzoni Beccaria

Con ogni probabilità, tuttavia, Alessandro era figlio di Giovanni Verri, per quanto il conte Pietro lo riconoscesse al fine di evitare uno scandalo, e per quanto nemmeno oggi si sia giunti a una conclusione certa. Più delle voci sull'impotenza del marito di Giulia e più dell'infelicità di un matrimonio coatto, sembrano dimostrarlo le parole di Niccolò Tommaseo: «Anco di Pietro Verri [Manzoni] ragiona con riverenza, tanto più ch'egli sa, e sua madre non glielo dissimulava, d'essere nepote di lui, cioè figliuolo d'un suo fratello».[2]

Il 23 febbraio 1792 si separò da Pietro Manzoni, a cui restava affidato il figlio. Pare si stabilisse un periodo presso lo zio materno Michele Blasco, ma la relazione con Carlo Imbonati, nobile colto e molto ricco, andava avanti già da tempo. Dal 1795 convisse con lui fino alla sua morte, prima per un breve periodo a Londra, poi ad Auteuil, comune nei pressi di Parigi, oggi inglobato tra la capitale e Boulogne-Billancourt.

È stato ipotizzato che Imbonati fosse il vero padre di Alessandro Manzoni, per quanto il poeta stesso e gran parte della critica abbiano respinto la teoria.[3]

Nel 1805 morì Carlo Imbonati, lasciandole tutto il suo ingente patrimonio, e Giulia convinse il figlio a vivere presso di lei. Da quel momento madre e figlio saranno molto legati e ricostruiranno una solida famiglia. In particolare sarà la madre a scegliere per Alessandro la moglie sedicenne Enrichetta Blondel. Con il figlio si riavvicinò alla religione cattolica.

Quando questi nel 1810 tornò definitivamente a Milano, Giulia lo seguì e visse con lui e la sua numerosa famiglia fino alla fine dei suoi giorni.

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  1. ^ L. Tonelli, Manzoni, Milano, Dall'Oglio, 1963, p. 5
  2. ^ Colloqui col Manzoni di N. Tommaseo, G. Borri, R. Bonghi, seguiti da "Memorie manzoniane" di C. Fabris (a cura di C. Giardini e G. Titta Rosa), Milano, Ceschina, 1954, p. 40
  3. ^ L. Tonelli, cit., p. 8

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