Giuseppe Letizia

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Giuseppe Letizia (Corleone, 1935Corleone, 11 marzo 1948) è stato un giovane pastore, vittima della mafia. All'età di 13 anni assistette all'omicidio del sindacalista Placido Rizzotto, ucciso il 10 marzo 1948 da Luciano Liggio, luogotenente di Michele Navarra, capomafia di Corleone.

La notte in cui avvenne il delitto, Giuseppe Letizia era nelle campagne corleonesi ad accudire il proprio gregge. Il giorno seguente fu trovato delirante dal padre, che lo condusse all'ospedale Dei Bianchi diretto da Navarra. Lì, il ragazzo, in preda di una febbre alta, raccontò di un contadino che era stato assassinato nella notte. Curato con un'iniezione, morì ufficialmente per tossicosi, sebbene si ritenga che al ragazzo possa essere stato somministrato del veleno. Tesi che fu segnalata dai giornali dell'epoca: l'Unità, il 13 marzo 1948 pubblicò in prima pagina un articolo sulla vicenda:

« C'è motivo di pensare, e molti in paese sono a pensarla così che il bambino sia stato involontariamente testimone dell'uccisione di Rizzotto e che le minacce e le intimidazioni lo abbiano talmente sconvolto da provocargli uno shock e come conseguenza di esso la morte »

Seguita il 21 marzo 1948 da La Voce della Sicilia:

« Un bimbo morente ha denunciato gli assassini che uccisero Placido Rizzotto nel feudo Malvello »

Il medico che aveva in cura il ragazzo presso l'ospedale, il dott. Ignazio Dell'Aria, qualche giorno dopo la morte del ragazzo chiuse il suo studio ed emigrò in Australia.

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