Giuseppe Vittorio Cerini

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Giuseppe Vittorio Cerini (Arcumeggia, 27 maggio 1862Torino, 30 giugno 1935) è stato uno scultore italiano.

Scultura di Giuseppe Vittorio Cerini (1862-1935)
Cristo Redentore: opera in gesso di Giuseppe Vittorio Cerini
Opera in gesso di Giuseppe Vittorio Cerini
Ritratto dei genitori: opera in gesso di Giuseppe Vittorio Cerini

Biografiamodifica | modifica sorgente

Di origini contadine, a undici anni inizia a lavorare presso un marmista, di un paese vicino. Dopo due anni si trasferisce a Milano, dove lavora presso un grande studio di decorazioni artistiche. Contemporaneamente frequenta i corsi dell’Accademia di Belle Arti di Brera, dove si perfeziona nel disegno. A diciannove anni si reca a in Svizzera, dapprima a Ginevra e successivamente a Bienne, dove esegue un monumento. Si trasferisce poi a Torino e quindi a Cagliari e a Roma. Attorno al 1885 torna a Torino. Negli anni 1888-1891 frequenta i corsi dell’Accademia Albertina e diviene collaboratore di Odoardo Tabacchi e poi di Davide Calandra. Comincia a presentare sue opere alle mostre della Società Promotrice di Belle Arti di Torino. Presenta opere anche in mostre all’ estero (a Londra, in Francia, in Belgio e ad Anversa). Nel 1889 esegue le opere scultoree “Ottobre” e “Febbraio” per la Fontana dei dodici mesi di Torino. Nel 1898 riceve l’incarico per l’ esecuzione del monumento al colonnello Galliano, a Ceva. Nel 1904 esegue il busto di Silvio Pellico per il santuario torinese della Consolata.

Gran parte della sua attività è rivolta a produzioni funerarie commemorative e religiose, soprattutto a Torino, a Bra, a Virle e a San Benigno Canavese e nel Varesotto (Besozzo, Casalzuigno, Cittiglio, Cuvio, Duno, Gemonio, Caravate). Esegue, tra l’altro, il gruppo statuario “Cristo e i Profeti” nella chiesa di Gesù Nazareno, due angeli in bronzo per la chiesa di S. Alfonso e una statua di don Bosco per la chiesa di S. Gioacchino di Torino. Alcune sue opere vengono spedite in Francia e in Svizzera. Si reca per un breve periodo in Argentina ed alcune sue opere vengono eseguite a Buenos Aires. Nel 1904 viene nominato Cavaliere della Corona d’Italia da Vittorio Emanuele III. La sua produzione artistica è sempre rimasta fedele alle forme classiche, pervasa da un sentimento più mistico negli ultimi anni della sua vita .

Nella natia Arcumeggia si conservano opere nel cortile della casa natale, nella chiesa parrocchiale e nel cimitero.

Collegamenti esternimodifica | modifica sorgente

Bibliografiamodifica | modifica sorgente

  • Giuseppe Cerini di Arcumeggia - Lavoro di ricerca della libera associazione culturale "La corte dei Sofistici", 1999
  • A, Springer, C. Ricci, “Manuale di storia dell’arte”, Bergamo, 1932, vol. V.







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